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Tutti pazzi, a sinistra, per Rami (o Ramy) ed Adam

Una telefonata definita eroica

29 Marzo
12:00 2019

“Tutti pazzi” è un artificio linguistico  che spesso è usato da Yahoo per veicolare su di un fatto od un argomento l’attenzione di chi legge. “Tutti pazzi per un vestito trasparente”, ad esempio, è un subdolo annuncio per invitare il lettore a concentrare il suo pensiero su di un abito che, a ben guardare, non ha poi nulla di trasparente o di particolare.

 

Tutti pazzi per Rami, ed anche per Adam (immagine Il Mattino), è il mantra che oggi coinvolge tutto il mainstream che fa capo agli ambienti della sinistra italiana.

 

A cominciare dai finanziatori internazionali tra i quali emergono George Soros e tutti i De Benedetti, i quali, attraverso giornali loro asserviti, come Repubblica, Corriere e Stampa, i talk show come la Sette e l’infiltrazione di agenti nei palinsesti delle televisioni di stato, si sono posti l’obbiettivo di condizionare in senso sinistro e filo europeo l’opinione degli italiani.

 

Un chiaro esempio di questo tentativo di guidare l’orientamento ed il pensiero politico è rappresentato oggi dalla vicenda del bus, dirottato a san Donato in Lombardia, da un criminale senegalese che era stato incaricato di trasportare una intera classe ed i loro accompagnatori in una vicina palestra. L’uomo, che era stato assunto come autista, senza alcun controllo, da una sprovveduta agenzia di viaggi, è risultato, ma solo dopo l’azione criminosa, un pericoloso pregiudicato.

 

Ed era indegno della cittadinanza italiana, che gli era stata attribuita in un passato in cui le sinistre si battevano come leoni per somministrare il documento a tutti coloro che si presentavano alle nostre frontiere.

 

E’ stato facile al feroce delinquente senegalese (definito italiano dalla Boldrini), dare inizio al suo piano criminale, puntando con quel pullman carico di ragazzini sul vicino aeroporto di Linate, dove voleva provocare un disastro.

 

Con questo scopo aveva distribuito sulle porte, sul pavimento e sulle finestre dell’automezzo due taniche di un liquido altamente infiammabile. Aveva anche fatto sequestrare ad un’insegnante tutti i telefonini dei bambini. Per fortuna uno di questi era sfuggito all’attenzione del delinquente, e l’accompagnatrice ha potuto affidarlo ad uno dei ragazzi, che nascondendosi dietro i corpi dei compagni è riuscito a telefonare chiedendo soccorso.

 

Nel giro di pochi minuti sono intervenuti i carabinieri(immagine Rsi), che di fronte ai ripetuti rifiuti del senegalese,  sono stati costretti a fermare il bus opponendo frontalmente le loro automobili e deviandolo infine sulla parete in cemento della strada.

 

Si sono resi conto che non potevano sparare, perché il rischio era altissimo. Una scintilla avrebbe di colpo trasformato in un rogo l’autobus che era infarcito di vapori di benzina. Ed anche un violento urto frontale con una delle loro auto avrebbe scatenato l’incendio.

 

Mentre i bambini attendevano gridando terrorizzati, i carabinieri si sono gettati sui finestrini e sulla parte posteriore del pullman, sfondandola e facendo fuoriuscire i ragazzini e quella assistente che aveva nascosto il cellulare.

Pochi minuti dopo l’autobus ardeva come una torcia.

 

Il giorno dopo, il mainstream sinistrorso sopra citato ha sollevato sull’evento, che poteva divenire tragico, un confuso polverone, dal quale sono stati fatti emergere con la nomina ad eroi i due ragazzini, figli di extracomunitari che avevano telefonato.

 

Rami, (o Ramy)  ed Adam erano stati bravi a telefonare. Ma la perfetta operazione di salvataggio era stata condotta dai carabinieri (immagine zazoom.it).

 

Solo nella mente di personaggi della sinistra, come il Fratoianni (immagine Globalist), e la Bortone di Agorà, una telefonata può trasformare un giovane straniero in un grande eroe.

 

“Zero tituli” (immagine di Jose Mourinho ilTempo) vanno invece concessi dai cattocompagni ad altri tre ragazzini che hanno coadiuvato i due “eroi” all’interno dell’autobus. Purtroppo Riccardo e gli altri due erano solo italiani e non andavano presentati nei talk show.

 

Come in quello condotto dai due giullari della televisione di stato, Fabio e Litti, che gestiscono, strapagati, la trasmissione “che tempo che fa”, dove gli “eroici telefonisti” sono stati messi in mostra, con i carabinieri disposti sullo sfondo.

 

Mentre erano i carabinieri e solo loro gli uomini, che avevano, con un intervento perfetto, condotto l’operazione, salvato tutti i bambini, compresi i due telefonisti, ed arrestato il feroce delinquente.

 

I veri eroi sono stati i nostri carabinieri e le sinistre se ne facciano una ragione.

 

Per finire, una domanda a quei compagni che scrivono per Cairo e De Benedetti.

 

Vi sembra possibile che in un paese normale la cittadinanza venga data in cambio di una telefonata?

 

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