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L置omo, i misteri e l段gnoto

C定 giustizia nella vita? Parte 2 di 3

oppure no.

7 Marzo
11:00 2019

Proseguiamo l’indagine iniziata domandandoci se possiamo considerare giusto il fatto di poter godere particolarmente degli aspetti positivi della situazione attuale.

 

Non intendiamo dire che sia più o meno giusto che alcuni ne possano godere ed altri no, ma che sia semplicemente giusto e basta!

 

In attesa che la nostra coscienza sia in grado di accettare risposte coerenti, concentriamo per qualche istante l’attenzione su noi stessi.

 

  • Se noi siamo giusti, è giusto quello che ci accade?
  • Oppure può accadere che un giusto subisca ingiustizie?
  • Se sì, da chi o da che cosa subisce ingiustizie?
  • Se sì, e certamente lo crediamo, per esempio quando siamo provati da una malattia o un fatto grave, quale parte abbiamo noi stessi in quello che ci accade?

 

Per non rischiare di deprimerci immediatamente o di indirizzare carinamente chi scrive verso luoghi a lui più consoni (tanto già ci sta per conto suo se scrive queste cose), portiamo nuovamente la nostra attenzione alla semplicità delle risposte iniziali rispetto alle esigenze di sopravvivenza (vedi prima parte dell’articolo).

 

Scartiamo la prima, perché ora sono i predatori ad avere paura e doversi difendere dall’essere umano, e la terza, perché è evidente che non abbiamo più il problema di riprodurci, anzi, … quindi approfondiamo la seconda.

 

Fatta eccezione per quella parte della popolazione della terra che ancora non dispone di cibo e acqua a sufficienza, la gran parte non ha più problemi di reperire cibo in quantità … più che sufficiente a … diventare un problema!

 

A fronte della disponibilità di cibo nascono nuove domande ed esigenze:

 

  • È giusto essere magri o grassi?
  • Oppure sani o belli?
  • Oppure essere o apparire?

 

Per quanto si “trighi e brighi” i risultati dei nostri sforzi per ottenere ciò che desideriamo non sono mai quelli che ci aspettiamo … giustamente!

 

Regimi alimentari diversi per cercare un equilibrio salutare, medicine sofisticate e ricercate, biologiche o naturali, senza effetti collaterali, per ritrovare e consolidare il nostro benessere, interventi di chirurgia estetica per migliorare o rendere accettabile questa o quella parte di noi che non ci piace così com’è, viaggi e permanenze in paradisi tropicali per cercare di tacitare temporaneamente il nostro senso di mancanza e insoddisfazione …

 

…sono tentativi di migliorare o gratificare una parte insignificante del nostro complesso sistema senza conoscere cosa questo implichi per tutto il resto che noi ignoriamo.

 

C’è giustizia in tutto ciò?

 

Quale giustizia c’è in questi tentativi di migliorare qualcosa che praticamente non conosciamo e che ci è stato dato in prestito per uno scopo che spesso dimentichiamo o cerchiamo di ignorare, e per il quale è già strumento e mezzo adeguato?

 

C’è giustizia in tutto ciò?

 

Se tutti i tentativi fatti da esseri che si ritengono giusti, non producono sempre e solo giustizia, allora cosa c’è di giusto in questa vita?

 

Incredibilmente, contro ogni logica, tutto ciò è giusto!

 

È giusto, … ma non è tutto!

 

È giusto, … ma può essere compreso ed accettato come tale solo se visto in relazione a tutto e non ad una parte, quella che ci piace o possiamo vedere come un frammento del tutto.

 

Anche un quadro del più eccelso degli artisti non può essere compreso se fissiamo la nostra attenzione esclusivamente su una sua parte infinitesima.

 

Fino a quando non avremo chiaro tutto, anche ciò che è giusto non potrà essere percepito come tale. E fino a che questa condizione sia ottenuta risulta evidente che sia giusto che qualcosa o qualcuno operi per correggere ciò che è ancora parziale e quindi erroneo. Proprio questo fa la vita! …..

 

La vita procede dal tutto, considerando sempre tutto e opera di conseguenza cercando di riportare ogni cosa nella giusta direzione! ….

 

C’è giustizia nella vita?

prosegue nella terza ed ultima parte

 

Disegno e testo

Pietro Cartella

 

 

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