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Cultura e Spettacolo

Una sera al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino

Il Concerto conclusivo della stagione 2018/2019 dell'Orchestra Giovanni Battista Polledro

Federico Bisio Foto Franco Turcati
23 Maggio
11:30 2019

 

Il 21 maggio si è tenuto preso la sala del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino il concerto conclusivo della stagione musicale 2018/2019, dell’Orchestra Giovanni Battista Polledro.

Il programma, sicuramente molto accattivante, ha proposto musiche di Juan Crisostomo de Arriaga, Felix Mendelssohn Bartholdy e Louise Farrenc.

La sala ha realizzato un “tutto esaurito”. Il pubblico, particolarmente attento, è stato condotto nella “dimensione altra” dalla mano sapiente di Federico Bisio, il Direttore della giovanissima orchestra.  

Potrebbe sembrare pleonastico parlare di “magia”, laddove alcuni sono in grado di udire unicamente una sequenza di note espresse dai vari strumenti dell’orchestra, tuttavia molti attenti ascoltatori sembra abbiano colto il meta-linguaggio della Composizione.  Essere traghettati tra i colori dei suoni e i profumi delle essenze dei tanti strumenti presenti, non è così comune. Personalmente ho percepito quella che si potrebbe definire “l’Anima dell’eggregore”, ovvero una sorta di Sé superiore che attraverso le mani esperte del Direttore declinava la sequenza di note, esprimendosi nel linguaggio che non prevede parole ma solamente emozioni.

Il brano di Juan Crisostomo de Arriaga, l’ouverture della sua opera “Los Esclavo Felicies”, ha fatto emergere lo stile inconfondibile del “Mozart Spagnolo”, scomparso troppo precocemente a causa di una malattia polmonare che lo ha rubato a un futuro artistico di sicuro successo.

Juan Crisostomo de Arriaga  Foto da Web

Il secondo brano è stato quello di Felix Mendelssohn Bartholdy, il notissimo Concerto per pianoforte, violino e orchestra d’archi. Scritto all’età di soli 14 anni, nel 1823, presenta, in nuce, le più significative caratteristiche artistiche che si manifesteranno nei futuri lavori. Molto interessante e già raffinato il dialogo tra il violino e il pianoforte, che trova nella risposta dell’orchestra quelle conferme che forse esprimevano i turbamenti della fase adolescenziale del Compositore berlinese. Una nota di plauso al  Violino solista Alessandro Milani e al Pianista Roberto Issoglio.

Felix Mendelssohon Bartholdy  Foto da Web

Una considerazione a parte vorrei dedicarla al brano finale della serata, la terza sinfonia di Louise Farrenc.

La compositrice nacque a Parigi il 31 maggio 1804 e morì nella medesima città il 15 settembre 1875.

Figlia di un importante scultore dell’epoca, Auguste Dumont, è stata una compositrice, pianista e insegnante francese di alto livello.

Ammirata da Robert Schumann e da molti suoi contemporanei, nel 1842 ottenne il posto di insegnante di pianoforte al Conservatorio di Parigi. Un ruolo di altissimo livello che mantenne per oltre trent’anni.

Il brano presentato, la Terza Sinfonia in sol minore Op 36, ha stupito in modo rilevante l’attento pubblico.

Lo stupore derivò probabilmente dal linguaggio musicale della Sinfonia, molto determinato, virile e preciso. In altre parole quello che ha stupito di più il pubblico è stato il timbro molto maschile del Lavoro, che forse entrava in contrasto con un modello idealizzato di attesa femminilità, che si è rivelata mascherata piuttosto bene.

Varrebbe la pena di domandarsi se la Musica abbia un sesso, o se gli Artisti esprimano quel “quid” di androginia, che per definizione li possiede entrambi.

Tra il 1820 e il 1830 la Farrenc scrisse esclusivamente musica per pianoforte, successivamente si dedicò alle composizioni per fiati, archi e pianoforte.

Successivamente pubblicò anche due ouverture e tre sinfonie. La terza, quella presentata dall’Orchestra Polledro, venne eseguita presso la Societé des concerts du Conservatoire nel 1849, dove ricevette un grandissimo e meritatissimo successo.

Louise Farrenc  Foto da Web

Il concerto di chiusura della Stagione musicale 2018/2019 dell’Orchestra Polledro non avrebbe potuto concludere meglio l’intenso calendario che ci ha accompagnato da ottobre 2018 fino a maggio di quest’anno. La professionalità degli elementi del Gruppo, diretto da Federico Bisio, si sposa con la giovane età anagrafica dei suoi componenti, facendo emergere maggiormente la preziosità di talenti così precocemente espressi.                                                        

La “Polledro” nasce nel 2012 per l’iniziativa di un gruppo di giovani torinesi appassionati di musica, non ha scopo di lucro e opera nel settore della promozione culturale. La sua “missione” è quella di diffondere l’amore per la musica, formando il talento di giovani interpreti, muniti di evidenti potenzialità tecniche e artistiche.

Visti i risultai fin’ora ottenuti possiamo ritenere che il Progetto possa ed debba essere portato a termine per regalare a un pubblico internazionale una preziosa opportunità artistica, in netta controtendenza con il disarmante clima di indifferenza verso l’Arte e gli Artisti, in generale, che sta caratterizzando questa buio e arido periodo della nostra Storia.

 

Orchestra Giovanni Battista Polledro  Foto Turcati


 

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