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Torino FC vs AC ChievoVerona 3-0

ESSER GRANATA VUOL DIRE FEDE E AMORE: un eurogoal del "Gallo" sblocca il risultato e tiene vive le speranze europee dei granata

3 Marzo
14:45 2019

La partita che va in scena fra poco nel “lunch-match” deve essere a tutti i costi quella della svolta.

In caso di vittoria, complice magari un bel pareggio fra Atalanta e Fiorentina, i granata si porterebbero a pari punti con la Lazio, che ha comunque una partita da recuperare, e a soli tre punti dal quarto posto. In caso di vittoria appunto.

L’imperativo, lasciando da parte al momento eventuali record di imbattibilità, è uno solo: vincere, altrimenti gli ultimi risultati positivi (quattro vittorie consecutive in casa), rimarranno solo statistica.

Walter “qui per aprire un ciclo e salire sempre più in alto” Mazzarri, oggi manda in campo (3-5-2): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Moretti; De Silvestri, Meitè, Baselli, Lukic, Ansaldi; I. Falque, Belotti.

Il tecnico di San Vincenzo lascia in panchina Rincon (reduce da squalifica), Ola Aina (all’ultimo minuto), conferma Lukic a centrocampo e Iago in avanti.

Se questa è la squadra che deve fare nove punti in tre partite, stiamo freschi, almeno nel primo tempo. Zero occasioni da rete (anzi la palla goal più pericolosa è nei piedi di Giaccherini, ma l’ex bianconero spara verso la bandierina), zero schemi (palla a Ansaldi per il cross e accontentiamoci), zero tiri in porta e di conseguenza nessun patema d’animo per Sorrentino, Ci vuole ben altro: non basta il possesso palla per vincere.

Fischi (ma davvero?) all’inizio della ripresa per i padroni di casa: il Chievo, che ricordo è ultimo in classifica, rischia di passare in vantaggio, ma Sirigu difende la porta e supera così il record di imbattibilità detenuto da Luciano “Giaguaro” Castellini (stagione 1976-77).

Entra Zaza al posto di Lukic: forse Mazzarri comincia a capire che il record di imbattibilità non porta tre punti.

Esce Iago, oggi in ombra e vittima di un probabile infortunio, ed entra Berenguer.

Torino in vantaggio alla mezz’ora: golasso di Belotti che recupera palla a centrocampo, triangola con Zaza, supera in corsa due avversari e da venti metri buca Sorrentino con un missile terra-aria.

Scusate l’enfasi, ma la descrizione è dedicata a tutti quei menagrami, prezzolati e creduloni, che non hanno niente di meglio da fare che criticare il “Gallo” a prescindere. Guai a chi tocca il “Gallo”, il mio capitano.

Entra Rincon al posto di Meitè, oggi particolarmente svogliato e inconcludente.

Proprio “El General” raddoppia in pieno recupero: sradica una palla a centrocampo, supera un avversario e dal limite dell’area piazza la sfera nel “sette” dove Sorrentino non può arrivare.

Game-set-match subito dopo: errato rinvio dei clivensi, palla recuperata da Zaza che anticipa di testa un avversario, controlla, entra in area, e con un diagonale rasoterra fissa il punteggio sul 3-0.

Per riassumere: Belotti toglie le castagne dal fuoco a Mazzarri e il resto viene da sè.

Partita imbarazzante, inconcludente e soporifera del Torino, salvato dal proprio capitano che, con una gran rete, sblocca il risultato e tiene a galla le velleità europee dei granata.

Vittoria meritata, per carità, e che fa godere, ci mancherebbe altro, ma arrivata contro l’ultima in classifica, grazie esclusivamente ad azioni personali, che con il calcio giocato hanno ben poco da spartire, e che non tolgono quell’alone di mediocrità che aleggia sul credo tattico di Walter Mazzarri.

Ma tant’è: godiamoci questa quinta vittoria consecutiva in casa, godiamoci il record assoluto di imbattibilità del nostro portierone, godiamoci il ritorno al goal di quella che potrebbe essere una coppia da sfracelli.

Chissà che il ritorno alla rete di Belotti & Zaza, in contemporanea, non sia di buon auspicio per le prossime partite: forse ne vedremo delle belle, purchè WM si decida finalmente a rischiare qualcosina ed a schierarli fin dal primo minuto.

Può essere davvero l’anno della svolta, anche se le vittorie arrivano grazie al non-gioco, ma attraverso la solidità del gruppo, l’impenetrabilità della difesa, completata da una buona dose di “lato B”. Questo al momento vale il sesto posto, in attesa degli altri risultati.

E se domenica prossima saranno tre punti a Frosinone, allora forse si comincia davvero a fare sul serio.

 

 

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