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Politica Locale

Regione Piemonte - La foglia di fico

Con la conclusione della Legislatura, l’attenzione si polarizza sulle prossime elezioni regionali

1 Aprile
08:00 2019

Tutti a casa! Venerdì pomeriggio è suonata la campanella di scioglimento del Consiglio regionale del Piemonte.  L’accorto Chiamparino nelle ultime sedute, ha portato al voto anche problematiche presentate dalle opposizione di forte impatto sociale, (assunzione dei medici del 118) oltre ad aver distribuito mancette varie.
 

Fra meno di due mesi si svolgeranno le elezioni regionali. Chiamparino, che  corre per la riconferma, sta già da tempo organizzando le truppe oltre al PD per far risaltare movimenti e liste civiche di riferimento, più vicine ai cittadini.

 

Percorre il Piemonte presentando il suo programma dei “30 SI”.

 

Nella definizione delle liste del PD stanno invece affiorando i dissidi che smascherano  l’unità fittizia stabilita a tavolino, ma priva di coesione tra i notabili con il pallottoliere correntizio a portata di mano.

 

Alcuni consiglieri regionali in carica temono di rimanere schiacciati dalle potenti lobby all’interno del partito.

 

Dopo lunga attesa il candidato presidente per il Centro Destra è stato scelto e presto dovrebbe iniziare la sua corsa, per recuperare il tempo perduto e cercando di piegare ancora qualche perplessità tra i maggiorenti di Forza Italia.

Il Ciarrapico della valle Stura esce definitivamente di scena e  Alberto Cirio, con l’abbraccio di Berlusconi e la convergenza di Lega e Fratelli d’Italia avrà la strada spianata, salvo interventi della magistratura all’ultima ora.

Le bocche sono ancora cucite sulla composizione della liste elettorali. La stesura del programma sta per essere ultimata da parte dal gruppo consigliare di Forza Italia per poi essere approvato anche da FdI e Lega.

Nelle ultime settimane, Forza Italia e Fratelli d’Itala, a quanto si dice, avrebbero ostacolato la discesa in campo delle due liste civiche “Si Lavoro, Si TAV” di Mino Giachino e “Il Piemonte nel cuore” di Gianluca Vignale per timori concorrenziali.

Fratelli d’Italia sotto la guida di Fabrizio Comba, sta facendo incetta di Fittiani in dissolvimento, alcuni reduci da altre infruttuose esperienze, oltre a persone per bene che ancora vedono l’impegno politico come mission disinteressata.

Quante chiacchere, colpi di scena, manovre diversive potremo ancora vedere nelle prossime settimane senza eccezione, tra le liste e gli schieramenti!

I confronti stridenti si stanno manifestando per i rinnovi dei consigli comunali. La notizia più recente ci giunge dalla provincia di Cuneo. Il centro destra designa due candidate sindache a Saluzzo e Bra che, pur contorniate dalla nomenclatura dei partiti, non dovrebbero, a quanto si dice, incontrare il favore  nell’elettorato di riferimento e tra i militanti. Dalle urne capiremo se le forzature e l’esaltazione di personaggi in cerca d’autore e di dubbia provenienza, possa rappresentare la scelta vincente.

I grillini, anche a causa dell’effetto Appendino, sono valutati in ribasso e non determinanti per accedere al governo della Regione.

Guardando unicamente al futuro del Piemonte, siamo ancora convinti che la volata positiva e dirompente, a favore del centrodestra o del centrosinistra, potrà arrivare esclusivamente dal risultato positivo delle liste civiche presenti nei due schieramenti e non dai partiti politici tradizionali.

E così per la Lista “Chiamparino per il Piemonte dei SI” capitana da Mario Giaccone, i Moderati di Mimmo Portas ed una lista di protagonisti ed esponenti del mondo della Solidarietà guidata da Alfredo Monaco, consigliere regionale uscente. Così nel centrodestra per  la lista “SI TAV, SILAVORO PER IL PIEMONTE” di Mino Giachino  e “IL Piemonte nel cuore” forgiata da Gianluca Vignale.

Poi, per capire quale potrà essere il valore aggiunto del presunto vincitore, dovremo attendere di conoscere i nominativi dei futuri assessori, cercando di snidare la partitocrazia a rivelare quella che potrebbe divenire squadra di governo.

Il momento è difficile, le sfide vecchie e nuove sono agguerrite ed i nodi che la politica dovrebbe risolvere coinvolgono larghissimi settori della società piemontese. Il cittadino stanco ed esasperato dai giochini correntizi e dalla ballata di politicanti insulsi, non intende continuare a trastullarsi con frasi fatte o  premiare il giullare di turno.

Le promesse altosonanti irritano il cittadino, perché vengono recepite come la foglia di fico sotto la quale ognuno fa il cavolo che gli pare. Nei settori prioritari quali (Attività produttive, cultura, innovazione, lavoro, sanità e trasporti) è indispensabile esprimere il valore aggiunto con assessori  che sappiano, in modo autorevole assumere posizioni, innanzitutto con competenza e solerzia.

Chiamparino ha fatto alcuni errori e non ha voluto privarsi di assessori zoppi. Cota ha fatto ben di peggio. Le scottature e gli insuccessi precedenti continuano a pesare, perché danni ne hanno causati parecchi.

Dagli abbinamenti da pubblicizzare: assessore-assessorato, si potrà capire quale potrà risultare la scelta che merita la fiducia da parte dell’elettore e risultare così vincente.

Negli ultimi dieci anni abbiamo purtroppo  conosciuto alcuni esponenti politici mediocri, incapaci e supponenti. Ci battiamo e batteremo sempre per il futuro del Piemonte antitetico al declino ed alla rinuncia.

Occorre voltare pagina come metodo d’azione, al di fuori delle beghe correntizie e di coloro che cercano nel ricoprire indegnamente una funzione importante, il mezzo idoneo per sbarcare il lunario.

L’appello ai due contendenti non può che vertere sulla indispensabile comunicazione degli “uomini del Presidente” in concomitanza con la presentazione delle Liste elettorali. Così l’elettore potrà trarre fiducia ed impegnarsi, scegliendo consciamente un progetto per il Piemonte che ritenga di condividere.

La giunta regionale che uscirà vincente dal voto del 26 maggio non potrà ridursi ad ultimo rifugio di falliti e nullafacenti per soddisfare i bilancini tristemente noti.

Il Piemonte di Camillo Cavour, di Giovanni Giolitti e di Giuseppe Grosso merita ben altro!

 

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