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L’uomo, i misteri e l’ignoto

Tra donna e uomo può perfino succedere che …

A dispetto dei luoghi comuni e dei poeti.

25 Giugno
11:00 2019

Una donna ed un uomo, avendo compreso ed accettato di dover percorrere una certa strada per raggiungere la meta intuita, si mossero da diversi punti di partenza fino ad arrivare, contemporaneamente, nello stesso luogo sulla riva di un lago.

Ci volle poco a capire che la loro meta era al di là del lago.

 

Poco distante dalla riva una barca ondeggiava mollemente sulle onde. L’uomo si immerse nell’acqua e, raggiunta la barca, la trascinò a riva.

 

Quindi, essendoci posto per entrambi, invitò la donna a salire. Saliti che furono, la barca si mosse seguendo la corrente che dirigeva verso l’altra sponda del lago.

 

Ebbero quindi tutto il tempo di stare vicini, mano nella mano.

 

Giunsero sulla riva e abbandonarono la barca per proseguire a piedi attraverso il bosco che si parava loro innanzi.

 

Iniziarono il nuovo percorso tenendosi ancora per mano, ma giunti nel folto del bosco non fu più possibile proseguire insieme.

 

Dove poteva passare la donna, più piccola e leggera, non poteva passare l’uomo più alto e pesante. E dove l’uomo poteva superare un precipizio essendo dotato di più ampia e potente falcata, la donna rischiava di precipitare nel vuoto.

 

Quindi dovettero dividersi e seguire due diversi sentieri.

 

Ebbero però l’accortezza di fare in modo di mantenere il contatto visivo o uditivo.

 

Infine giunsero in vista della meta intuita, una grande e meravigliosa radura piena di fiori, ruscelli, animali, alberi da frutto e altro più stupefacente ancora di quanto esprimibile dalla libera fantasia e immaginazione.

 

Solo che per arrivarci occorreva superare un precipizio le cui pareti verticali erano lisce, senza alcun appiglio.

 

Come fare?

 

Guardandosi intorno videro che l’unica cosa disponibile era un asse di legno troppo corto per coprire lo spazio tra i due lembi di terra sicura.

 

A dire il vero c’era anche un altro asse che sarebbe andato bene, ma si trovava sull’altra sponda, dove cominciava la radura.

 

Forse l’uomo avrebbe potuto raggiungere con un balzo la radura e poi, recuperato l’asse, porgerlo alla donna come aveva fatto con la barca.

 

Ma il rischio era troppo elevato e, nel caso in cui il tentativo fosse fallito, l’uomo sarebbe perito sfracellandosi e la donna non avrebbe comunque potuto raggiungere la meta.

 

Non si persero d’animo e accesero il fuoco per riscaldarsi durante la notte.

 

Al sorgere del sole l’uomo prese l’asse corto e lo sporse sopra il precipizio per un certo tratto. Poi, dopo essersi posto all’estremità sicura per fare da contrappeso, disse alla donna di inoltrarsi sull’asse sporto sull’abisso fino all’altra estremità dell’asse da cui avrebbe potuto, con un saltello, balzare agevolmente sull’altra riva.

 

Lì giunta, avrebbe recuperato l’asse più lungo e facendolo scorrere sopra l’altro avrebbe permesso di congiungere le due rive in modo che l’uomo potesse percorrerlo a sua volta.

 

 

Entrambi raggiunsero la propria meta!

 

Foto, schizzi e testo

Pietro Cartella

 

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