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Scienza e Salute

Torino - Primo studio italiano “Operarsi per non ammalarsi di tumore al seno e all’ovaio"

L'esempio di Angelina Jolie

8 Marzo
11:00 2019

Le donne con mutazioni dei geni BRCA1-BRCA2 a tutt'oggi identificate in regione Piemonte sono 1170 (circa 870 già affette da tumore e 300 sane). La frequenza attesa delle mutazioni nella popolazione è di circa 1 soggetto mutato su 800. Pochi giorni fa l’Inps ha sancito che le donne portatrici di mutazione Brca che hanno scelto di sottoporsi a chirurgia preventiva possono ottenere il riconoscimento di una percentuale di invalidità civile sulla base delle conseguenze psicologiche, endocrine e riproduttive di questi interventi. Questo importante risultato è stato ottenuto grazie all’azione di aBRCAdaBRA, un’associazione nazionale che riunisce centinaia di donne a rischio ereditario.

 

All’ospedale Mauriziano di Torino è nato il primo studio italiano che cerca di capire che cosa dicono le donne che si sono operate al seno per non ammalarsi di tumore al seno e all’ovaio, proprio come aveva fatto Angelina Jolie. Gli interventi consistono nella mastectomia bilaterale con ricostruzione protesica immediata per prevenire il tumore della mammella e nell’asportazione delle ovaie e delle tube appena completata la famiglia per prevenire il tumore ovarico.

 

I ricercatori del Centro per i tumori ereditari della donna del Mauriziano, diretto dalla professoressa Nicoletta Biglia, in collaborazione con l’associazione aBRCAdaBRA, hanno svolto un’indagine in tutta Italia su una popolazione di donne che si sono sottoposte ad un intervento “di riduzione del rischio” per conoscere il loro punto di vista e quello dei loro partner. I risultati di questa indagine sono in corso di pubblicazione su una importante rivista scientifica internazionale Journal of Clinical Medicine. L’indagine rappresenta la prima testimonianza diretta della complessità del percorso e delle scelte che le donne con mutazione Brca devono affrontare e sottolinea la necessità che ricevano un counselling da personale altamente specializzato ed un percorso clinico organizzato sia prima che dopo l’intervento.

 

Le donne, in generale, si sono dette soddisfatte della decisione presa e più del 90% rifarebbe la stessa scelta e la consiglierebbe a donne nella stessa situazione; circa la mastectomia, l’aspetto negativo è l’aspetto estetico, non sempre del tutto soddisfacente, e la ridotta sensibilità del seno ricostruito; l’ovariectomia profilattica è stata scelta da più dell’80% del campione per la preoccupazione di un possibile sviluppo di un tumore ovarico e per la mancanza di efficaci alternative di sorveglianza. Più dell’80% delle donne si dichiara soddisfatta delle informazioni ricevute sugli aspetti oncologici, ma solo la metà ritiene di essere stata adeguatamente informata sulle conseguenze dell’intervento e sulle possibilità di trattamento.

 

All’ambulatorio dedicato ai tumori eredofamiliari del seno e ginecologici e a quello della menopausa in pazienti oncologiche, che si tiene ogni mercoledì alla  Breast Unit del Mauriziano, si accede con prenotazione diretta allo 011.5082384.

 

In realtà queste non sono le sole possibilità di prevenzione. Gli esperti spiegano che in alternativa, per il tumore della mammella si può aderire ad un programma di sorveglianza intensiva, che viene offerto nel Centro del Mauriziano alle donne ad alto rischio. Per il tumore dell’ovaio invece, purtroppo, non sono ancora disponibili metodi efficaci di diagnosi precoce e la chirurgia rimane l’unica strada praticabile per le donne ad alto rischio genetico.

 

 

 

 

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