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Cronaca

L'Angolo della Satira del Professor Giancarlo Pavetto - La cosca del manneken pis

Opera in una delle città ed in una delle nazioni più insignificanti del mondo

6 Marzo
15:00 2019

Il manneken pis (Wikipedia), ossia il bambino che piscia, è l’emblema ideale per la città di Bruxelles. Che per un rigurgito di sana par condicio, ha ritenuto di farsi rappresentare da due altri significativi monumenti.

Quello del Jeanneke pis,  la bambina che piscia, e (non poteva mancare) quello del zinneke pis, ossia il cane che piscia.

Bruxelles è la città più deprimente ed insignificante dell’Europa. E’ la capitale del Belgio, uno staterello di undici milioni di abitanti, che sono divisi in tre fazioni che si odiano e non si sopportano. Sono quelli della Vallonia, quelli delle Fiandre e gli immigrati arabo musulmani, una volta bene accetti, ma che ora sono in numero tale da occupare tutte le periferie e molti piccoli centri in completa indipendenza dal governo di sua maestà il re del Belgio.

Non per nulla i francesi considerano gli abitanti del Belgio come i loro cugini scemi. Si distinguono all’estero, in particolare sulle spiagge della costa azzurra, dove si affollano anche fuori stagione, lamentando che nel loro paese piove sempre. Sono in maggior parte lunghi e segaligni e si vestono con il tipico abbigliamento dell’esploratore che si aggira tra i leoni nella savana africana.

Un’ ulteriore prova dell’ottusità di quella popolazione è stata fornita nei giorni scorsi dagli studenti delle scuole, che sono scesi nelle strade al seguito di una strana creatura femminile che ha sedici anni, ma ne dimostra forse dodici.

E’ una svedese che si chiama Greta Thunberg (ANSA.it) ed è affetta da una particolare forma di autismo, definita sindrome di Asperger, che ha tra i suoi caratteri distintivi quello di un interesse ossessivo per un unico argomento.

La ragazza ama fare profezie sconvolgenti e catastrofiche sull’ambiente e sull’ecologia, ed afferma che si realizzeranno fra qualche decennio, se l’umanità non correrà ai ripari. Una sorta di mini riedizione della leggenda tutta nordica del pifferaio magico che porta i topi ad affogare nei fiordi.

Rimane un grande mistero quello che ha portato Bruxelles a divenire la capitale dell’Europa e ad insediare nella città così ben rappresentata da un manneken pis,  il parlamento e la commissione europea. L’ipotesi, avanzata da alcuni, che al tempo di quella scelta si aggirasse tra i vertici della  burocrazia europea un genio della politica italiana come il bolognese Romano Prodi, non è purtroppo da escludere.

Fin dai tempi della adozione dell’euro, la suddetta commissione, composta da politicanti scartati dai governi del loro paese, ed assemblata da individui poco preparati, che si sono nominati tra di loro, ha cercato in modo graduale di imporsi e di dettare regole di comportamento dettate spesso dalla Germania.

Dall’anno 2014 la rinnovata Commissione, con a capo Jean Claude Juncker (Twitter), ha ancora accentuato la sua autorità e si è attribuita il compito di governare con il massimo rigore le altre nazioni del continente. Tra queste in particolare, la Grecia e l’Italia, per le quali la cosca del manneken pis ha deciso di emettere compiti da fare a casa, e norme da osservare in campo economico.

Minacciando in caso di disobbedienza l’intervento punitivo di una fantomatica  troika.

La Grecia, che si è piegata, è stata subito distrutta ed il suo ruolo è stato quello di risanare i debiti delle banche germaniche e francesi.

L’Italia, nonostante fosse governata da uomini perdutamente innamorati dell’ideale europeo, quali il bocconiano Mario Monti, il povero “stai sereno” Enrico Letta, il bullo rignanese, Matteo Renzi ed il suo lacchè, conte Gentiloni, è stato un boccone più difficile da addentare e da digerire.

Gran parte dell’opinione pubblica italiana si è infatti resa conto dello stato di sottomissione imposto al paese dalla cosca del manneken pis, composta da politicanti del calibro di Juncker (sempre più dipendente dall’alcool) Moscovici, Oettinger, Avramopoulos, Dombrovski, (il lettone gratificato dal 6 per cento dei voti nel suo piccolo paese) ed infine nientemeno che dalla vermiforme Mogherini (The Telegraph), prelevata da cinecittà ed infilata dal Renzi nella commissione.

Ora la cosca conosce molto bene il suo destino e sa che a maggio, nonostante l’appoggio disperato dei piddini italici, dovrà tornare a casa con la coda tra le gambe.

Ma ha in mente un’ultima manovra. Quella di indebolire le forze sovraniste ed in particolare quelle italiane, che si sono alleate con quelle internazionali allo scopo di eliminarla dallo scenario della commissione e del parlamento europeo.

Come? Giocando al ricatto.

Emettendo previsioni non dovute e non richieste sullo stato della nostra economia e sull’avvenire del nostro paese, ed assumendo i caratteri di una volgare forza di opposizione, quale è oggi il partito governato da Nicola Zingaretti (Askanews).


         

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