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Economia e finanza

Frana minaccia Torino-Aosta, chiusi 18 chilometri autostrada.

Le conseguenze del disprezzo dei grillini di governo per il Piemonte. Una nota di Mino Giachino.

24 Giugno
08:30 2019

Sabato scorso la viabilità ordinaria nell’alto canavese è stata sconvolta per lunghe ore. Si era registrato un allarme sull'autostrada A5 Torino-Aosta per una frana in località Chiappetti a Quincinetto.

 

I sensori installati per monitorare il movimento franoso hanno segnalato un pericoloso scivolamento a valle tanto da costringere Ativa, che gestisce quel tratto della A5, a chiudere l'autostrada in entrambe le direzioni. Sono stati chiusi, sino alla serata, 18 chilometri di A5 in entrambe le direzioni tra i caselli di Ivrea e Pont-Saint-Martin. 

 

Nell’editoriale di ieri avevamo già accennato come per lo sviluppo della Regione è indispensabile una ripresa delle opere pubbliche e l’adeguamento delle infrastrutture viarie. L’episodio di sabato dimostra quanto grave sia la nostra arretratezza.

Pubblichiamo in proposito una nota pervenutaci da Mino Giachino che ringraziamo.

 

Frana Autostrada A5 

 

“Al Piemonte occorre un Piano delle Infrastrutture che parta dal sistema autostradale che costruito negli anni 60-70 ha bisogno di importanti interventi , a partire dalla frana sulla A5 arteria che collega la Valle D’Aosta, la Francia e la Svizzera. 

Oggi quasi tutta la rete autostradale piemontese é interessata da lavori di ristrutturazione importanti che prevedono il salto di carreggiata e la chiusura di tratti importanti.

Dal Piano si potranno trovare le risorse per intervenire sui nodi irrisolti della viabilità statale e provinciale a partire dalla Asti- Cuneo, dalla tangenziale Est, dal Ponte Preti nel Canavese.

Ci si rifaccia al Piano delle Autostrade e dei Trafori autostradali del Prof. Giuseppe GROSSO  che diede al Piemonte il periodo di maggiore crescita economica e sociale. Con quel Piano il Piemonte era in testa alle Regioni italiane nel costruire il boom economico  

Senza i Trafori autostradali alpini del Bianco, del S. Bernardo, del Frejus non ci sarebbe stato il boom economico perché non avremmo potuto esportare in Europa tre settori in cui eravamo ai primi posti, dalle auto, agli elettrodomestici, al tessile.

Domani il ruolo dei Trafori alpini sarà assunto dalla Tav e dagli altri Corridoi europei su rotaia ma senza autostrade nel breve il sistema economico già ansimante sarebbe penalizzato in modo pesante come si vede oggi dalla chiusura del tratto della A5”.

 

Mino GIACHINO 

 

 

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