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Lettere al Direttore

Torino - "Appendino ed il declino della cittą"

Le impressioni dei cittadini suscitate dalle ultime scelte

4 Marzo
13:00 2019

Gentile Direttore,

 

spiace vedere la Sindaca, costantemente sull'orlo di una crisi di nervi a causa dei pasticci dall'Armata Brancaleone del suo gruppo consiliare, agitarsi scompostamente anche verso il Governo per il mancato finanziamento di un venturo costosissimo torneo internazionale di tennis tra miliardari in calzoncini.

 

Non credo che queste iniziative siano una priorità per Torino ne' che sia giusto spendere - 78 - milioni di euro di risorse pubbliche in questo modo. 

Il 'circo tennistico', come ogni Sport professionistico, deve trovare le risorse necessarie tra i propri appassionati, sponsor privati compresi. 

 

La nostra Amministrazione dovra' gia' farci carico degli indennizzi dei feriti di piazza San Carlo, conseguenza dell'improvvida organizzazione della finale di Champion.

In quel caso, non mi risulta che la Juventus, beneficiaria 'politica' dell'evento, abbia sentito - almeno moralmente - il dovere di chiedere scusa alle sue vittime.

 

In quel caso la Sindaca era addirittura all'estero, in tribuna, ad assistere, con i soliti Vip salottieri Bianconeri, a quella infausta partita.

Torino merita ben altro impegno da una Amministrazione comunale, visto il crescente degrado urbano.

 

Purtroppo anche i 5Stelle, come le precedenti Giunte non brillano per senso del ruolo, intelligenza e capacita'.

Credo sia grave che la Sindaca, dimostrando miopia e supponenza, si sia esposta incautamente nel sostenere - certamente anche spinta da chi ne avrebbe tratto profitto - l'utilita' di un evento costosissimo ed elitario come un torneo di tennis che persino le solitamente munifiche Fondazioni Bancarie hanno rifiutato di finanziare. 

 

Basta fumo negli occhi dei Torinesi. 

 

Non crede? 

 

Cordiali saluti.

 

GianFranco Billotti

 

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Pregiatissimo Sig. Billotti,

 

le scelte spettano a chi gode della maggioranza scaturita dalle urne, a tutti i livelli istituzionali. E forte di tale consenso, chi governa ha l'obbligo di condurre qualsiasi iniziativa conformemente alle necessità della cittadinanza che deve amministrare.

 

Cittadinanza che comprende, tuttavia, anche le minoranze e quindi i rappresentanti anch'essi eletti e non nominati e svolgono giustamente il loro compito di controllo e di opposizione. Ma da che mondo è mondo, chi vince si preoccupa di sostenere ed incrementare il proprio successo finchè può, sfruttando al massimo le opportunità che, a suo giudizio, rappresentano il bene comune e, spesso, il supporto al prestigio personale.

 

Ed a quest'ultimo proposito, mi piace ricordare tristemente Brenno, Re dei Galli (immagine nuovaAtlandide.org) che fece pendere la bilancia dalla sua parte mettendo sul piatto la propria spada per aumentare il peso dell'oro che i romani dovevano ai "vincitori" per salvare la città.

 

Oggi non si sente, per fortuna, riecheggiare la storica frase "Guai ai vinti", ma poco ci manca. Per cui non c'è da stupirsi più di tanto di ciò che accade nella città che fu capitale d'Italia ed oggi è relegata a ruolo di comparsa nello scenario che odora più di europa che di italici sapori.

 

Sicuramente le priorità da affrontare le ha indicate Lei con divizia di particolari, ma qui entra in ballo il gioco delle responsabilità che richiede, in Italia e quando fa comodo, tempi biblici prima di scaturire un giudizio definitivo, salvo prescrizione.

 

Per cui, come recita un detto piemontese, tanto per mantenere una ben precisa identità, "tenumse ai branc".

 

       

       

               Civico20News    

     Il Direttore Responsabile                                   

              Massimo Calleri     

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