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L置omo che arriva dalla provincia granda

Una risorsa per il Piemonte od un nuovo Rocco Buttiglione?

10 Aprile
15:00 2019

Pur avendo sempre frequentato gli ambienti della politica (sono stato per dodici anni presidente dell’ “Associazione del Buon Governo”, emanazione di F.I), una sola volta mi è stato dato modo di   incontrare in Torino Alberto Cirio.

In un bar cittadino, in occasione delle precedenti elezioni regionali.

 

E’ l’esponente di Forza Italia, incaricato dal sinedrio degli arzilli di Arcore, dopo una lunga trattativa con la Lega, di presentarsi come candidato alla presidenza della Regione Piemonte, fino ad oggi governata dai democratici di Sergio Chiamparino.

 

Alberto Cirio viene dalla provincia di Cuneo ed è originario di Alba. E’ molto attivo in quella zona del Piemonte, dove è stato eletto e dove ha dato prova di essere un affidabile uomo di apparato.

 

Dopo una lunga militanza politica nel comune di Alba ed un passaggio dalla lega a Forza Italia, nel 2014 viene eletto nel parlamento europeo, dove opera in dipendenza di un euroburocrate del calibro di Antonio Tajani.

 

E’pertanto da valutare la sua capacità di sottrarsi da questa sudditanza, liberando la nostra regione dall’abbraccio soffocante che, fino a pochi mesi fa, l’ha vista, insieme al resto del paese, in ginocchio davanti  alla UE.

 

Un ulteriore motivo di perplessità è costituito dalla sua militanza in Forza Italia. Partito che è stato di recente disgregato dalla decisione di Berlusconi di nominare alla sua direzione nientemeno che il fratello del suo medico, certo Zangrillo, un perfetto sconosciuto.

 

Mettendo in secondo piano, con il consenso di quell’ectoplasma dell’ex coordinatore, quelle personalità, tra i quali Lucio Malan e Benny Nicotra,  che per anni si sono battuti per mantenere in vita F.I. e che godevano della stima di tutti i militanti.

 

Albero Cirio ha davanti a sé un compito difficilissimo. Quello di farsi conoscere ed apprezzare non solo nella città di Torino, dove è poco noto, ma anche nelle zone ovest e nord ovest del Piemonte.

E’, come abbiamo scritto, un ottimo uomo di apparato e dovrà in particolare far valere le sue credenziali nella cosiddetta “provincia granda”.

 

Ma anche qui dovrà agire con molta attenzione, perchè quelle terre del Piemonte hanno dato prove di incoerenza politica e generato, in un recente passato, politicanti come il saltimbanco monregalese Enrico Costa, (con il quale Cirio sembra essere in buoni rapporti), il bancario Mariano Rabino, il sindaco di Cuneo ed anche alcuni banchieri, schierati a sinistra.

 

Qualora venga eletto, come è probabile, Alberto Cirio, dovrà affrontare un difficile compito. Lui, uomo di apparato, dovrà saper mediare da vero politico tra l’elettorato della Lega che lo avrà  appoggiato in modo decisivo (il contributo di F.I. viene oggi valutato in circa il cinque per cento), e la posizione dei berlusconiani che sul piano nazionale conducono una feroce campagna massmediatica, al limite della sovversione, contro il governo di cui è parte Matteo Salvini.

 

 

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