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Cronaca Nazionale

Luca Palamara, le intercettazioni: "Devi mandare Erminio Amelio carico con questi qua, li devi ammazzare"

23 Giugno
08:00 2019

Manovre nascoste, tentativi di screditare altri magistrati, pretesa di orientare le inchieste e la convinzione di poter manovrare chiunque. È questo il contenuto delle intercettazioni degli incontri tra i magistrati, indagati per corruzione, Luca Palamara e Rocco Stefano Fava.

È il 15 maggio, quando Palamara spiega a Fava che la manovra per controllare la procura di Perugia - fa sapere La Stampa - è ormai cosa fatta: "Allora, stammi a sentì... Senza che ti sbilanci con Erminio (Erminio Amelio, candidato al posto di procuratore aggiunto)... la cosa di Erminio la chiudiamo, eh?... So' tutti contenti", poi Fava risponde: "Per Perugia?". E Palamara: "Gli avevano fatto un accenno pure su Frosinone. Ma Frosinone è difficile. E poi con la cosa tua (riferendosi all'esposto di Fava contro Pignatone e Ielo, che nei disegni di Palamara doveva trasformarsi in un procedimento penale contro il suo nemico)... loro erano tutti contenti, che a quel punto lui va con Prete (Francesco Prete, candidato alla carica di procuratore capo di Perugia)». Fava: "Nooo". Palamara: "A Prete gli rompe il culo! E lui almeno sa tutte le carte che ci stanno". 

Da dietro le quinte - prosegue La Stampa - Palamara e i suoi hanno sabotato anche la candidatura di Giuseppe Borrelli. "Perché Borrelli non si può nominare, meglio evitare", dice Fava. E Palamara: "Va beh, Borrelli o Prete, quello è un problema che vediamo noi... Comunque, chiunque dei due, con Erminio... non possono fare cazzate... Hai capito che voglio di'... Cioè, se ce sta lui... è lui che gli chiede conto, è l'aggiunto. Il procuratore lo fa Amelio, hai capito?. Lo devi mandare carico con questi qua, nomi e cognomi... questi li devi ammazzare". Dai discorsi di Palamara emerge proprio un coacervo di mosse e contromosse che nulla ha a che fare con la legge e che poco lascia presagire a una possibile innocenza.

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