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In attesa che venga quel giorno

La risurrezione del PD nei sondaggi di Masia

3 Marzo
13:00 2019

Il loro motto è “aspettando Godot”. Soffrono e vivono nell’attesa che il miracolo da loro sperato si verifichi e cercano di sfruttare ogni occasione per comunicare ai loro lettori che il lieto evento è “en marche” e che non mancherà di realizzarsi in un prossimo futuro. Sono gli editorialisti ed i politologi dei giornali di Cairo e di De Benedetti.

Il loro capo spirituale è il sedicente storico Paolo Mieli (immagine Libero Quotidiano), un uomo che negli ultimi tempi si ammantava, rivestendola con un mantello di ipocrisia, di quell’orientamento super partes che è utile ad acquisire consensi e conduzioni sia da parte governativa che antigovernativa. Ed  è anche uno dei pochi ancora in vita ad avere firmato l’appello di condanna a morte per il commissario Calabresi.

A rivelare il vero pensiero del Mieli e di altri suoi illustri colleghi, tra I quali il Massimo Giannini ed il fresco reduce da una fallimentare escursione in Albania, (dove si era messo in testa di fondare un network televisivo), tale Antonio Caprarica (immagine Varese News), è stata una falsa notizia propalata, in un sondaggio sulle elezioni in Sardegna, da un ente di ricerca specializzato in exit polls.

Un’agenzia, dalla ragione sociale EMG Acqua, sovvenzionata con un concorso in rai, diretta da un certo Fabrizio MASIA, non nuova a trasmettere, durante le votazioni elettorali, dei sondaggi che  edulcorano i risultati poco graditi alle sinistre.

Non per nulla l’agenzia del capellone Masia (immagine Libero Quotidiano) è quella che viene prescelta per questi incarichi dalla trasmissione più sovversiva di RAI3, Agorà, che è quella condotta dalla ruspante Bortone.

Anche nel caso delle recenti votazioni regionali in SARDEGNA il buon Masia non si è smentito. E nel corso del pomeriggio ha reso pubblici i risultati dei suoi exit poll.

I quali denunciavano una sostanziale parità tra gli schieramenti del centro destra e quelli del centro sinistra.

La notizia è stata tale da far esultare tutta la tribù giornalistica che dipende dai De Benedetti e da Urbano Cairo. Tutti concordi, l’hanno interpretata come una risurrezione ed una inaspettata ripresa del Partito Democratico, ormai capace, secondo loro, di competere alla pari con le coalizioni di centro destra.

Le cose purtroppo per loro erano ben diverse, e, come altre volte in passato, l’agenzia di Masia aveva fallito la sua indagine con i suoi i relativi pronostici.

La verità era quella che la coalizione di centro destra aveva stravinto, distanziando di quattordici punti percentuali le liste di sinistra ed aveva eletto il suo candidato alla presidenza della Regione Sarda.

Come era facile prevedere, il sondaggista Masia, così abile nel manovrare gli exit poll, continua ad interpretare, adorato dalla robusta donnona che conduce ancora Agorà, gli orientamenti degli italiani in molti settori della vita pubblica (immagine Fanpage dei tre candidati).

Affiancato in queste sue analisi da tutto quell’insieme di ascari e di prefiche che, attraverso mediaset, è incaricata dal cav. Berlusconi di annunciare al popolo italiano in ogni telegiornale ed in ogni talk show che il nostro paese è sull’orlo del baratro. 

Per cui incombe su tutti noi un aumento indiscriminato delle tasse e delle accise, l’istituzione della patrimoniale ed anche la fine della rivoluzione liberale da lui predicata da più di venti anni.

In attesa che venga quel giorno… in cui Berlusconi (Immagine Espresso - La Repubblica) tornerà a governare attorniato dai giovani di Forza Italia, tra i quali Brunetta, Gelmini, Bernini, Gasparri, e tanti altri che si sono dimostrati davvero competenti quando avevano governato con lui.

 

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