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Firenze - Il Poema della Divina Commedia pił famoso al mondo di Dante Alighieri

In una elegante pubblicazione anastatica della Sarnus Editore i cento canti rivissuti in pregiate cartoline di fine Ottocento

4 Marzo
14:00 2019

Il testo integrale più famoso al mondo dopo la Sacra Bibbia sicuramente è la Divina Commedia. Grazie ai due fratelli collezionisti Andrea e Fabrizio Petrioli che hanno messo a disposizione la collezione completa  di cartoline ( ormai introvabili) del capolavoro della letteratura italiana, e la sensibilità dell’editore Sarnus di Firenze l’ha trasformata in una elegante pubblicazione (pp.430 illustrazioni a colori €24.00 foto copertina).

Nel 1902 la ditta Alfieri & Lacroix di Milano riproduceva le cento cartoline e i tre frontespizi dell’Inferno del Purgatorio e del Paradiso. Le cartoline venivano riprodotte in cartapecora in stile gotico del Quattrocento, ed erano ognuna arricchite con pregevoli fregi sontuosi capilettera, tanto da far ricordare, nello sfogliare queste pagine, le preziose miniature medievali e i monumentali incunaboli.

Il volume è completato  con la trascrizione del Poema secondo l’antica vulgata curata da Giorgio Petrocchi (l’italianista nato nel 1921 è scomparso nel 1989 è stato docente di letteratura italiana alle Università di Messina e di Roma, socio corrispondente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, membro dell’Accademia della Crusca e condirettore dell’Enciclopedia dantesca, nonché romanziere  drammaturgo).

Queste preziose illustrazioni sono il frutto della raffinata abilità di uno dei più importanti miniatori della fine Ottocento, l’ingegnere  Attilio Razzolini, il quale ha illustrato i scenari e i personaggi che il Sommo Poeta ha incontrato (  XXXIV canti dell’Inferno - Foto 1; XXXIII del Purgatorio -Foto 2 e XXXIII del Paradiso – Foto 3) nel suo cammino ultraterreno.   

Tanti artisti hanno illustrato i canti della Divina Commedia: dagli antichi maestri famosi come Botticelli  Raffaello Sanzio  Gustave Dorè, ai moderni pittori: Giorgio De Chirico, Campigli, Carlo Carrà, Aligi Sassu, Corrado  Cagli, Renato Guttuso, Francesco Messina, Carlo Levi,  Renzo Vespignani e Gino Severini. Agli inizi del Novecento la nota ditta Alinari di Firenze indette un concorso per realizzare  nuovamente la Divina Commedia che coinvolse i più grandi artisti simbolisti e liberty del tempo. Grandi nomi si presentarono all’appuntamento fra costoro si annoverano Galileo Chini, Alberto Zardo, Plinio Nomellini, Alberto Martini, Dulio Cambellotti, Armando Spadini.

La Divina Commedia realizzata da Attilio Razzolini ( riportata per la seconda edizione la prima è stata pubblicata dieci anni or sono dalla casa editrice Polistampa) è una rarità assoluta, oltre alle immagini è stato riprodotto tutto il testo in caratteri gotici. Le cartoline si presentano in un formato doppio: in una delle facciate del verso si trovano la scritta”Cartolina Postale Italiana” (Foto 4), il riquadro per l’affrancatura e le righe per scrivere il nome del destinatario, nonché un medaglione incastonato da un fregio col giglio di Firenze, con l’icona di Dante per i canti dell’Inferno, di Virgilio per quelli del Purgatorio e di Beatrice per quelli del Paradiso: nell’altra faccia del verso lo spazio bianco per scrivere la missiva.

 Scrivono Andrea e Fabrizio Petrioli:

Oggi nell’era della tecnologia, molto si crea e molto si distrugge. Le comunicazioni avvengono prevalentemente per telefono e sempre più spesso, in particolare fra le nuove generazioni, attraverso gli sms. Mezzi che non lasciano traccia e che si consumano nel giro di pochi minuti, tanto è il tempo per impostare e leggere il messaggio. Mezzi che non tramandano niente al futuro e quindi incapaci di comporre un archivio per vedere e rivivere un domani, la vita di questi giorni”.

Dante Alighieri “La Divina Commedia” Edizioni Polistampa Via Livorno 8/32 50142 Firenze  www.polistampa.com

 

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