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Politica Locale

Torino. Il programma di legislatura della Giunta Cirio

L’entusiasmo della maggioranza ed i distinguo delle opposizioni

10 Luglio
08:00 2019

Ieri il Presidente della Giunta Regionale Alberto Cirio ha presentato con grande enfasi il suo programma di governo di legislatura. Avevamo già avuto la possibilità di ascoltare qualche anticipazione nel corso delle ultime settimane, ma in consiglio regionale, l’esposizione è stata doviziosamente articolata.

Il lavoro, l’autonomia, i fondi europei, la semplificazione, la sanità, i rapporti con il territorio, l’economia, la cultura e il sociale sono stati i principali punti sui quali si è articolato l’intervento del presidente

Il cambiamento sarà il cuore della nostra azione di governo. Vogliamo modificare le cose che non vanno e segnalare un punto di svolta, con il quale vogliamo dare una nuova velocità alla Regione - ha esordito Cirio - I piemontesi devono capire che si volta pagina nel modo di governare e nei rapporti con tutte le province, alcune della quali hanno registrato nel tempo un senso di lontananza e di abbandono. Non sostituiremo il Torinocentrismo con il provinciacentrismo, ma daremo pari dignità alle esigenze dei tutti cittadini di ogni zona del Piemonte. Dobbiamo far sentire loro la vicinanza e la credibilità della Regione sia quando si parla di Tav e di Terzo valico, sia quando si affrontano i bisogni che tutti i giorni ci presentano quando li incontriamo per strada, ai mercati e sul treno”.

Il presidente Cirio è quindi entrato nel merito delle modalità che saranno seguite per dare concretezza a questa volontà di cambiamento.

Lavoro. “Deve essere la priorità assoluta della nostra attività. Nessuno pensi di venire ad insediare aziende in Piemonte per poi prenderei soldi pubblici e andarsene portandosi via marchi e capacità produttive per trasferirli all’estero. Non dimentichiamo nemmeno l’importanza degli ammortizzatori sociali, come il recente accordo con le banche per l’anticipo dell’indennità di cassa integrazione in attesa che la eroghi l’Inps”.

Autonomia. “Su questo argomento vogliamo giocare una partita importante, e in questa direzione l’istituzione di una Commissione regionale sarà di grande auto. Possiamo recuperare il tempo perduto, in quanto la timidezza con la quale la Giunta precedente ha affrontato questo tema era sbagliata. La Costituzione ci dà la possibilità di ricontrattare il modo con il quale il Piemonte sta in Italia. L’autonomia significa responsabilizzazione, e non va confusa con la mancanza di solidarietà verso le altre Regioni. Un Piemonte in salute può essere solidale, un Piemonte malato ha invece bisogno della solidarietà altrui.

Il 19 luglio, in occasione della Festa del Piemonte, ci terrà a Torino una Giunta regionale tematica dedicata all’autonomia, aperta all’intervento di soggetti esterni esperti della materia che porteranno il loro contributo, come il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Stefano Allasia, e l'assessore dell'Autonomia della Regione Lombardia, Bruno Galli. Sarà l’occasione per rivendicare un cambiamento e imprimere un’accelerazione: chiederemo di aumentare il numero delle materie, perché quelle richieste dalla passata Giunta le consideriamo troppo limitativo, mancano per esempio il commercio estero e l'innovazione. Poi inizieremo una trattativa serrata con il Governo nazionale, non in coda ma accanto a Lombardia e Veneto”.

Fondi europei. “Nel rapporto con l’Europa il Piemonte deve farsi rispettare e tenere la schiena dritta. L’utilizzo delle risorse del Fondo sociale europeo è arrivato al 64%, mentre sul Fondo europeo di sviluppo regionale è stato usato solo un terzo della somma a disposizione. Siamo nella media delle altre Regioni italiane, ma molte Regioni europee hanno speso quasi tutto e noi dobbiamo prendere esempio da esse. Ho chiesto a Bruxelles di rimodulare i fondi su cui abbiamo disponibilità e mi è stato dato un mese di tempo per presentare nuove proposte sul Fse. Faremo la stessa cosa per il Fesr, per rimodulare 24,5 milioni”.

Sanità. “Il buon governo dei fondi pubblici ci ha permesso di uscire dal piano di rientro. A noi spetta l’onere e l’obbligo di consolidare i conti partendo da una sanità che presenta molti settori di assoluta eccellenza. Dobbiamo porci l’obiettivo di risolvere i problemi ancora esistenti, primo fra tutti le liste d’attesa. Occorre reperire medici e infermieri e ridurre le spese per i medici a gettone. Per questo motivo abbiamo introdotto 15 borse di studio per specializzandi che devono fermarsi in Piemonte per almeno 5 anni. In 3-4 anni potremo inserire nella sanità pubblica le specializzazioni necessarie per garantire a tutti il diritto alla salute e apriremo anche ai privati. Il rapporto con la sanità privata è un pregiudizio da superare e dobbiamo stipulare un patto figlio dello stato di necessità in cui ci troviamo. Le risorse dei privati sono necessarie per l’edilizia sanitaria, ad esempio per realizzare il Parco della Salute di Torino e la Città della Salute di Novara, strutture sulle quali ci giochiamo il prestigio della sanità piemontese a livello nazionale e internazionale, e completare gli ospedali di Verduno e Nizza Monferrato. Il 13 settembre a Novara ci terrà una Giunta monotematica sull’edilizia sanitaria, e in particolare sulla Città della Salute”.

Semplificazione e delegificazione. “Oggi in Piemonte sono in vigore un migliaio di leggi e oltre 300 regolamenti attuativi. Dobbiamo essere ricordati più per le leggi abrogate che per quelle approvate. La faremo sentendo tutti i soggetti interessati, partendo dalle imprese e dai Comuni”.

Istruzione e formazione. “La formazione professionale deve essere calibrata sulle richieste delle imprese e favorire così l’occupazione. Non deve essere intesa come inferiore rispetto ai licei”.

Trasporti. “Sono necessarie maggiori risorse da reperire sui fondi europei per le zone marginali. Occorre studiare forme di liberalizziazione per le tratte locali”.

Infrastrutture. “L’avvio dei bandi per la tratta italiana della Torino-Lione hanno rappresentato un momento storico. Avere in maggioranza un partito che è al Governo ci può aiutare nella realizzazione di un’opera fondamentale, così come lo è il Terzo Valico, sul quale faremo un incontro specifico entro l'estate: ci sono degli accordi sull’assunzione di 100 lavoratori in provincia di Alessandria, ma sono stati disattesi e noi ora intendiamo farli rispettare. Non dimentichiamo la conclusione dell’Asti-Cuneo, i lavori sulla statale 34 del VCO, unico collegamento con la Svizzera per i frontalieri ma ritenuta non urgente da Anas, il raddoppio della Vercelli-Novara, la Pedemontana e il resto della viabilità, problema enorme da affrontare”.

Ambiente. “Deve prevalere il buon senso, non l’ideologia. Le scelte vanno effettuate secondo dati scientifici, che devono essere fonte di indicazione. Quando si ipotizza una Ztl come quella che pensa oggi per Torino si parte da una base profondamente insensata: Milano ha 5 linee di metropolitana, Torino una che non passa dal centro. Arpa ha comunicato che l’inquinamento a Torino è provocato non dal traffico ma dalla dispersione termica dei vecchi impianti di riscaldamento. Faremo un bando per rinnovarli. Entro l’estate introdurremo una deroga basata sulla dichiarazione Isee, in quanto non possiamo obbligare a cambiare l’auto chi non ha i soldi per farlo”.

Attività produttive. “Vogliamo dedicare attenzione alle grandi imprese, ma soprattutto a quelle piccole e medie, come è avvenuto con i recenti bandi per oltre 50 milioni di contributi”.

Partecipate. “Necessario un piano di razionalizzazione. E’ in corso un censimento per capire dove la Regione partecipa e ragionare se rimanere in società dove si detengono quote minuscole. Ritengo giusto investire soldi pubblici per l’avvio delle società, che devono poi essere in grado di stare da sole sul mercato”.

Turismo. “Saremo una Regione che punterà sul turismo. Stiamo studiando la modifica della legge del 1996, per rivedere l’organizzazione delle Atl secondo il promuovere e non su base geografica. Staremo vicino al mondo delle Pro Loco e delle associazioni ed ai problemi relativi alla sicurezza delle manifestazioni con interventi di buon senso a seconda delle realtà e delle dimensioni”.

Cultura. “Riteniamo importante capire quali sono gli eventi che hanno bisogno sostegno del pubblico e quelli che possono essere autosufficienti e stare da soli sul mercato”.

Sport. “Daremo vita ad una Sport Commission per attrarre eventi sportivi, Ritengo infatti necessaria una programmazione pluriennale che possa ottenere anche il supporto dei privati, a cominciare dagli eventi olimpici. Il dossier per le Olimpiadi invernali 2026 è quasi pronto e siamo certi che qualcosa di buono potrà arrivare in Piemonte”.

Rapporto con i sindaci. “Vi dedicheremo grande attenzione, tanto che il lunedì è riservato proprio agli incontri con i sindaci del Piemonte. E’ il segnale di un nuovo modo di impostare il rapporto con il territorio e ridurre il senso di lontananza dalla Regione lamentato in questi anni”.

Agricoltura. “Stiamo predisponendo un progetto basato sull’ascolto dei produttori con l’Assessorato”.

Sociale. “C’è la volontà di rivedere legge sull’assegnazione delle case popolari, che oggi penalizza le famiglie italiane. Servono correttivi a questo meccanismo. Garantire pari condizioni di accesso è un questione di giustizia, non di sensibilità politica”.

Sicurezza. “La Polizia locale è un tema che ci sta a cuore. Vogliamo investire per le necessità degli operatori e la loro integrazione nelle politiche della sicurezza. Si investirà anche sulle telecamere nei luoghi pubblici e si renderà obbligatoria la posa di telecamere nelle strutture assistenziali dove vivono persone non in grado di difendersi da sole, come anziani e minori”.

Migranti. “La Regione farò la sua parte. Ma è chiaro che non ci può essere solidarietà senza legalità e rispetto delle regole e delle leggi. Inoltre, si lavorerà perché emergenze come quelle verificatesi a Saluzzo per la raccolta della frutta debbano più accadere”.

Regione. “E’ necessaria una riorganizzazione della macchina amministrativa della Regione, da attuare anche con il ricorso ai prepensionamenti. Il personale è qualificato ma va riorganizzato ascoltando sindacati e dipendenti”.

 E’ poi seguito il dibattito, aperto dal capogruppo della Lega Alberto Preioni, rappresentante del Vco.

Preioni ha concordato sull’idea di riportare al centro anche le province più lontane come la sua, ricordando che “il Piemonte ha un residuo fiscale di 8,5 miliardi di euro. Autonomia significa anche responsabilizzare i centri di costo e ottenere trasferimenti dallo Stato di funzioni e risorse necessarie per esercitarle. Apriamo la stagione costituente in cui tutti gli enti locali diventino protagonisti, occorre coinvolgere anche mondo produttivo e far sì che realtà virtuose della regione diventino valore aggiunto per dare risposte a enti locali”. In tema di case popolari, “c’è la necessità di modificare la legge e le regole sui criteri di assegnazione”.

È quindi intervenuto il capogruppo Pd Domenico Ravetti, che dopo aver riconosciuto la sconfitta elettorale, ha chiarito: “Presto sarete obbligati ad andare oltre le enunciazioni di principi. Chiediamo di investire nella prevenzione, a partire dalla difesa dell’ambiente. C’è problema di sottofinanziamento del sistema sanitario pubblico, manca personale sanitario e amministrativo: il risanamento della sanità piemontese non è terminato, dovrete aprire un fronte col governo nazionale per difendere il diritto alla salute dei piemontesi. In ogni caso vi chiedo di non smontare il programma di edilizia sanitaria già impostato”.

In generale, Ravetti si è detto “disponibile a modificare la legge elettorale inserendo la doppia preferenza di genere, la rappresentanza territoriale e l’eliminazione del listino presidente”. E poi il capitolo preoccupazioni manifestate a Cirio: “È  dannoso dividere le persone. In questa Italia meno solidale di un tempo, le chiediamo di non costruire nuovi muri. Sarà più facile andare a un’altra velocità se non si lascerà indietro nessuno”.

Il capogruppo di Forza Italia Paolo Ruzzola ha spiegato che “il Piemonte è arretrato in tutti i principali indicatori economici rispetto alle altre regioni del nord (Pil reale, procapite, reddito famiglie, ricerca), siamo invece ai primi posti per disoccupazione e per imprese che chiudono. I servizi sanitari non sono migliorati, anzi. Tempi di attesa eccessivi, pronto soccorsi al collasso, assenza di una programmazione sanitaria capace di riformare soprattutto la medicina territoriale e la rete ospedaliera. Analogamente si può dire sulla riorganizzazione di partecipate e personale regionale, su sociale e scuola. Il nostro obiettivo, dopo il risultato straordinario ottenuto, è quello di riportare il Piemonte ad essere traino del Nord produttivo, ad ottenere dal Governo il riconoscimento dell’autonomia differenziata, a sostenere i piccoli Comuni, le Province e la Città Metropolitana, a ridurre la burocrazia semplificando le leggi”.

Francesca Frediani, presidente del gruppo M5s, ha ricordato che “il Movimento è la forza politica che ha presentato più emendamenti sul tema dell’autonomia nella scorsa legislatura, trovo strano che la Lega non l’abbia fatto. Ci teniamo – ha aggiunto – che sia applicata in modo corretto su alcuni temi che ci stanno a cuore, come l’istruzione”. Semplificazione: “Speriamo non diventi deregolamentazione. Il testo unico della cultura è buon esempio di riferimento, è nato dal confronto col territorio, in Commissioni e poi in Aula. Ci auguriamo che stesso percorso si affronti rispetto ad altri temi, non abrogando semplicemente leggi”.

Il presidente del gruppo Fdi Maurizio Marrone ha spiegato che è “fondamentale il sostegno alla famiglia e alla natalità. I dati Istat ce lo impongono, la situazione in Piemonte è desolante, con un calo demografico di 25mila persone in un anno. La famiglia non può essere soltanto oggetto di baruffe ideologiche, bensì il campo in cui politica fa sentire la presenza delle istituzioni a fianco delle famiglie, partendo dal quoziente famigliare, con incentivazioni fiscali e sostegno alla natalità”. Fratelli d’Italia concordano anche su autonomia “nel rispetto della coesione nazionale e del principio di sussidiarietà”, su riforma sanità e punta sulla sicurezza: “Torino è invasa dai suk con un degrado estremo in alcune aree della città. Esiste già una norma regionale per porre fine a questo degrado, bisogna ricordare che è necessario applicarla”.

Per Silvio Magliano, dei Moderati, “lo scenario è diverso da 30/40 anni fa. I flussi macroeconomici italiani ed europei richiedono di guardare a cosa accadrà non fra 5, ma fra 20 anni. È necessario un profondo cambiamento: le sfide che dovremo fronteggiare riguardano imprese e famiglie. Imprese che continuano a scommettere qualcosa che va oltre il profitto, garantendo posti di lavoro e welfare aziendale, laddove è carente quello dello Stato. Famiglie e giovani: il problema del paese non è quanta gente arriva ma quanta gente va via, tra universitari e lavoratori. Sono colpito dal silenzio assordante sul tema della disabilità e degli anziani, due categorie che andranno ad aumentare”.

È quindi intervenuto Mario Giaccone (Chiamparino per il Piemonte), annunciando che “non assisterò in modo silente alle decisioni di questa nuova maggioranza, me nemmeno mi limito a un atteggiamento pregiudiziale”. Tra le priorità enunciate da Giaccone, i conti regionali in ordine, l’ambiente, l’edilizia sanitaria, la lotta alla disoccupazione. “Voglio capire poi – ha chiarito – come si concilierà la concezione europeista di Cirio con la visione euroscettica di larga parte della sua maggioranza”.

Marco Grimaldi (Luv), ha esordito dicendo che “ Se abbiamo perso è perché la gente non ha trovato sufficiente il nostro cambiamento: come i disoccupati o sottoccupati che non sono neppure andati a votare”. Grimaldi ha assicurato che “faremo opposizione di sana e robusta costituzione" Per poi proseguire “Ci batteremo  per non far arretrare le nostre conquiste: il diritto allo studio, il Fondo salva sfratti e salva mutui, il contrasto al gioco d’azzardo patologico, la difesa della 194: rimarremo regione Pillon free”.

È quindi intervenuto l’ex presidente della Regione Sergio Chiamparino: “Vi auguro, da piemontese, di fare meglio di quanto abbiamo fatto noi – ha detto -. Abbiamo preso la Regione in semi fallimento per bilancio e sanità e l’abbiamo rimessa in grado di camminare con le proprie gambe”. Rivolgendosi direttamente a Cirio e apprezzando “la sua presenza su realtà di crisi più significative”, gli ha però ricordato che Fca “ben che vada inaugurerà la linea della 500 elettrica a Mirafiori, che al massimo farà 50mila pezzi l’anno, mentre lo stabilimento per vivere ha bisogno di 200mila unità”. Inoltre “il progetto del polo del lusso sta segnando il passo”.

Quanto alle Olimpiadi, va bene cercare di “rientrare con dignità” e in tema di autonomia ci può essere accordo, ma “questo non c’entra con il federalismo fiscale di cui parla Preioni”. In tema di case popolari, poi, Chiamparino ha chiosato spiegando che “non possiamo contrapporre i diritti esigibili alle etnie e alle nazionalità. Ciò significherebbe fare passi indietro nella civiltà e su questo saremo inflessibili”.

E’ poi seguito l’intervento del vice presidente del consiglio  Regionale Mauro Salizzoni che, parlando del progetto della Città della Salute, da discutere e migliorare, ha precisato che l’attuale struttura del Regina Margherita andrà demolita solamente quando sarà terminato  il nuovo complesso di via Nizza. Mettendo così fine gli allarmismi generati nei mesi scorsi da un’improvvida affermazione dell’ex assessore Saitta,

In apertura di seduta si è registrato un battibecco tra il presidente del consiglio Stefano Allasia ed alcuni consiglieri circa l’interpretazione un po’ dissonante del regolamento del consiglio. Vedremo nelle prossime sedute quali posizioni verranno assunte in proposito.

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