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Cronaca Torino

Un gruppo di ragazzi di Torino (Urbex Team Old Italy), con l'hobby della fotografia e delle escursioni pubblica una lunga serie di reportage soprattutto nella provincia torinese.

Alcune immagini dell’ultimo album: La Villa del Conte d'Aglič.

11 Giugno
09:30 2019

Uno dei gioielli più ammalianti del nostro repertorio è senza dubbio una dimora storica nobiliare, con più di 400 anni. Questa villa venne costruita durante il periodo della grande peste che colpì Torino.

Non ci sono informazioni molto precise, si sa che la villa appartenne alla famiglia San Martino d'Agliè.

Anche le notizie sulla proprietà sono controverse: c’è chi pensa sia proprietà del comune, altri sostengono sia ancora proprietà privata. Si può riconoscere la mano di Pietro Fenoglio, architetto del liberty Piemontese di inizio secolo.

Sono proprio di quest'ultimo le modifiche più recenti apportate al palazzo intorno al 1905. Sue, sono anche le opere di Villa Scott in corso Lanza (Location del famoso film di Dario Argento Profondo Rosso), e Casa Le Fleur (Palazzo dei Draghi), in Corso Francia a Torino, conosciuta come la più bella dimora liberty italiana.

Dario Argento, da sempre amante di Torino e della sua magia, scelse proprio questa villa disabitata per girare le scene finali del film La Terza Madre, dove si può vedere Asia Argento (minuto 1:18 del film) che entra in questa villa spettrale, splendida e suggestiva senza nessun ritocco scenografico.

Scoprire l’ubicazione della villa è praticamente impossibile, a meno che non si conosca la posizione esatta.

E’ immersa in una fitta boscaglia, dopo un, non poco, tortuoso passaggio.

Già nel bel mezzo del bosco si ha la sensazione di essere vicini alla meta, in quanto si attraversano ponti in pietra, fontane e statue appartenenti al vecchio parco nobiliare, piccoli assaggi che ti immergono in un’atmosfera da film thriller.

Dopodiché si arriva di fronte al palazzo e non si può fare a meno di essere sopraffatti dallo stupore. Una zona molto suggestiva si può trovare scendendo nei sotterranei.

Qua l'atmosfera diventa davvero molto inquietante. La zona è molto ampia e prende tutta la pianta della villa. Tutto il pavimento è ricoperto da fango.

Nella stanza più buia di questo sotterraneo, visibile solo con delle torce, ci si imbatte nell'entrata di una piccola grotta (che Argento usò come catacombe).

Per quanto ci riguarda, a livello architettonico e culturale, è una delle più belle ville abbandonate d'Italia se non d'Europa.

Una struttura del genere meriterebbe una fine migliore di quella odierna. Purtroppo più passa il tempo e più, questo piccolo gioiello, sarà meno accessibile e visitabile.

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