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L’uomo, i misteri e l’ignoto

Genitori e figli – 1 di 10

Considerazioni preliminari

22 Marzo
10:30 2019

Genitori e figli – 1 di 10

Considerazioni preliminari.

 

Carissime lettrici e carissimi lettori,

inizia con questo articolo una serie di proposte per riflettere sulle relazioni tra genitori e figli, relazioni che mai come in questi tempi sono giunte a livelli di tensione e incomprensione veramente insostenibili.

 

Strada facendo troverete schemi e affermazioni che, sparsi qua e là, avete già incontrato in precedenti articoli, ma che non sono stati inseriti in un contesto organico riferito a comportamenti relazionali complessi.

 

Analogamente alle note musicali, che sono solo sette, ma con le quali si possono comporre opere complesse, così pochi principi possono far comprendere comportamenti umani complessi.

 

Tuttavia la loro vera decifrazione dipende molto dalla capacità del nostro “orecchio” nell’ascoltare il contenuto di tali composizioni e dalla disponibilità ad esserne coinvolti essenzialmente e responsabilmente.

 

Naturalmente ciò che seguirà non è tutto, né è sicuramente giusto e perfetto, però da qualche parte occorre iniziare avendo chiaro che possono esserci errori e dimenticanze dovute all’ignoranza fondamentale della quale soffriamo tutti rispetto alla grandiosità e vastità degli aspetti della vita. Tenetene conto.

 

Nel ringraziarvi anticipatamente per la pazienza e la tolleranza che tale lettura comporta, vi auguro tutto ciò che il vostro impegno merita.

 

Ed ora entriamo nel vivo della questione.

 

Sempre più spesso facciamo esperienza di come risulti praticamente impossibile stabilire una qualsiasi forma di comunicazione tra generazioni e ruoli differenti.

 

Da questa situazione generalizzata ne consegue una altrettanta impossibilità ad educare o aiutare chiunque a relazionarsi equilibratamente con ciò che la vita propone giornalmente.

 

Alcuni genitori e adulti si chiedono cosa possono fare per andare oltre questa situazione apparentemente congelata in tensioni che ogni tanto esplodono in modo apparentemente incomprensibile.

 

Tuttavia le buone intenzioni e la buona volontà spesso non bastano e falliscono; infatti si dice che le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni. Né si può negare che anche quando si cerchino alleanze istituzionali per rafforzare iniziative volte a migliorare la situazione, appena cessata l’attività di sostegno tutto tenda a ritornare allo stato precedente o a peggiorare ulteriormente.

 

Perché avviene così?

 

Perché anche se si può tentare di arginare con una diga, costruita mediante valori educativi personali e familiari rinforzandola con apporti istituzionali ed associativi, gli aspetti caratteriali e comportamentali individuali e collettivi particolarmente pericolosi o deviati, sempre più spesso accade che ciò non sia sufficiente ad evitarne la manifestazione.

 

Infatti quando il livello di ciò che è contenuto dalla diga cresce troppo in fretta rispetto alle possibilità di ridurre livello e pressione attraverso una valvola di scarico controllato, il contenuto scavalca la sommità abbattendosi in modo distruttivo su tutto quello che era fino a quel momento protetto dalla diga.

 

Esaminando lo schema che segue potremo avere un’idea di come si produce tale situazione e renderci conto che per giungere ad un risultato diverso e duraturo occorre trovare una strada nuova.

 

 

Se abbiamo compreso il senso di quanto schematizzato, risulta evidente che ad un certo punto non sarà più sufficiente rinforzare o innalzare la diga a fronte del crescere del livello e della pressione del contenuto che preme su di essa.

 

Prima o poi o la diga cede o il contenuto tracima.

 

Certamente qualcuno potrà pensare che livello e pressione del contenuto possano essere tenuti sotto controllo facendone fuoriuscire una certa quantità ogni tanto; la conseguenza di far sfogare in questo modo parte del contenuto si manifesta quotidianamente in episodi inquietanti, ed apparentemente inspiegabili, che avvengono in individui o gruppi, considerati normali e tranquilli, quando tale pressione che grava al loro interno si deve scaricare.

 

Succede per esempio che un individuo, normalmente tranquillo ed educato, manifesti crisi di ira incomprensibili, si scateni in comportamenti assurdi a partire da un pretesto banale e dopo poco, senza apparente cambiamento di stato ambientale né altri interventi esterni, torni ad essere tranquillo ed educato come in precedenza.

 

Episodi come questi, in precedenza trattati come schizofrenia, sono ormai stati derubricati a semplici disturbi nervosi transitori, perché attualmente caratteristici della maggioranza degli esseri umani e come tali accettati come “normali”.

 

Questo stato di cose non ha limiti di età, sesso e condizioni sociali; inizia in tenera età e tende a non abbandonare più l’individuo che ne è afflitto. In ogni ambiente familiare possono essere presenti più individui aventi tali caratteristiche che quindi possono influenzare particolarmente le relazioni tra genitori e figli, oltre a quelle tra i singoli.

 

Cosa fare allora, ammesso che una soluzione esista? 

 

segue nella seconda parte

 

disegno, schema e testo

Pietro Cartella                                                              

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