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Cultura

Incontro con Gabriele Golean, autore del libro "L'orgoglio di essere ITALIANI (non RAZZISTI)", proposto da "Civico20News"

Alcuni degli elementi presenti nel libro presentato da Golean, con Alberto Alpozzi come moderatore e con l'intervento di Sherif El Sebaie egiziano, opinionista di Panorama

Sherif El Sebaie, Alberto Alpozzi e l'autore Gabriele Golean
21 Giugno
08:00 2019

Oggi si può essere orgogliosi di essere italiani? Conoscere la nostra storia e andarne fieri è lecito?

Ce lo racconta Gabriele Golean autore del libroL'orgoglio di essere ITALIANI. (NON razzisti)”.

Ecco un elenco di fatti storici per i quali dovremmo essere orgogliosi:

“Da più di 2000 anni l’Italia risulta essere il centro del mondo e della civiltà.

Qui sono nati i caratteri alfabetici latini che ancora oggi usiamo.

Qui è nato il diritto romano che ancora oggi è alla base delle nostre leggi.

Qui si è sviluppata la cultura cristiana-occidentale che costituisce le fondamenta del nostro mondo.

Qui l’umanità ha conosciuto il più alto grado di arte di tutti tempi con il Rinascimento, senza scordare il Dolce Stil Novo e il Barocco.

Qui è nato, e ha creato le sue meraviglie, il più grande genio di tutti tempi, Leonardo Da Vinci.

Qui è nata la chiesa cattolica dov’è ancora oggi abbiamo l’onore di custodire la Santissima Sacra Sindone a Torino.

Qui in Italia è presente il 50 % di tutto il patrimonio artistico, storico e culturale mondiale.Ecco questi solo alcuni degli elementi presenti nel libro presentato da Golean con la collaborazione di Civico20 News e con l'intervento di Sherif El Sebaie egiziano, opinionista di Panorama.

 

E in Egitto i giovani e il popolo conoscono la loro storia o, come in Italia, è poco approfondita?

 

“Quello che è certo è che in Egitto l'attaccamento all'identità faraonica è stato anche usato a fini politici. Probabilmente però è un bene, considerato che c’è un’altra narrativa – quella islamista – che vorrebbe circoscrivere la storia millenaria del paese al solo periodo islamico”.

 

Prosegue Golean:

 

“Qui, nella nostra storia millenaria, abbiamo accolto genti da tutto il mondo, creando un caleidoscopio di ducati e regni, frutto di invasioni francesi, spagnole, tedesche, normanne, sveve, e mussulmane, fino al Risorgimento che ci ha unito in uno stato unitario il 17 marzo 1861.

Da allora alcune guerre sono state vinte ed altre perse, ma mai è cambiato lo spirito degli italiani che sono sempre stati un popolo laborioso, geniale e accogliente.

Non razzista, ma al contrario fin troppo accogliente.

Fino ad arrivare alle folli politiche migratorie dei governi di sinistra degli ultimi anni (con i governi Renzi e Boldrini in testa) che hanno di fatto stravolto la società italiana facendo arrivare decine di migliaia di migranti africani clandestini nullafacenti, e altri migliaia di migranti di origine islamica che stanno ora cercando di imporre le loro leggi dell’Islam radicale.”

 

E cosa ne pensa Sherif, in Italia da ormai 30 anni, dell'immigrazione clandestina che sta investendo l'Italia?

 

“Per esperienza personale è più facile entrare in Italia col barcone che col visto. Al Consolato, a suo tempo, ho incontrato delle assurdità nella richiesta, tipo il requisito di essere coperti da un’assicurazione dell’Ina Assitalia che si poteva fare solo a Roma (per fortuna avevo un contatto italiano che mi fece la gentilezza di provvedere con il versamento alle poste). Tra l’altro proprio in quel periodo scoppiò uno scandalo relativo alla vendita dei visti da parte di alcun funzionari. I clandestini sanno che, soprattutto se minorenni, in Italia ci resti. Il sistema li sta favorendo. Ed è una questione su cui stanno sensibilizzando persino le autorità diplomatiche dei paesi di origine: ci sono mafie specializzate nella tratta dei ragazzini, e non tutti si sa che fine facciano esattamente. Sono a migliaia i minorenni scomparsi. Per non parlare di quelli che finiscono in mano alla criminalità oppure si danno alla delinquenza organizzandosi in baby gang.”

 

“Per questo è arrivato il momento di dire basta – prosegue Golean – è il momento in cui ogni italiano deve fare la sua parte per difendere la patria, sostenendo un ministro, e un governo, che finalmente ha bloccato i porti e le frontiere, un governo che pensa prima agli italiani, coloro che con i loro antenati hanno reso l’Italia un grande paese.”

 

Golean spera

 

“in un'Italia in cui non ci siano più italiani contro altri italiani ma bensì presto ci sia un nuovo Risorgimento, altrimenti faremo la fine di altre nazioni europee come la Svezia, l’Olanda, il Belgio, la Francia che già oggi hanno città in parte islamizzate, in preda alla legge islamica della Sharia, e che ormai dell’Europa cristiana e occidentale non ricordano più nulla”.

 

Chiude la presentazione Sherif ricordando che in Egitto

 

“l'islamizzazione è iniziata negli anni '70 e da allora sono iniziati gli attentati e le chiese bruciate.I fratelli mussulmani sono stati usati da Sadat in funzione anticomunista ma poi hanno cercato di imporsi nel paese. La prima ondata di emigrazione degli islamisti in Europa si è avuta negli anni ’60, quando fuggivano da Nasser e dai regimi laici del medio oriente...”

Sherif vorrebbe condividere l'ottimismo di Golean ma

 

“Molte delle cooperative e degli enti benefici in Italia sono mangiatoie che hanno tutto l’interesse di mantenere in piedi il sistema attuale. Ci sarà sempre chi remerà contro battendo la grancassa mediatica. Eppure la situazione è pericolosa: Le banlieues che noi crediamo esistere solo a Parigi si stanno formando a Torino in quartieri come Barriera di Milano e Aurora. E più volte abbiamo visto, negli ultimi tempi, aggressioni da parte dei residenti alla polizia per evitare l’arresto di spacciatori e delinquenti che operano in quelle aree. Alla lunga, finirà che diventeranno “No Go zone”, in cui neanche la polizia potrà mettere piede. Non è uno scenario che infonde ottimismo”.

 

(nelle immagini l'autore Gabriele Golean illustra la sua opera - l'intervento di Sherif El Sebaie - il Direttore Massimo Calleri introduce la serata - l'intervento di Mauro Bonino, redattore di Civico20News - le considerazioni di Natalino Gori, Editore di Civico20News - Sherif El Sebaie, Gabriele Golean e Alberto Alpozzi, redattore di Civico20News, che ha moderato la serata)

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