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Scienza e Salute

Le nanotecnologie: nuovi aiuti per la nostra salute risolveranno un gran numero di patologie, ma bisognerà presentare attenzione alle insidie nascoste in loro

28 Aprile
15:00 2019

Un capitolo rivoluzionario riguardante  la nostra salute,  tale da rappresentare la futura evoluzione delle terapie, è quello rappresentato dal'utilizzo di presidi farmacologici ottenuti grazie all'utilizzo di nanotecnologie, ovvero la capacità acquisita da tecniche di derivazione ingegneristica che, grazie alle moderne capacità acquisite,  consentono la manipolazione  di materiali su scala atomica. L'unità di misura cui si fa riferimeno è il "nanometro", un miliardesimo di metro, ovvero circa 1/80.000 del diametro di un capello umano. La nanotecnologia lavora su una scala fino a 100 nanometri. Un granello di sabbia è di un milione di nanometri. Un globulo rosso è di 10.000 nanometri. Stiamo parlando di dimensioni infinitamente piccole, che permettono di agire su di un mondo fino a pochi decenni fa solo intuito, ma mai esplorato direttamente. Oggi questo è possibile e si può già, almeno in taluni casi, ottenere la risoluzione di patologie ritenute fino ad oggi incurabili con la prospettiva di raggiungere altri e più sofisticati traguardi per progredire sempre più nella ricerca e per la risoluzione di affezioni molto gravi.

La nanotecnologia in medicina consiste dunque nella progettazione e realizzazione di sofisticate minuscole particelle il cui assemblaggio  permetterà di costruire microscopiche attrezzature, veri e propri robot dalle dimensioni talmente minuscole che potranno essere programmati per effettuare riparazioni a livello cellulare, in grado di neutralizzare le cellule tumorali ed il loro patologico accrescimento.

I trattamenti oncologici basati sulla nanotecnologia sono ottimali per la distruzione delle cellule tumorali con la possibilità di agire arrecando danni minimi ai tessuti adiacenti alla formazione tumorale e agli organi sani come, altrettanto efficaci, risultano nell'individuazione e nell'eliminazione delle cellule tumorali prima che queste si sviluppino, divenendo la malattia devastante che può condurre rapidamente a morte

La maggior parte degli sforzi per migliorare il trattamento del cancro attraverso le nanotecnologie è attualmente in fase di ricerca o sviluppo e sono già realtà istituti universitari e aziende in tutto il mondo che lavorano allo sviluppo di questo settore. Con le tecniche offerte dalla nanomedicina, oltre la riparazione, la difesa e il miglioramento di tutti i sistemi cellulari umani, sarà possibile un monitoraggio completo del sistema biologico umano nella sua globalità, operando a partire come detto dal livello molecolare, utilizzando nanodispositivi e nanostrutture estremamente sofisticate.

Grazie alla somministrazioni di farmaci programmabili, sarà possibile effettuare il trattamento e la prevenzione delle malattie controllando e attenuare la sintomatologia dolorosa con la possibilità di effettuare interventi mirati in modo selettivo sui singoli distretti responsabili della insorgenza del dolore, il tutto agendo sempre a livello molecolare.

Le nanoparticelle consentiranno dunque ai medici di indirizzare i farmaci alla fonte della malattia, il che ne aumenterà l'efficienza, riducendo al minimo gli effetti collaterali. Sarà anche offerta la possibilità, già possibile ora, di una  sempre più precisa cessione graduale e  controllata di sostanze terapeutiche. Le nanoparticelle verranno presto utilizzate   anche per stimolare i meccanismi di riparazione insita nell’organismo, tenendo presente che, uno degli obiettivi principali di questa ricerca,  è l'attivazione artificiale e il controllo delle cellule staminali adulte.

I ricercatori stanno inoltre studiando la possibilità di effettuare singole modifiche sulla sequenza del DNA, con la possibilità di sperimentare nuove strade nella cura delle malattie geneticamente trasmissibili. Per la prima volta nella storia dell’umanità la Medicina ha il potenziale per modificare  radicalmente la più intima e nascosta struttura dell’organismo, permettendo la soluzione di problemi tutt’ora irrisolti, anche se questo, come tutto quello che riguarda la Scienza, può presentare risvolti assai pericolosi.

A questo proposito non si può fare a meno di richiamare alla mente quanto raccomandano i Filosofi a proposito del progredire della Conoscenza, oggi sempre più turbinoso. In particolare è molto efficace la riflessione  del noto alchimista Fulcanelli nel suo  monumentale testo “Le Dimore Filosofali” (ed. Mediterranee), nel capitolo intitolato “Paradosso della crescita illimitata della Scienza” quando richiama all’attenzione del lettore il pericolo delle possibili conseguenze  fatali causate da un progresso illimitato della Scienza moderna,  che, pur apportatrice di notevole benessere,  non può essere di solo vantaggio per l’uomo.

Fulcanelli ricorda agli studiosi che già ora l’uomo, a causa della molteplicità delle acquisizioni scientifiche acquisite, ha perso la propria serenità. Fa notare come, avendo creato la macchina che ha centuplicato le sue forze e permette facili spostamenti su lunghe distanza, ne è divenuto lo schiavo e oggi è possibile aggiungere a quanto afferma, che le emissioni dei veicoli circolanti stanno avvelenando l’ambiente in cui tutti ci troviamo a vivere. Il succo è che quel che l'uomo crea con l'intento di poter meglio vivere, ha sempre un risvolto negativo, intriso di malignità. Inoltre la natura  di alcuni individui non si è mai modificata e non tutti sono intenzionati a vivere secondo i dettami che vogliono solo il bene della società.  Non bisogna mai dimenticare l'antico detto  latino, sovente citato ancora oggi: "Homo Homini Lupus", a riprova che, quanto a malefatte l'essere umano l'uomo si è sempre distinto fin dalle epoche più remote ed oggi non sembra mostrare propensione ad invertire tale tendenza.   

Tornando alle nanotecnologie sarà necessario prestare molta attenzione all’uso verso cui verranno indirizzate le  nuove metodiche, che lasciano intravedere  miracoli, e sono convinto che buona parte delle loro promesse verrà mantenuta, ma non bisogna dimenticare il rovescio della medaglia. Esiste infatti la possibilità di impiegare le nanotecnologie  sia per fini diagnostici e terapeutici, ma è possibile utilizzarle in campi esattamente opposti, non medici. Il problema di fondo è: se è possibile agire a livello molecolare, è a portata di mano la modifica del DNA. Agendo su questo  non è escluso si posano ottenere uomini "costruiti" secondo un disegno predefinito, a seconda delle esigenze di taluni settori della ricerca. Si potrebbe forse pensare a plasmare individui dotati, ad esempio,  di un notevole sviluppo della massa muscolare, selezionati per resistere a grandi fatiche, con sensibilità  al dolore e alla fatica attenuate, pronti a essere utilizzati in azioni di guerra?  Su di un piano teorico la realizzazione di questo bislacco disegno,  è ormai a portata di mano, tutt’altro che impossibile a realizzarsi. 

La questione se le nanotecnologie debbano essere utilizzate per apportare modifiche intenzionali all'interno o all'organismo quando il cambiamento non è necessario dal punto di vista medico,  è solo uno degli argomenti più importanti di un lungo elenco di preoccupazioni che non dovranno essere trascurate o, peggio, sottovalutate, dagli scienziati impegnati nei meravigliosi progetti futuri, ma che possono nascondere insidie tragiche per il nostro futuro.  

 

 

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Immagini da : http://www.israelscienceinfo.com/en/nanos/israel-allemagne-30-millions-deuros-pour-developper-les-nanotechnologies/

https://www.rdmag.com/article/2018/02/nanoparticle-based-cancer-treatment-look-its-origins-and-whats-next?cmpid=verticalcontent

 

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