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Interviste

Elezioni Regionali. La scelta e l’impegno di un docente.

“Civico20” intervista il professor Giovanni Ravalli, candidato nella lista Fratelli d’Italia

7 Maggio
09:00 2019

Nei contatti avuti sino ad ora con i candidati al consiglio regionale del Piemonte abbiamo incontrato aderenti alle liste Civiche, con il loro apporto d’entusiasmo e di professionalità volto su specifici progetti e lontani da imposizioni partitiche; politici di lungo corso intruppati nei partiti, volti a difesa del simbolo e speranzosi di farcela.

Oggi incontriamo il professor Giovanni Ravalli, 41 anni, residente a Cafasse e docente di religione cattolica nelle scuole medie superiori delle Valli di Lanzo, orgogliosamente coniugato e padre di cinque figli che si presenta candidato nella lista del partito Fratelli d’Italia.

Lo andiamo intervistare mossi da un’attenzione specifica, in quanto pur essendo organico in FdI, ha molto del suo sentire da esprimere, con messaggi che denotano una convinzione radicata sui mali della nostra società e non solo del Piemonte, con i possibili rimendi per superare il non felice momento odierno.

Professor Ravalli, perché ha deciso di candidarsi?

“Perché il bene che si può fare attraverso la politica è immenso. I motivi principali che mi hanno spinto a dire "si" alla proposta di Fabrizio Comba sono di carattere valoriale e territoriale.

Valoriale perché il mio impegno in regione sarà per la difesa e promozione dei principi non negoziabili, indicati chiaramente nei pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI e ripresi alcune volte anche da Papa Francesco: la vita, la famiglia e la libertà educativa.

Territoriale perché nel territorio in cui vivo ci sono molti aspetti da migliorare, che conosco certamente meglio di chi arriva da Torino alla ricerca di voti un mese prima delle elezioni.

Con umiltà e impegno voglio rappresentare il mio territorio in Regione. Infine, ho deciso di candidarmi dopo il semaforo verde di mia moglie: abbiamo cinque figli e siamo una famiglia unitissima, non vorrei mai che il mio impegno politico portasse tensioni familiari”.

Cosa si aspettano, a suo parere, i piemontesi dal futuro governo regionale?

“I piemontesi dal futuro governo regionale e dalla politica in generale si aspettano speranza e onestà. Il segno storico più forte che testimonia la mancanza di speranza è il crollo demografico. Faccio un esempio: a Cafasse, un comune di 3.400 abitanti circa, nel 2018 ci sono stati 16 nati e 57 morti. La situazione, in percentuale, è più o meno così in tutta Italia. Non possiamo più parlare di calo demografico, ma di crollo demografico. Mi aspetto, quindi, che le politiche per la famiglia siano al centro dell'impegno politico regionale. Onestà perché vogliamo trasparenza, gente nuova, pulita, senza paura, fedele ai propri ideali, giovani patrioti in grado di sostituire la vecchia classe dirigente.”

Sergio Chiamparino, secondo lei, ha amministrato bene?

“La sinistra con Chiamparino ha fatto retrocedere il PIL della nostra regione al nono posto: siamo la regione povera del nord, superata in termini di ricchezza anche da molte regioni del centro. Insomma, Chiamparino ha realizzato quello che diceva spesso Indro Montanelli: "La sinistra ama talmente i poveri, che ogni volta che va al potere ne aumenta il numero".

Ci potrebbe illustrare le carenze più significative?

“Ha affossato la sanità allungando le liste d'attesa, ha ridotto l'assistenza, ha fatto poco o nulla per ambiente e infrastrutture.

La sinistra, di fronte al crollo demografico, invece di risolvere il problema aiutando le famiglie italiane, spera di colmare questo vuoto con un’immigrazione senza regole, che è ben lontana dal sacrosanto principio dell’accoglienza di chi, per esempio, fugge dalla persecuzione degli estremisti islamici”.

In conclusione, professor Ravalli desidera rivolgere dalle pagine di Civico20 un appello ai suoi potenziali elettori evidenziando anche le sue credenziali politiche?

“Certo!

Cari elettori di centrodestra che simpatizzate per Giorgia Meloni, alle Regionali del 26 Maggio Fratelli d'Italia porterà in Regione almeno tre rappresentanti: due di questi sono nel listino, e con l'elezione di Cirio avranno il seggio assicurato anche senza alcuna preferenza. Il terzo rappresentante, per la provincia di Torino, potete sceglierlo voi attraverso la preferenza che, di fatto, permette un esercizio pieno della democrazia. Il nostro partito è in crescita, molti politici anche di lungo corso chiedono di entrare nel nostro gruppo, per continuare a far crescere il partito.

La strategia dei nostri responsabili è quella dell’inclusione, in generale non sono contro questa decisione, dico solo che spesso arrivano nel nostro partito “migranti economici” perché ci vedono in crescita e pur di restare a galla politicamente si aggrappano a noi e in alcuni casi, senza un periodo di militanza e fedeltà, vengono lanciati in ruoli di responsabilità e rappresentanza esterna.

Io sono in Fratelli d'Italia da quando questo partito è nato, c’ero quando è nato il 21 dicembre 2012 e c’ero e sono rimasto anche quando alle politiche del 2013 eravamo sotto il 2%; ho cercato sempre di essere fedele ai valori in cui credo, ho lavorato e lavoro molto per il mio territorio, soprattutto per i giovani e le famiglie.

Vi chiedo di darmi fiducia e di scrivere "RAVALLI" nella scheda verde. Posso essere votato in tutta Torino e provincia. Aiutatemi a continuare il mio impegno anche in Regione”.

Grazie Professor Ravalli. Al dopo elezioni!

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