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Pasquale Filannino – Un uomo e la sua arte

Il pittore torinese narra la sua vita artistica in un volume autobiografico riccamente illustrato a colori

4 Giugno
10:00 2019

Centosettantaquattro pagine per parlare della sua vita artistica, di cui trenta a carattere autobiografico e le restanti dedicate alle varie tematiche della sua produzione pittorica, alla critica degli esperti, alle pubblicazioni e alle mostre. Questo è il libro “Un uomo e la sua arte” che il pittore torinese d’adozione Pasquale Filannino ha pubblicato nel 2018 in edizione limitata e numerata.

Pasquale Filannino, nato a Cerignola (Foggia) il 10 febbraio 1942, vive a Torino dal settembre 1959. Appassionato al disegno e al colore fin da bambino, a Torino – dove ha inizialmente lavorato come decoratore – ha frequentato alla domenica lo studio del pittore Angelo Bosio. Ha svolto una intensa attività in campo artistico, inizialmente dipingendo dal vero “en plein air” talora in estemporanee con altri artisti ed è stato fondatore e animatore di circoli culturali, a Altessano e a Torino, che hanno proposto mostre personali e collettive, anche con la partecipazione di pittori affermati.

In particolare, nel 2002, ha fondato nel borgo torinese Campidoglio il Circolo “Arte Fiano 14”, inaugurato il 14 dicembre con una collettiva dei 14 artisti soci fondatori successivamente saliti fino a 40. Sempre in questo borgo, su proposta del professor Di Mauro, presidente del locale Museo di Arte Urbana, nello stesso periodo ha realizzato un dipinto di soggetto alpestre sulla parete esterna dell’edificio di via Fiano n. 13.

Già dai suoi primi lavori – risalenti ai primissimi Sessanta – si evidenzia l’amore per la paesaggistica, inizialmente con uno stile classico, intimamente pervaso da un tocco di malinconia, dal cielo al terreno passando per il senso di placida solitudine che la Natura ritratta veicola nel suo complesso.

Nel 1976, avviene la svolta nella sua attività pittorica felice ed artisticamente forte: osservando un quadro di Picasso, come si legge nel libro, «dentro di lui scattò una molla quasi un’allucinazione… Nacque dentro di lui la “sua” pittura cloisonné».

Quella della pittura cloisonné è una tecnica molto antica praticata nell’Europa medievale e ancora oggi in Estremo Oriente, che impiega smalti, sostanze a base vetrosa di ogni colore, stesi in riserve piatte delimitate da un filo metallico che le conclude e le impreziosisce. È una tecnica affascinante e attualmente poco praticata nella nostra realtà che Filannino ha in parte modificato per poter mantenere la prospettiva dei panorami raffigurati mediante colori a olio o acrilici. Si tratta di uno stile che può richiamare il Pop, senza volerlo “imitare”. L’effetto è indubbiamente originale. Possiamo comprenderlo, ma soprattutto sentirlo attraverso i nostri sensi, apprezzando le sue opere che non passano mai inosservate.

Per valutare appieno i risultati da lui ottenuti, ricorriamo alle parole dell’esperta d’arte Maria Luisa Tibone: «C’è un pittore in Piemonte che, lavorando in modo originalissimo sul paesaggio ne rappresenta i preziosi cromatismi in stesure piatte delimitate da un sottile filo di contorno.

Ne nasce una rappresentazione molto originale e garbata, in cui la sapienza del disegno, i diversi piani prospettici si accordano al confronto cromatico puro, articolato con piacevolissimo apporto di luci che ora ritraggono gli aspetti della natura, ora sembrano voler astrarre i brani paesistici in modo più provocatorio, ricavandone addirittura un “puzzle” da smontare e rimontare».

Con questa tecnica Filannino ha realizzato i quadri di paesaggi che nel libro sono riportati nel capitolo “Opere”, suddivisi secondo vari filoni: “Omaggio alla Sicilia”, “Portofino”, “Il Canavese”, “Montagne e neve”, “Torino” e “Opere varie”.

Della Sicilia, Filannino dipinge i panorami di Campofelice di Roccella, Castelbuono e Collesano, tutti nella provincia di Palermo, e, del Canavese, quelli di Torre, San Giorgio, Rocca e Agliè. Nel capitolo “Montagne e neve” vediamo il Cervino, il Monte Bianco, il villaggio di Alpenzù e vari panorami innevati.

Gli scorci torinesi proposti da Filannino sono singolari e per nulla scontati.

La Gran Madre è un soggetto molto amato e praticato, in versioni diverse e sempre accattivanti per i differenti cromatismi anche al di là del variare degli angoli di visuale. Troviamo poi l’Aiuola Cavour e la surreale visione “Dietro la Mole” per concludere con un “Omaggio alla FIAT”, dipinto a olio su copri-cerchione in plastica, appartenente alla Collezione del Museo dell’Automobile di Torino. Le “Opere varie”, infine, comprendono nature morte, anche di oggetti personali, come una sedia gialla e la bicicletta, e un gufo, a dimostrazione che la tecnica cloisonné, ideale per i paesaggi, possa essere anche applicata per ritrarre animali.  

Il libro contiene anche le riproduzioni fotografiche di recensioni di qualificati critici d’arte come Gian Giorgio Massara, Maria Grazia Spadaro, Nives Maria Salvo, Antonio Russo, Grazia Schenone, Riccardo Marchina, Enzo Papa, Silvia Cestari, Maria Luisa Tibone… e riporta i numerosi libri che raccolgono i suoi dipinti già pubblicati nel tempo da Filannino - anche in concomitanza delle sue numerose mostre, iniziate nell’ormai lontano 1971 – e dai titoli “Fiabe e colori”, “Vita da Artista”, “Bloc Notes”, “Peintures et Poèmes”, “Una vita di colori” e altri ancora. A questo proposito, possiamo annunciare la prossima apparizione di “Esperienze d’Arte”, in collaborazione con i pittori Martino Bissacco, Stefania Chiaraluce e Carla Pistola.

Per concludere, «Un uomo e la sua arte», oltre a documentare in modo esaustivo la vita artistica di Pasquale Filannino, racconta una storia italiana d’altri tempi, dove povertà del Sud, bisogno di sbarcare il lunario, emigrazione dalla Puglia a Torino nonché trasporto interiore per l’arte, si amalgamano nel racconto dello stesso Filannino, il quale, attraverso questa gradevole – anche sul versante grafico – pubblicazione, ci introduce al percorso artistico di un bambino di Cerignola che sentiva d’esser portato per l’arte pittorica. Sembra una fiaba, ma è tutto vero, narrato con stile asciutto seppur velatamente romantico, dove il lettore incontrerà una Torino che non c’è più, fatta di volti e atmosfere ormai consegnate alla Memoria.

 

Pasquale Filannino - Un uomo e la sua arte

Torino Italy – dicembre 2018 – Grafica e impaginazione di Franco Genero, autore anche delle foto

Edizione limitata e numerata - € 39:00

 

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