Reg. Stampa num.22 del Tribunale Ordinario di Torino - 11 Marzo 2011

redazione@civico20news.it

L置omo, i misteri e l段gnoto

C定 giustizia nella vita? Parte 1 di 3

Solo punti di vista?

2 Marzo
11:00 2019

Viviamo in tempi indecifrabili, e forse siamo arrivati a credere che non siano mai stati convulsi e confusi come ora. Se osserviamo gli avvenimenti quotidiani che i mezzi di informazione riversano su di noi con l’impeto e la costanza di forti perturbazioni naturali, siamo indotti a prendere coscienza di molti fatti che una volta sarebbero stati quasi del tutto ignorati. Il susseguirsi di situazioni drammatiche, ripetute all’infinito, ci portano a credere che qualcosa non funzioni più come si deve; troppa disparità tra gruppi di esseri umani, tra individui, tra regioni del nostro pianeta. Non intendiamo entrare nei singoli fatti, né soffermarci sui loro aspetti più o meno interessanti, più o meno positivi o negativi; tuttavia, visto che in qualche modo ci coinvolgono, non possiamo evitare di porci una domanda:

 

c’è giustizia nella vita?

 

Sì! No! forse! Ci piacerebbe! Sarebbe bello! Impossibile!

 

Certamente tutte queste risposte contengono una qualche parte di verità che meriterebbe un po’ della nostra attenzione, almeno per il tempo necessario ad acquisire una certa coscienza sull’argomento.

 

Come per tutte le domande di questo tipo, classificabili come relative ai massimi sistemi, si rischia di entrare in discussioni infinite, contraddittorie e sterili. Per evitare di aggiungere ulteriori variabili, porteremo alla nostra coscienza ciò che seguirà come uno spunto di riflessione applicabile per analogia anche in altri, più disparati ambiti.

 

La radice della parola giustizia è la stessa di giusto, cioè il contrario di ingiusto, sbagliato, erroneo … giusto?

 

Tutti noi, nessuno escluso, siamo convinti di essere nel giusto, qualunque pensiero, emozione o fatto esprimiamo … giusto?

 

Come mai allora, se tutti siamo convinti di essere nel giusto, risulta evidente che qualcuno sbagli? … ovvero non sia nel giusto?

 

Si può facilmente comprendere e, di conseguenza, affermare che ciò può avvenire perché errare è umano … giusto?

 

Ma se ciò può essere comprensibile, e perfino accettabile, come mai allora a sbagliare sono sempre gli altri?

 

Nel migliore o peggiore dei casi, potremo giungere ad ammettere che, qualche rara incidentale volta, a conferma della regola, a sbagliare siamo noi; però … è possibile che a sbagliare siamo sempre noi? … che qualunque cosa facciamo sia sempre sbagliata?

 

No, non sarebbe giusto! …

 

… o almeno potrebbe anche esserlo, ma non sarebbe accettabile, … cioè diventerebbe ingiusto anche ciò che è giusto!

 

Quindi si può ammettere per convenzione che diventi giusto ciò che è accettabile anche se è ingiusto?

 

Per evitare di spappolarci il cervello nel tentativo di trovare una risposta soddisfacente, facciamo qualche passo indietro, fino agli inizi della storia dell’uomo su questa terra.

 

Agli inizi di questa storia esisteva un solo principio: sopravvivere.

 

Come fare per sopravvivere?

 

Trovare le risposte a questa esigenza era abbastanza semplice e intuitivo:

 

  • non farsi divorare dai predatori,
  • procurarsi il cibo necessario per vivere e,
  • restare in vita il tempo sufficiente per riprodursi.

 

Cosa c’entra tutto questo con la giustizia, oggi che le cose sono molto cambiate o almeno così sembra?

 

Un po’ di pazienza e ci arriviamo; infatti, nonostante tutti gli aspetti negativi della vita che possiamo facilmente evidenziare, … guerre, inquinamento, cataclismi naturali, … la popolazione mondiale è cresciuta in modo esponenziale ed è diventata più longeva. Anche noi stiamo godendo di questo trend positivo fin negli aspetti più secondari e superflui della nostra vita.

 

Possiamo considerare giusto tutto ciò?

 

Il seguito nella seconda parte

Disegno e testo

Pietro Cartella

 

Condividi l'articolo

Autore dell'articolo

Commenti all'articolo