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Politica Locale

Regione Piemonte. La quaresima di Alberto Cirio

Come potrà difendersi dall’assalto dei partiti?

2 Giugno
08:00 2019

Si è conclusa la settimana elettorale che oltre al voto per il Parlamento europeo, in Piemonte ha impegnato gli elettori anche per  il rinnovo del consiglio  regionale. Alberto Cirio vola alto, per il successo ottenuto e per le responsabilità che da oggi incombono su di lui, ma ancor più la Lega vittoriosa, che non potrà che avere un riscontro diretto  e prioritario nella composizione della Giunta.

Alberto Cirio oltre che per il lusinghiero risultato ottenuto, si distingue per lo stile sobrio e concreto di chi non vuole perder tempo. Sta già lavorando un po' in sordina alla composizione  della giunta ed a partire da domani, incontrerà ufficialmente i partiti della coalizione per iniziare a porre i tasselli.

Compito non facile per la pressione dei partiti e i tanti paletti che non potrà schivare (dalla parità dei sessi, alla rappresentanza territoriale, al peso acquisito dai singoli consiglieri  a suon di preferenze). Ma Cirio, in una delle dichiarazioni maggiormente encomiabili diffuse, ancora ad urne calde, metteva in risalto la ricerca della competenza nell’individuazione dei suoi assessori. Capitolo che pare poco importi ai leader dei partiti e a gran parte dei consiglieri tutti protesi alla conta dei voti ottenuti ed alle conseguenti graduatorie.

Le vicende pregresse dovrebbero fare riflettere Cirio ed i più sensibili segretari dei partiti di riferimento.

Cota e Chiamparino hanno perso perché le loro giunte zoppicavano ed in politica i nodi vengono al pettine. Chiamparino si è poi rifiutato più volte di lasciare in panchina qualche ronzino e poi cosa è successo? Mentre lui ha ottenuto un riconoscimento personale di gran lunga superiore al risultato conseguito della sua coalizione, tutti i suoi assessori che si sono ripresentati, hanno clamorosamente perso.

Situazione emblematica; l’elettore ha bocciato non solo una coalizione, ma anche i  singoli componenti. Invece dalle indiscrezioni che circolano sia i Fratelli d’Italia che la Lega pare propongano, con priorità, due elementi già estromessi rovinosamente dalla giunta Cota.

E perché? Non si riescono a trovare alternative valide di teste pensanti?

Poi stanno avanzando i malpancisti. I due consiglieri leghisti del cuneese che sono imprenditori agricoli, apprezzati dagli elettori e dalle loro organizzazioni di riferimento, sarebbero già in fibrillazione, temendo la scelta fortemente supportata a favore di un dentista destinato all’assessorato all’Agricoltura.

Tra gli impegni ribaditi da Alberto Cirio, in più occasioni si è parlato di TAV ed infrastrutture. Se oggi in Italia la TAV è tornata ad essere un impegno di primo piano, che ha coinvolto anche Matteo Salvini, lo si deve a Bartolomeo Giachino, l’instancabile ex sottosegretario, uno dei maggiori esperti italiani nel settore dei Trasporti che a dispetto di FI e FdI,  ha radunato in piazza Castello oltre 30.000 cittadini sensibilizzati ed un numero considerevole di sigle di produttori e di sindacati. Giachino con la presentazione della lista “SITAV,SI LAVORO”, ha contribuito con oltre 27.000 voti al successo del Centrodestra.

Quasi il doppio, per dare un’idea, di quanto raggranellato dal comunistelli della Demos e i baciapile di Boero.

Sarebbe quindi un atto di giustizia e di lungimiranza, se tra i tanti pretendenti all’assessorato dei Trasporti, Alberto  Cirio ponesse attenzione al valore aggiunto che acquisirebbe la giunta, assegnando la delega a Bartolomeo Giachino.

L’altro punto che potrebbe presentare  non poche criticità riguarda la Sanità. Roberto Cota a suo tempo, infischiandosene delle proposte innovative e contestualmente poco dispendiose elaborate in casa Lega dall’On. Roberto Ceresa, un biologo esperto di sistemi sanitari, coadiuvato da Mauro Bonino, membro di autorevoli enti e fondazioni di ricerca scientifica e Medica, li ignorò totalmente andandosi ad impantanare nella scelta di un direttore generale discusso  ed un assessore perennemente in contrasto tra di loro, con i risultati di sfacelo del sistema e di defict, che ci causarono il commissariamento da parte del Governo ed ancor oggi risultano evidenti.

La Lega, che di questa giunta sarà azionista di maggioranza, potrebbe valorizzare le impostazioni già presentate e purtroppo oscurate, dando spazio all’opera di questi due esperti nella Sanità, senza avventurarsi in indicazioni prive di cogito.

Così come, se la notizia non è una boutade, pare che Cirio intenda avvalersi della collaborazione di Claudia Porchietto che istituzioni e cittadini avrebbero voluto alla guida della giunta, in vece sua, affidandole una delega pesante. Sarebbe un non senso per il Piemonte se il bilancino partitico, bocciasse quest’inserimento solamente per una questione di sigle e di pesi.

Non ci resta come cittadini Piemontesi di sperare che il presidente Cirio eserciti tutta la sua fermezza, nell’incontro con i Partiti, nel pretendere che vengano avanzate candidature  dignitose e con elevato ed indiscusso contenuto.

Oggi festeggiamo il 73° anniversario della nascita della Repubblica Italiana e implicitamente della nostra Costituzione. A prescindere dalla condivisibilità  della scelta istituzionale, non dobbiamo dimenticare che quanti, anche a costo della vita, si batterono allora, lo fecero nella convinzione di donarci un Paese migliore.

Purtroppo oggi dobbiamo amaramente constatare che di mezzani e figure evanescenti è ormai stracolmo il panorama politico nazionale. Come piemontesi cerchiamo almeno di distinguerci, tornando agli antichi splendori. Nella delegazione italiana appena eletta per il Parlamento europeo, se escludiamo i leader di primo piano, rispetto alla precedente legislatura, siamo in presenza di eletti in gran arte inadeguati e privi non solo di esperienza, ma di titoli specifici per cercar di correggere  a Bruxelles, le storture legislative di cui tanto ci lamentiamo.

Almeno in Piemonte, facciamo la differenza… “Cirio, dipende anche e soprattutto da Lei”.

 

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