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Cultura

E’ morto il “Maestro “ Franco Zeffirelli

Regista di successi internazionali. La Cultura lo piange.

16 Giugno
08:00 2019

Ci sono personaggi o uomini di successo che ricordiamo sin dalla giovane età. Li percepiamo come “mostri sacri” e non ci domandiamo se siano ancora in vita o in attività, perché continuiamo a sentirne parlare. Così è successo per Franco Zeffirelli che purtroppo è mancato ieri mattina nella sua casa di Roma. Aveva 96 anni.

 

Noto per gli adattamenti cinematografici dei classici letterari, come le opere di William Shakespeare, ha firmato pellicole come "Storia di una capinera" e "Un tè con Mussolini". Nella sua carriera, durata 60 anni, è stato candidato due volte agli Oscar: una come regista per "Romeo e Giulietta" e un'altra come scenografo per "La Traviata". Diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dopo la guerra, diventa scenografo e aiuto regista di Luchino Visconti con cui intrattiene una relazione amorosa andando persino a vivere a casa sua.

 

Visconti gli apre le porte nel mondo dello spettacolo. Infatti, Zeffirelli esordisce nel ’57 come regista con la commedia Camping, mentre dieci anni prima aveva fatto il suo esordio come attore grazie ad Anna Magnani col film L'onorevole Angelina.

 

L’attrice era arrabbiata con il regista Luigi Zampa perché aveva affidato il ruolo del giovane protagonista a un raccomandato e mentre gridava notò Zeffirelli e lo fece assumere. Un’altra donna molto importante, in quegli anni, è la cantante lirica Maria Callas che dirige a teatro e a cui dedicherà un film semi-biografico nel 2002. “Per me la storia della musica si divide in a.C. e d.C: avanti e dopo di lei”, saranno le parole che Zeffirelli usa per descriverla.

 

La notorietà e il successo internazionale, però, arrivano negli anni ’60, prima col documentario sull’alluvione di Firenze del ’66 e poi l’anno successivo col film La bisbetica domata con Elizabeth Taylor e Richard Burton che è campione di incassi e che vince tre David di Donatello. Nel 1968 gira Romeo e Giulietta con cui Zeffirelli ottiene una nomination all’Oscar e vince il David di Donatello e il Nastro d’argento.

 

Negli anni ’80 dirige cinque film tratti da opere liriche e una biografia di Toscanini: Pagliacci, Cavalleria rusticana, La Traviata (il più premiato tra questi) e Otello, che hanno tra i protagonisti Placido Domingo mentre il quinto è Il giovane Toscanini del 1988 con Elizabeth Taylor.

Nel 1991 vince il suo terzo David di Donatello grazie al film Amleto che vede Mel Gibson nella parte del protagonista.

 

Nel 1993 torna al cinema con Storia di una capinera, film tratto dall’opera di Giovanni Verga. L’anno successivo si dedica alla politica e diventa senatore con Forza Italia per due legislature, nel ’94 e nel ’96.

 

Zeffirelli è, infatti, uno dei pochi registi italiani dichiaratamente di destra e, pertanto, indigesto ai radical-chic di sinistra: “Mi odiavano perché non mi accodavo. Addirittura perché credo in Dio, ricordava il registra. Ma l'odio dei comunisti mi ha solo spinto a fare di più e meglio. Anche se l'ho pagato caro. Non solo con pregiudizi e ostracismi di tutti i tipi – non a caso ho svolto la mia carriera soprattutto all'estero. Contro di me prepararono perfino un attentato. Erano gli anni '70. Doveva sembrare un incidente automobilistico. La scampai solo perché un amico mi avvertì in tempo”.

 

Zeffirelli, però, resta deluso dalla sua esperienza parlamentare. “Volevo dare il buon esempio della cultura al servizio della società. Non erano i tempi, come non lo sono nemmeno oggi. La politica purtroppo è il lusso dell’uomo qualunque, che crede di poter fare una grande carriera al di là delle possibilità che tutti hanno”.

Negli anni 2000, dopo Callas Forever, dirige il documentario Omaggio a Roma del 2009. Nel 2002 ottiene il David alla carriera e nel 2004 la Regina Elisabetta II lo nomina Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico.

 

In questi anni si occupa prevalentemente di teatro e nel 2012, all’età di 89 anni, dirige il Don Giovanni, la prima opera di Mozart ad essere rappresentata all’Arena di Verona.

Il suo ultimo lavoro è la regia di una nuova 'Traviata' che aprirà la stagione lirica dell'Arena di Verona il prossimo 21 giugno.

 

Trascorre i suoi ultimi anni a Roma in una villa sull’Appia antica di proprietà di Silvio Berlusconi. Il 31 luglio 2017 non partecipa, per motivi di salute, all’inaugurazione del Centro internazionale per le arti dello spettacolo, da lui finanziato e il giorno successivo viene ricoverato per una polmonite.

 

In un’intervista rilasciata ad aprile al Corriere della Sera, il regista aveva detto: "La vecchiaia è un grosso fardello, ma cerco ancora di sfornare idee da realizzare nel mio, molto imminente, futuro e ciò mi tiene occupato mentalmente".

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