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Politica

L’innovazione e il rischio del fallimento

L’unico futuro possibile è nel lavoro

1 Marzo
09:30 2019

"Non si può prescindere dalla formazione e dall'orientamento per le scelte future. Invece guardando alle decisioni del Governo è evidente come si pensi solo a manovre a breve termine. Chi governa oggi il Paese è incapace o miope". Intervistata Domenica da Lo Spiffero, la leader dei giovani piemontesi di Confindustria, Giorgia Garola, sceglie di parlar chiaro. Non facendo sconti all'Esecutivo giallo-verde che spaventa gli imprenditori, perché "se prima qualche misura per facilitare la crescita, come Industria 4.0 e Jobs Act, era stata assunta, adesso vediamo manovre che affossano lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro. Non sono i sussidi che aiutano, ma facilitare chi può promuovere l'occupazione".

 

Al netto della contrapposizione molto politica tra produttori e novatori (o presunti tali), i rilievi che sono posti dall'autorevole esponente dell'associazione datoriale ci conferma l'esistenza di un'emergenza formazione.

Giustamente, poi, viene criticamente evidenziato il depotenziamento dei già timidi tentativi di costruire un Sistema duale: l'Alternanza Scuola Lavoro. Secondo Garola, infatti, "andava strutturata bene, non tagliata. Noi andiamo molto nelle scuole per raccontare il nostro mondo, quello delle imprese. Il problema grave è il gap tra domanda e offerta, non è vero che non sempre ci sia lavoro e l’esperienza in azienda, la sua conoscenza è fondamentale per capire cosa poter fare nel futuro".

 

Porre al centro dell'attenzione politica il futuro del lavoro - in merito a questo punto si può fare molto sui territori, anche grazie a realtà come DAI Impresa  - non è solo auspicabile, ma proprio drammaticamente necessario.

 

 

 

Marco Margrita

 

@mc_margrita

 

 

(Immagine in copertina tratta da Industria Italiana)

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