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L’uomo, i misteri e l’ignoto

Genitori e figli – 2 di 10

Relazioni complesse imposte dalle circostanze ambientali.

24 Marzo
11:00 2019

Nel precedente articolo abbiamo messo in evidenza lo stato insostenibile nel quale si dibattono le complesse relazioni tra genitori e figli e tra individui. È quindi lecito cercare una via di uscita da tale ingarbugliata situazione.

Cosa fare allora, ammesso che una soluzione esista? 

 

Infatti qualsiasi percorso si ipotizzi ha sempre i suoi pro e i suoi contro e certamente sembra che si sia già tentato tutto il possibile.

 

Ma è proprio così o forse qualcosa ci è sfuggito o addirittura ignoriamo volontariamente che esista, mentre lavora a nostra insaputa nel e dal più profondo di noi stessi, vanificando i nostri tentativi più sinceri?

 

Per trovare la risposta non ci resta che affrontare ciò che riteniamo impossibile o addirittura non esista proprio.

 

Come?

 

Ancora una volta uno schema potrà aiutare la nostra attenzione e la nostra coscienza a intravedere un possibile percorso in un territorio sconosciuto o ignorato ma fondamentale per arrivare a pensare e agire diversamente.

 

 

Semplificando ed approssimando molto la realtà dei fatti, possiamo osservare che nel nostro ambiente vitale esistono almeno tre grandi campi di esperienze. Campi di esperienze coscienti ed incoscienti personali aggiunti e contenuti in un risultante inconscia collettiva, ognuno dei quali esprime modalità operative particolari.

 

Per convenzione denomineremo la prima modalità “campo di vita naturale ordinario cosciente”.

 

In questo campo, rappresentato dalla parte superficiale della punta dell’iceberg disegnato nello schema, risulta spesso impossibile comunicare direttamente senza fraintendimenti, nonostante le migliori intenzioni e sforzi costanti.

 

Le parti che vogliono comunicare sembrano separate, isolate in un loro universo di riferimenti e preconcetti. Accade spesso che dicano le stesse cose intendendone altre e comprendendone altre ancora.

 

È una sorta di Torre di Babele nella quale tutti si esprimono in modo pressoché incomprensibile ad altri nella profonda convinzione di essere stati assolutamente chiari ed inequivocabili.

 

Questo è ancora più evidente in un ambiente ristretto come quello familiare o amicale, dove si dà per scontato che ci si capisca al volo senza verificarlo adeguatamente.

 

Ciò avviene nonostante in tale campo siano attive e si facciano valere le leggi naturali conosciute del mondo ordinario in cui viviamo, alle quali siamo tutti sottoposti e che cerchiamo di gestire in qualche modo a nostro favore.

 

La seconda modalità è rappresentata dal “campo di vita ordinario subcosciente o incosciente personale”.

 

In esso si fanno valere le leggi naturali sconosciute, ignorate o dimenticate del mondo ordinario in cui viviamo. Leggi che ci governano a nostra insaputa, spesso in contrasto con ciò che pensiamo, desideriamo e vogliamo fare coscientemente.

 

Le forze che esse generano non agiscono necessariamente nella stessa direzione di quelle generate dalle leggi del campo di vita naturale ordinario cosciente.

 

È il “non luogo apparente” nel quale finiscono tutte le nostre esperienze personali rifiutate coscientemente a qualunque titolo. Ma non per questo esse sono concluse, anzi continuano a lavorare di nascosto e senza ostacoli andando ad aggiungere energia alle forze che da lì ci governano.

 

Per questo potranno verificarsi le ben note contraddizioni tra ciò che si dice e ciò che si fa; infatti esiste una grande disparità di influenza e potenza tra ciò che si determina coscientemente e ciò si determina inconsciamente, disparità evidentemente a favore di quest’ultima condizione.

 

Così si cercherà di fare una cosa finendo per farne un’altra!

Così si cercherà il modo di comunicare con un’altra persona finendo per fraintendersi e contrapporsi senza comprenderne la ragione.

 

In questo campo si trova però anche la base per la comprensione di questi fenomeni, anch’essa facilmente equivocabile se non gestita da una “vera intelligenza”.

 

Tale base è rappresentata dai legami di sangue ereditari che legano i componenti familiari tra di loro e con le precedenti generazioni da cui provengono.

 

Attraverso l’osservazione personale di se stessi si può arrivare alla comprensione delle ragioni che ci spingono ad agire in un certo modo e, attraverso i legami di sangue, spingono anche altri nostri discendenti ad agire come agiscono.

 

Le cose si complicano ulteriormente nei figli perché in essi interagiscono legami di sangue provenienti da due diverse famiglie.

 

Quindi, nella migliore delle ipotesi, ogni genitore può arrivare ad osservare attraverso di sé, al massimo, il 50% di ciò che si muove nel figlio. Ciò non è sufficiente per trarne correttamente qualcosa di “pratico” senza che questo comporti richiamare l’altro 50% sconosciuto, con tutte le conseguenze del caso.

 

Tuttavia una cosa è certa: se qualcosa cambia all’interno del 50% di un genitore, prima o poi cambierà anche nel figlio. Ciò avverrà automaticamente proprio tramite i legami di sangue inconsci e tali cambiamenti saranno osservabili da chi li ha osservati avvenire prima dentro di se stesso.

 

Per questo si dice: se vuoi cambiare il mondo e gli altri cambia prima te stesso!

 

La terza modalità è “l’inconscio collettivo”, contenitore di tutto ciò che è esistito, esiste ed esisterà fino ad un certo punto, essere umano compreso. In questo campo si esprimono leggi e forze di gran lunga più potenti di quelle agenti nei due campi precedenti, che ne subiscono l’interazione.

 

Queste leggi e forze interagendo con le espressioni culturali, religiose, filosofiche, artistiche, scientifiche, metaboliche, ideative e comportamentali degli esseri umani le determinano nella quasi totalità.

 

A dire il vero esiste anche una modalità di un “campo di vita totalmente altro”; ma di questo, per il momento, non ci occuperemo.

 

Da quanto appena descritto risulta evidente la complessità del quadro generale in cui ci troviamo a vivere e agire, ma qualcosa si può e si deve fare, rimettendoci in gioco ed assumendocene la responsabilità.

 

Ecco alcuni dei punti che cercheremo di indagare e su cui riflettere:

 

  • come accedere ad un diverso tipo di conoscenza
  • da cosa sono costituiti gli esseri umani e come funzionano
  • quali leggi naturali governano i rapporti tra figli e genitori, prima, durante e dopo la vita
  • quali leggi naturali governano i rapporti tra le generazioni
  • come si possono applicare correttamente tali leggi per modificare i rapporti sociali e migliorare la qualità della vita, riscoprendo il modo di essere un esempio coerente tra ciò che si dice, si è e si fa
  • come si può recuperare e restituire un certo grado di libertà di scelta
  • come si può recuperare e restituire una sufficiente tolleranza relazionale
  • come tornare ad essere esempi autorevoli, credibili e disponibili per chiunque lo desideri, senza imporre il proprio punto di vista

 

Passo dopo passo anche un lungo cammino si compie.

 

segue nella terza parte

 

disegno, schema e testo

Pietro Cartella                                                             

 

 

 

 

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