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Il delitto Codecą

Il libro di Roberto Gremmo considera il misterioso omicidio dell’ingegner Eleuterio Codecą che nel 1952 fece tremare Torino

16 Maggio
14:00 2019

La sera del 16 aprile 1952 un sicario uccide a Torino, nell’isolata via Villa della Regina, l’ingegner Eleuterio Codecà, uno dei più importanti dirigenti della Fiat.

Per mesi vengono invano cercati i colpevoli finché, dopo aver brancolato nel buio, i Carabinieri accusano del delitto l’ex partigiano Giuseppe Faletto detto “Briga”, già tristemente noto come “Boia della Valsusa”.

Il 6 marzo 1956, al processo in Corte d’Assise, Faletto è assolto per il delitto Codecà, sia pure per insufficienza di prove, e riceve la condanna a vent’anni di reclusione per alcuni feroci omicidi commessi nel periodo partigiano.

L’ingegner Eleuterio Codecà attende ancora verità e giustizia.

Roberto Gremmo considera questo clamoroso, e misterioso, caso nel suo libro «Il delitto Codecà. Il “Boia della Valsusa” e il misterioso omicidio che nel 1952 fece tremare Torino» (Araba Fenice, Boves, 2019), secondo il suo consueto metodo di lavoro, basato sulla consultazione di documenti inediti reperiti presso l’Archivio Centrale dello Stato.

L’analisi condotta porta Gremmo ad affermare che quello che viene definito «il delitto della collina» (dove si trova la via Villa della Regina, dietro la chiesa della Gran Madre) più che una azione irresponsabile di una scheggia impazzita dell’estremismo antipadronale, sembra nascondere pericolose vendette di oscure forze eversive, implicate nei lucrosi traffici commerciali con l’Est Europeo.

Inchieste giornalistiche e riservate indagini poliziesche portavano infatti a sospettare che l’uccisione di Codecà fosse in qualche modo conseguenza della fine delle attività di alcune ditte compiacenti che a Torino garantivano lucrosi guadagni in provvigioni al “Partito Comunista Italiano”, profitti che erano cessati quando la Fiat aveva smesso di collaborare attivamente con gli uomini di Togliatti.

L’autore non si limita a ripercorrere le tappe dell’inchiesta giudiziaria sul delitto Codecà: scandaglia, per la prima volta, il mondo torbido ed opaco dei traffici e degli affari fra l’Italia ed “Oltrecortina” nell’immediato dopoguerra ed i remunerativi commerci di contraenti senza scrupoli, convinti che i soldi non abbiano colore politico. In un mondo violento e senza pietà, qualcuno - mai scoperto – ha pensato di vendicarsi per la fine d’un equilibrio mediante un macabro esempio. Colpendone uno, per ammonire tutti.

Questa chiave di lettura della vicenda Codecà appare sicuramente degna di nota.

Altro punto di interesse del libro di Gremmo, come si evince dal sottotitolo che evoca «Il “Boia della Valsusa”», è la puntuale ricostruzione delle malefatte di Giuseppe Faletto, detto “Briga”, il feroce pescivendolo che aveva già commesso una lunga serie di crimini comuni nel periodo della lotta partigiana e anche in seguito. Il coinvolgimento di Faletto nelle indagini per il delitto Codecà e la ricostruzione della sua precedente attività delinquenziale occupano i capitoli dal 13 al 17, in particolare il capitolo 15, intitolato «Le imprese delittuose del “Boia della Valsusa”», imprese per cui è condannato a vent’anni di reclusione.

Molto opportunamente Gremmo inserisce nella sua ricostruzione anche l’irrisolto caso dell’uccisione dell’operaio cinquantenne Alberto Raviola, avvenuta nella notte del 23 dicembre 1947, sempre in collina. Raviola, già appartenente alle forze militari della Repubblica Sociale Italiana e per questo internato come prigioniero di guerra a Laterina (Arezzo), si era poi iscritto al Partito Comunista, forse per identificare il responsabile della morte della figlia Ernesta, uccisa dai partigiani perché Ausiliaria.

In conclusione, si può affermare che “Il delitto Codecà” di Roberto Gremmo racconta una storia nuova che finora nessuno ha voluto raccontare.

 

Una interessante lettura del libro di Gremmo è stata proposta da Stefano Zurlo su “Il Giornale” di venerdì 10 maggio 2019 col titolo “I misteriosi affari del Pci oltre la Cortina di ferro e il dirigente Fiat ucciso”.

 

Roberto Gremmo

Il delitto Codecà 

Il “Boia della Valsusa” e il misterioso omicidio che nel 1952 fece tremare Torino

Araba Fenice, Boves, 2019, p. 184, € 16:50

 

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