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Cronaca

L' inaugurazione della sede dell' associazione "Ciò che vale" e l' "Accademia del dialogo", ovvero la valorizzazione del territorio, nell'intervista a Pietro Liotta.

Sabato 23 l'inaugurazione della nuova sede a Chieri, in via Marconi 15 alle ore 16

21 Marzo
11:00 2019

"Ciò che vale", una associazione giovane nata tre anni orsono, presto disporrà di una nuova sede, la cui inaugurazione si terrà sabato 23 marzo 2019 alle ore 16.30, in via  Marconi 15 a Chieri, in provincia di Torino.

Sarà un momento  molto importante  per dare vita a un nuovo modo di vivere il territorio, con la possibilità di sviluppare una serie di attività destinate ad estendersi gradualmente, fino a incontrare e coinvolgere i paesi adiacenti in una crescita che, si spera, possa aumentare sempre più.

Ne parliamo con Pietro Liotta, coordinatore della Accademia del dialogo, una delle numerose attività seguite dall'associazione "Ciò che vale", di cui Alberto Guggino, è il presidente; una associazione che si ripropone importanti obbiettivi, tra questi organizzare incontri in cui verranno sviluppate tematiche socio culturali, e fornite le informazioni riguardanti sia il territorio, che la sua valorizzazione.

Domando a Pietro Liotta in cosa consiste l'attività dell'Accademia del dialogo e quali saranno i benefici che questa apporterà al territori.

"Nell'Accademia verrà tenuta una serie di incontri che stiamo organizzando; vi sarà di volta in volta un relatore che affronterà una serie di tematiche relative a problematiche della comunità locale da cui deriverà uno scambio di informazioni, di idee e di proposte. Si avrà a disposizione un “laboratorio di idee” e di iniziative sul territorio. Abbiamo divisa questa attività in due aree.

Quella rivolta agli adulti e una, più specifica, per i giovani; è proprio dai giovani  che apprenderemo quali siano le  reali necessità che serviranno a migliorare la loro condizione e quella territoriale e noi adulti potremo lavorare per indirizzare al meglio il futuro sviluppo della loro condizione".

"Abbiamo coinvolto all’interno, sia  ragazzi, che  abbiano argomenti da suggerire, o che siano disposti a mettere a disposizione i loro talenti, nei campi più svariati come, ad esempio, chi si occupa di video makers, oppure chi si occupa della narrazione di novelle del territorio. Uno dei giovani è responsabile del “Treno della memoria”: ogni anno organizza viaggi con coetanei per far conoscere loro quale sia stata la realtà dei campi di concentramento in Germania. Il cuore dell’Accademia del dialogo è costituito da iniziative di persone che verranno a condividere le loro esperienze ed il  loro sapere.

E' importante sottolineare che intendiamo trattare argomenti che potrebbero essere in contrasto tra loro, addirittura uno all’opposto all’altro, ma in realtà sono argomenti che viaggiano in parallelo e che, comunque, trovano sempre una nuova sintesi come, ad esempio la tecnologia che, talvolta, viene demonizzata, perché appartiene ad un mondo che può inquietarci, ma se l’utilizzo  delle informazioni proveniente dalla ricchezza di informazioni provenienti dal territorio utilizza la tecnologia e viene applicata a metodiche produttive relative, ad esempio, all'agricoltura o all'edilizia, è chiaro che ne possono derivare notevoli benefici, conseguenti alla  connessione sempre più rapida dei dati".

"Sostenibilità, equità e solidarietà", è il  leit motiv della nostra associazione; a questo proposito citiamo sovente papa Francesco che, con "Laudato si' ”, la sua seconda enciclica,  affronta in modo magistrale le problematiche legate all' ambiente e all' ecologi. Sono profonde considerazioni in cui è racchiusa una forte attenzione per la Natura, da cui tutti noi dipendiamo, anche se, sovente, tendiamo a dimenticarcene".  

"Stiamo sviluppando un programma di incontri in cui parleranno, fra gli altri,  il vice direttore del Politecnico di Torino, un magistrato e una giovane giornalista di “Piemonte che cambia” che affronterà il tema di come stia cambiando in positivo il territorio in cui viviamo, un altro  argomento di grande attualità, se visto in proiezione futura, che è giusto far conoscere e divulgare.

Un secondo raggruppamento di iniziative è compresa nel programma “A regola d’Arte”; si terranno diversi incontri uno di questi, dal titolo: “L’Arte partecipata” tenuto da Giustino Caposciutti un artista che lavora con persone inabili che sarà presente con una sua opera nella nostra sede, già all’inaugurazione. Alberto Guggino illustrerà l'opera il "III Paradiso" di Michelangelo Pistoletto, chiarendone il significato. Una educatrice descriverà la vita in campagna con il racconto della “Fattoria di Mimma che viene in città”, descrivendo le problematiche e le soddisfazioni che si vivono in una azienda agricola, un mondo  che viene esportato e presentato alla città. Nelle varie conferenze  si parlerà anche anche di usi e riusi della carta".

"Chi sono gli oratori?"

"Si tratta, nella maggior parte dei casi, di persone appartenenti al  territorio, per lo più non conosciute, ma rappresentano la ricchezza dei luoghi cui appartengono, ne costituiscono il valore. La cultura, l’identità del territorio, vengono in qualche maniera vengono valorizzate e viene offerta loro una buona visibilità".

Ai lavori sarà presente anche Guggino, come presidente del'Associazione "Ciò che vale"?

"Nel gruppo dell’”Abitare sostenibile”, Guggino presenterà la sua casa, autentico esempio di abitare sostenibile, la Rebirth House, una abitazione priva di bollette, rispettosa dell’ambiente. Si tratta di una casa passiva, una costruzione che cambia il concetto dell'abitare, priva di costi  legati a bollette altissime e, ma qualcosa che produce reddito, e, volendo  persino un lavoro”.

"Ma questo non è il solo esempio che verrà presentato, si parlerà della "casa di paglia", della bioarchitettura sostenibile, della canapa utilizzata nel settore dell’edilizia, la casa di calce  e canapa.  Si tratta di esempi concreti, presenti nella nostra zona, autentica dimostrazione della edilizia sostenibile. Vi sarà infine un gruppo che tratterà del cibo: in un ciclo di incontri verranno enfatizzate la “cultura del cibo” e la relazione fra questo  e il nostro benessere".

"Come è arrivato a questa associazione?"

"Ho sempre avuto l'intenzione di collaborare con le associazioni; io stesso provengo dal mondo associazionistico, ho collaborato con “Reciprocamensa”, un gruppo di volontari che si pone due obbiettivi fondamentali, il primo è il  recupero e dell’utilizzo degli avanzi alimentari dei mercati, circa un quintale al mese che andrebbe perso. Il secondo consiste nel riutilizzare tali avanzi, opportunamente selezionati e preparati, in una mensa in cui offriamo cibo a circa una trentina di persone, in collaborazione con i servizi sociali di Chieri".

"Ma il nostro progetto è ancora più ampio, perchè si pone l’obbiettivo del reinserimento nella società di persone che hanno perso il lavoro. cercando  di creare una rete all’interno delle associazioni, e per realizzare questo, dobbiamo creare una rete anche all’interno del territorio, dando vita a attività economiche, che anche i vari comuni adiacenti, valorizzando anche piccoli imprenditori agricoli, che si occupano, ad esempio,  di colture particolari, di nicchia, con l'intento di offrirgli più visibilità".

"Allo stesso tempo è necessario agire per connettere fra loro tutti gli altri agricoltori e gli operatori del settore enogastronomico, di quello dell’accoglienza, realizzare sinergie fra tutti i piccoli operatori che utilizzano sistemi di produzione sostenibili o di agricoltura  bio,  in maniera tale che possano avere più visibilità e,  contestualmente,  offrire maggiore dignità alla comunità stessa".

"Le riunioni si terranno nella sede, la prima sarà l'11 aprile parleremo di ingegneria legata alle tematiche energetiche;  abbiamo invitato Angelo Tartaglia, un fisico del Politecnico di Torino. La sede si trova  in via Marconi 15, le conferenze  non saranno monologhi, ma dialoghi.  Con il nostro lavoro di gruppo viene offerta la possibilità di uscire da questo incontro in qualche modo arricchiti; la possibilità di fare domande e di confrontarsi con chi ha vissuto questo tipo di esperienza darà ai partecipanti una maggiore consapevolezza che non potrà fare altro che bene al  nostro territorio"

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