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L’uomo, i misteri e l’ignoto

Il bello e il sublime (terza parte) – Il ‘900 e la Bellezza

James Turrel ha ideato delle installazioni colorate che moltiplicano le percezioni. Museo Guggenheim, 2013
20 Maggio
11:00 2019

Il sublime rappresenta nell’estetica la qualità della grandezza dal punto di vista fisico, morale, intellettuale, metafisico, estetico, spirituale e artistico. Fa riferimento a un tipo di grandezza al di fuori di ogni calcolo, misurazione o imitazione.

 

Come mettere ordine nel caos?

Certamente i tentativi romantici di sperimentare il sublime nell’inatteso, nell’improvviso, differiscono dalla missione che aveva animato i greci dell’Antichità: fare del caos un ordine, un cosmo. Nella descrizione di Chronos (il Tempo) che mangia tutti i suoi figli, Platone cerca una soluzione per colmare il divario tra il mondo così com’è e il mondo come potrebbe essere se coincidesse con il mondo delle “Idee” in cui regnano la Bellezza, la Verità e il Bene.

All’interno di questo mondo sublunare, gli esseri umani non sono in grado di capire il mondo perché ricordano il mondo delle Idee. Sarà importante vedere come l’umanità continuerà e cosa farà di due concezioni opposte, due visioni del mondo (separazione/unità) che sono diventate ormai dati storici e se riuscirà a ottenere un nuovo risultato. Riusciremo, al di là di Chronos, a mettere ordine nel caos ispirandoci alle forze provenienti da Urano, il pianeta dell’intuizione e del genio, il maestro dell’Acquario?

Potrà l’umanità, dopo le creazioni del Romanticismo, avvicinarsi al Sublime come nuova realtà di vita, lasciandosi guidare dalle influenze dei pianeti Urano e Nettuno e generando una nuova esperienza del sublime con gli accenti di una Nuova Era?

Nel ventunesimo secolo, il Sublime potrebbe diventare il risultato di un’alchimia spirituale autentica che aprirà un sublime secolo d’oro?

 

Dioniso e Apollo

Questo è possibile, come ha detto Nietzsche più di cento anni fa, grazie alla trasfigurazione, in modo che il campo della vita spirituale sia governato dalle forze apollinee e dionisiache. Dioniso è il principio del fuoco alchemico che libera – consumando le forze ignee caotiche – il sublime nascosto, permettendo a queste forze impure, inconsapevoli, di trasfigurare nello stato apollineo o divino.

Non si tratta della contemplazione di una bellezza statica superiore, né degli sforzi per raggiungere una perfetta armonia: si tratta di un processo di trasmutazione, un processo interiore, un processo di trasmutazione della coscienza.

Nietzsche, che ha vissuto ancora nella scia del romanticismo, esprime con certezza la convinzione che questo processo interiore si compia attraverso l’azione, attraverso atti forti. Questa trasfigurazione può essere realizzata solo da noi in prima persona senza proiettarne la responsabilità su altri o sul mondo. In alchimia, questa è la fase della Coagulatio, l’attività autonoma su di sé, e della Sublimatio, l’arte di liberare dalle limitazioni e dagli attaccamenti grossolani lo spirito nascosto (Chronos o Saturno).

Questa attività in autonomia o Coagulatio è anche conosciuta come: il lavoro. Per evitare che questo lavoro si concentri su altri o sul mondo esterno, Nietzsche afferma: «Dedicatevi al combattimento in voi stessi!», dirigendo così l’energia sul processo interiore della trasfigurazione.

Questa è probabilmente la forma attiva del famoso invito Uomo, conosci te stesso dei greci dell’Antichità.

Due “comandamenti” che, di fatto, non si escludono, essendo paradossali e complementari, nel senso di rappresentare insieme la completezza.

 

Mondriaan, lo Stile (De Stijl) e il Sublime

Durante il periodo turbolento a cavallo tra fine ‘800 e inizi ‘900, appare una nuova proposta di un modello di armonia: quella, tra gli altri, del pittore Mondriaan, e De Stijl, il movimento artistico di Theo van Doesburg. Entrambi sono attratti dal richiamo della natura, della sua armonia e dei suoi modelli. Si potrebbe pensare a una riformulazione del barocco e a una critica all’applicazione rigorosa dei numeri e delle misure – l’ordine rigido di Saturno.

Un approccio quantitativo e razionale alla natura allontanerebbe la possibilità di incontrare l’esperienza del sublime e forse anche quella di riconoscere nella natura stessa il modello della vita.

La ricerca della semplicità e del fondamento della Natura, in un elemento culturale come un dipinto, regala maggiore profondità all’esperienza e permette di sperimentare la sensazione di “sublimità”. Ciò era vero non solo per i quadri di Mondriaan, ma anche per le opere di Rothko, Newton e James Turrell. Opere spesso realizzate in bianco e nero e astratte, opere che interiorizzano all’infinito e attraggono, come se parlassero.

La bellezza può essere percepita in un’astrazione apparentemente semplicistica che ci tocca profondamente. In questa semplicità sembra quasi di sentire, enigmaticamente, l’unità degli opposti. Così abbiamo potuto – sì! – percepire il sublime attraverso i sensi.

 

Il rifiuto della bellezza

Tuttavia, un nuovo concetto si è guadagnato il centro della scena nei primi anni del XX secolo. Nella pittura e nelle arti plastiche si è posta la questione se la bellezza e l’esperienza della bellezza non fossero di ostacolo al sublime.

Alla fine del secolo diciottesimo, Edmund Burke, nel suo libro Sul Sublime, ci lascia una spiegazione puramente estetica della bellezza e del sublime. È il processo di percezione a provocare il suo effetto sullo spettatore: la bellezza diffonde armonia ed equilibrio, il sublime è invece il risultato di un sentimento molto doloroso o spiacevole causato dall’esperienza della propria piccolezza o insignificanza rispetto a qualcosa di grande. Turner nei suoi dipinti è stato il primo a dare espressione a questo punto di vista.

Durante la prima guerra mondiale, la linea di separazione tra la bellezza e il sublime è diventata ancora una volta più ampia grazie a Marcel Duchamp che dichiara guerra alla bellezza e all’armonia. Anche la musica, dopo Debussy, si è molto allontanata da un’armonia tonale sia pur complessa e ancora considerata universale. Ciò porta alla nascita di un nuovo genere musicale, concepito quasi per arginare e cancellare la musica consonante, armoniosa e melodiosa. Si tratta della musica atonale, una forma musicale priva di un centro tonale fisso.

I suoi principali rappresentanti, come Schoenberg, Stockhausen o Hindemith, hanno cercato quasi di rompere i legami con l’Anima, con l’interiore, volendo cancellare l’esperienza sentimentale nell’arte.

L’idea centrale in questo caso suggerisce un totale disprezzo per l’estetica, divenuto necessario per il fatto che l’esperienza della bellezza e la bellezza stessa – intesa come perfezione e armonia della forma esteriore – abbiano ostacolato la percezione del sublime.

Il fondamento di questa idea si può trovare nella constatazione che la bellezza è solo apparenza e che la bruttezza è la prova della natura apparente e illusoria della bellezza. Ma respingendo e allontanando la bellezza, non sarebbe possibile essere attirati dalla suggestione del sublime, dell’assoluto, dell’essere autentico, che ci potrebbe ricondurre al Bello assoluto. In effetti, se c’è una cosa collegata alla bellezza è il declino, la decadenza; quindi la bellezza non può essere una caratteristica del Bene assoluto o della Verità assoluta. La bellezza è e resta ambigua, affascinante e insidiosa.

 

La bellezza del brutto

Così abbiamo rivalutato il brutto, compresa l’idea che qualcosa possa essere apprezzato per la sua bruttezza, che sia la decadenza, la putrefazione, la rovina, ciò che è volgare, abbozzato, laido, naïve o artificiale.

L’architetto Ashok Bhalotra ha sperimentato la costruzione di habitat fatiscenti, in rovina. Forse ci riavviciniamo al romanticismo di Turner? Come nel racconto de La Bella e la Bestia, Belle riconosce ciò che è autentico nella Bestia, e ci sentiamo collegati a entrambi gli aspetti visto che la bellezza è insieme gioia e dolore, come il paradiso che è vicino e irraggiungibile.

 

Articolo tratto dalle pubblicazioni di: Edizioni Lectorium Rosicrucianum

Scuola Internazionale della Rosacroce d'Oro

https://www.lectoriumrosicrucianum.it/

 

 

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