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Nostalgia di Avignone

C’è purtroppo in Roma un gesuita che soffre e piange, ma non se ne vuole andare

16 Maggio
10:00 2019

Allo scopo di distrarsi dall’angoscia che gli provocano le denunzie avanzate da mons. Viganò sulla pedofilia che imperversa in cardinali, vescovi e seminaristi, il gesuita Jorge Mario Bergoglio, eletto al papato da una lobby interna al Vaticano, si occupa querulo e piangente dell’etnia dei rom di Roma.

 

Ne ha convocati quasi 500 nell’aula delle conferenze e si è detto triste per come vengono trattati nella capitale d’ Italia.

Ha detto testuale: “ci sono organizzazioni maestre di vendetta, voi mi capite bene. Quando leggo sui giornali qualcosa brutta, vi dico la verità: soffro. Oggi ho letto qualcosa brutta e soffro, perché questa non è civiltà, non è civiltà”.

 

Poi, l’uomo capace di baciare le scarpe ai musulmani, lasciato parlare a ruota libera dai corifei che hanno il compito di controllarlo (vedi Andrea Tornielli ed affini), ha proseguito, dicendo ai rom: “in Italia c’è un gruppo di gente che è capace di creare la vendetta, di vivere l’omertà: questo è un gruppo di gente delinquente, non gente che vuole lavorare”.  

Un riferimento chiaro ed esplicito all’attuale governo del paese ed a tutti coloro che lo hanno eletto con il voto.

 

Il gesuita argentino soffre ma subito agisce, senza che nessuno, nel suo staterello, sia in grado di correggere le sue elucubrazioni.

Ha subito scatenato in Roma un pasciuto cardinale polacco, Konrad Krajewski, in qualità di elemosiniere.

 

L’alto prelato, con passo deciso, si è recato in una strada cittadina dove vi  è un edificio occupato da centinaia di rom e da altri personaggi abusivi, che non pagavano da almeno sei anni, le relative bollette ed avevano un debito di 300mila euro con l’azienda elettrica. Il fabbricato era senza corrente, perché l’Acea dopo ripetuti solleciti, aveva deciso di interrompere il flusso dell’energia elettrica.

 

Giunto nell’edificio, il bravo cardinale si è fatto calare in un tombino ed ha provveduto di persona a togliere i sigilli ai contatori ed a riallacciare la corrente.

Senza la minima riflessione sul fatto che lui, cittadino di uno stato estero, obbligava in tal modo tutti gli italiani ad accollarsi ed a rimborsare l’ingente cifra mancante.

 

Né il Krajewski, né il suo mandante, il Bergoglio, in spregio allo stato che lo ospita, hanno voluto prendere in considerazione quella che era la soluzione più logica e più coerente. Quello di pagare le 300mila euro di bollette evase attingendo ai fondi miliardari dello IOR vaticano.

E forse c’è un’altra ipotesi a spiegare la sofferenza manifestata davanti ai rom da lui convocati ed a giustificare l’accusa di “gente delinquente” lanciata nell’aere.

 

L’ipotesi che, in un momento di lucidità mentale non obnubilato dall’ ipocrisia gesuitica di cui è imbevuto, il pontefice si riferisse allo sterminato patrimonio (non si capisce perché esente da IMU) esistente in Roma, di proprietà del Vaticano.

L’improvvida ed offensiva azione del pontefice e del suo elemosiniere ha richiamato alla memoria degli italiani e fatto emergere il fatto che solo in Roma sono disponibili migliaia di residenze, censite dal sito “ospitalità religiosa” in 4387 strutture, in grado di disporre di 120mila posti letto da affittare a pagamento ai fedeli che vengono da fuori.

 

“Solo in Roma inoltre, e nelle immediate adiacenze, sono 2000 gli enti religiosi che risultano proprietari di 20mila terreni e fabbricati suddivisi tra città e provincia (cfr. Belpietro)

Con questi vanno catalogate altre strutture come Vicariato, Propaganda Fide, Apsa, Caritas ed arciconfraternite varie.

 

Sono pertanto migliaia gli alloggi, alcuni da 400 metri quadri, in cui il Bergoglio potrebbe ospitare tutti  i rom ed i diseredati della città di Roma.

Perché non agisce, e grida alla luna, ed impone agli italiani l’onere di assistere questi suoi amati confratelli rom?

 

Ed infine, perchè lo IOR, la discussa e per nulla trasparente banca del Vaticano, deve continuare a godere dell’intangibilità e poter accrescere di continuo le dotazioni miliardarie che già possiede?

 

Sarebbe consolante pensare che, nel profondo del suo animo gesuitico, la definizione di gente delinquente, lui volesse attribuirla anche a chi gestisce ed amministra i beni mobili ed immobili della santa sede ed è insensibile ai bisogni della gente.

 

Ma forse è solo una speranza.   

(immagini  liberoquotidiano.it - it aleteia.org - panorama.it - limesonline.com -                           parolelibere.blog)       

 

 

 

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