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Politica Internazionale

Multiculturalismo, la Merkel ha fallito e lo ammette

13 Giugno
08:00 2019

Il tentativo della Germania di creare una società multiculturale è "completamente fallito". La Merkel ammette che permettere alle persone con differenti background culturali di vivere fianco a fianco senza integrarsi non ha funzionato in un paese che ospita circa quattro milioni di musulmani. Varato un pacchetto di espulsioni e giro di vite sugli ingressi legali. Il cambio di strategia non è solo politico, ma culturale.

Il tentativo della Germania di creare una società multiculturale è "completamente fallito", ha detto sabato scorso il cancelliere Angela Merkel a un incontro con i giovani membri della CDU a Potsdam. Dopo le dure critiche alla sua politica dell’accoglienza che ha determinato il suo declino politico, la Merkel ha ammesso che permettere alle persone con differenti background culturali di vivere fianco a fianco senza integrarsi non ha funzionato in un paese che ospita circa quattro milioni di musulmani.

"Questo approccio multiculturale è fallito, completamente fallito", ha detto cedendo quindi alle richieste interne al suo partito e alla CSU bavarese per assumere una linea più severa sugli immigrati che non mostrano la volontà di adattarsi alla società tedesca.

La Merkel ha affermato che l'educazione dei disoccupati tedeschi dovrebbe avere la priorità sul reclutamento di lavoratori dall'estero pur sottolineando che la Germania non potrebbe cavarsela senza lavoratori stranieri qualificati e aggiungendo che i tedeschi devono accettare che le moschee sono diventate parte del loro paesaggio.

Il suo intervento sembra quindi tendere la mano ai suoi critici e soprattutto a Horst Seehofer, presidente della Christian Social Union (CSU), il partito gemello della CDU, e ministro dell’Interno che ha appena varato il cosiddetto “Migration Paket” che prevede espulsione immediata dei migranti illegali, ampliamento della detenzione preventiva per chi entra illegalmente in Germania e taglio del Welfare agli stranieri che potranno essere sottoposti a perquisizioni senza bisogno di mandato giudiziario.

Misure approvate dal Bundestag con il voto della SPD che ben fotografano il crescente malcontento dei tedeschi nei confronti delle continue violenze compiute da immigrati illegali per lo più di religione islamica.

Per comprendere come sia cambiata la Germania appena quattro anni dopo la “politica del benvenuto” rivolta dalla Merkel ai migranti illegali arrivati per lo più dalla “rotta balcanica”, basti pensare che ora chi è privo del permesso verrà espulso fisicamente dalla Germania 

Berlino si impegna quindi ad accogliere solo 260 mila migranti regolari all’anno, necessari all’economia nazionale e benchè le associazioni industriali sostengano che nella Repubblica Federale manchino 400 mila lavoratori specializzati, in molti ormai ritengono più utile motivare a venire a lavorare in Germania cittadini europei piuttosto che accogliere persone di culture diverse

Alle dure critiche dell’opposizione di Sinistra (e a quelle di Alternative fur Deutscheland – AfD che chiede misure ancora più rigide contro l’immigrazione) Seehofer ha replicato affermando che “non si tratta di calpestare i diritti umani ma piuttosto di eseguire le procedure previste. Ci sarà, in futuro, un modo legale di immigrare nel nostro Paese anche perché abbiamo bisogno di uomini e donne qualificati per il nostro mercato del lavoro”.

Non è forse un caso, sottolinea il quotidiano comunista Il Manifesto, che “il pacchetto-Seehofer supera il vaglio istituzionale esattamente il giorno dopo la pubblicazione dell’ultimo sondaggio Infratest che conferma come i Verdi sarebbero oggi il primo partito tedesco col 26% dei voti seguito dal CDU/CSU col 25%, AfD con il 13% mentre la SPD non supererebbe il 12%, i liberali l’8% e la Sinistra (Linke) il 7%.

Sarebbe però riduttivo interpretare il rapido cambiamento di approccio politico della Germania rispetto alla immigrazione extra europea, un mutamento determinato dai problemi sociali e di sicurezza ma che è innanzitutto culturale.

Ha suscitato scalpore il libro “Deutschland schafft sich ab (traducibile in “La Germania abolisce sé stessa”) scritto dall'economista ed ex membro del consiglio di amministrazione della Deutsche Bundesbank Thilo Sarrazin che attribuisce agli immigrati musulmani l’abbassamento dell'intelligenza media nella società tedesca.

Sarrazin è stato censurato per le sue opinioni e licenziato dalla Bundesbank, ma il suo libro si è rivelato molto popolare e i sondaggi hanno mostrato che la maggioranza dei tedeschi era d'accordo con i suoi argomenti, come ha sottolineato un report dell’agenzia Reuters.

Gianandrea Gaiani

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