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L’uomo, i misteri e l’ignoto

Dialoghi sul senso della vita – 2.5 di n

Solo divagazioni?

11 Agosto
11:00 2019

Prosegue dal precedente articolo 2.4 di n dal titolo: Poi cominciano a succedere altre cose….

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Il discorso continua ….

 

Noi cerchiamo di proteggere il nuovo nato, di dargli tutto quello che riteniamo sia giusto! Ma quello che noi riteniamo giusto è quasi sempre ciò che lo fa deviare dal suo programma! Perché abbiamo paura per la sua sorte e di tutta una serie interminabile di cose, probabili o ipotetiche, e quindi tendiamo a costruire intorno a lui una infinità di sistemi di sicurezza.

Queste si rivelano sempre sicurezze inutili perché vi sono cose che succederanno inevitabilmente! Il nuovo nato potrebbe vivere anche per un istante solo e questa è tutta la vita che doveva vivere! Perché questo era quanto mancava a completare il suo cammino! Era ciò che gli restava da fare! Ma noi non possiamo e non vogliamo accettarne l’evidenza! Perché vorrebbe dire che ciò possa valere anche per noi, cioè che anche la nostra esistenza, come è successo per la sua, possa terminare in questo stesso istante! Se non abbiamo coscienza di cosa siamo realmente avremo sempre paura di perdere l’unica cosa in cui crediamo!

 

 

IDPma è anche la ragione che ci porta qui! …

 

Non è la ragione! È l’abitudine a pensare in un certo modo, accettato a priori!

 

IDPIn uniformità con il sistema! Perché in origine vi è un’informazione che poi viene adeguata al sistema!

 

È il risultato finale di un adeguamento del sistema alle sollecitazioni, dettate dalla società in cui viviamo, per non sentirsene emarginato.

 

IDPma quanto ho evidenziato poco fa può giustificare la ribellione che tutti i figli hanno, ad un certo punto, nei confronti dei genitori? È giustificabile anche accettando a priori che quel figlio si è scelto i genitori?

 

Certo! Perché ciò non significa che ci debba essere, per forza e per sempre, compatibilità, ma lo stato di affinità potrebbe servire solo per il tempo necessario e poi diventare controproducente!

 

Stiamo parlando di seguire delle linee guida, non di essere costretti a seguire i binari di una ferrovia da una stazione ad un’altra!

Le nostre linee guida caratteriali si possono spesso vedere nei tratti usati per farci la caricatura: in essa possiamo scorgere la nostra somiglianza ad un tipo di animale che ci rappresenta meglio rispetto ad un altro.

 

Sappiamo, per averlo osservato, che in natura il nuovo nato viene abbandonato al suo destino non appena in grado di farlo. Viene escluso dalla protezione dei genitori!  La madre non lo allatta più e non gli procura più il cibo; quindi o si arrangia o muore! È un dato insito anche nella nostra banca dati inconscia ma, come abbiamo detto, tutta la nostra società, poiché non siamo più solamente animali ma esseri umani senzienti e adatti a sostenerci reciprocamente, si è strutturata per tentare un’operazione di sicurezza nei confronti dei suoi costituenti!

 

Quindi tornando alla domanda: possono essere accompagnati?

 

Si, possono esserlo, ma solo in un modo assai particolare!

 

Userò nuovamente un’analogia!

Se vediamo una persona che sta per sbattere contro un muro, il nostro primo impulso è di cercare di evitarle l’incidente! Perché? Perché, anche se non ce ne ricordiamo più, sappiamo nel nostro profondo che quella situazione ci creerà dei problemi; a causa del suo farsi male saremo costretti a intervenire per darle soccorso! Infatti se ciò accadesse fuori dalla portata dei nostri sensi e della nostra coscienza non ci importerebbe più di tanto di quello che le può accadere. Che cosa succede invece nel nostro artificiale mondo conseguentemente al fatto di essere presenti all’accadimento? Cerchiamo di evitare che questo succeda! Intervenendo direttamente su quella persona e nel suo destino!

 

IDPquindi per egoismo! …

 

Sì, anche sapendo in parte quali ne siano le conseguenze!

 

IDPmi scusi….io faccio fatica a …..tornando indietro all’informazione…..cosa intende lei per informazione?…stiamo parlando di genetica?  …

 

Anche, ma non solo!

 

IDPanche! …. però …questa informazione non riesco a ….capire..

 

Infatti non dobbiamo cercare di capire nel nostro modo consueto, prevalentemente mentale, ma arrivare a sentire, come ha ben descritto la signora che si sente parte di un corpo più grande senza sapere in che modo definire diversamente quello stato, a sentire con tutto il nostro essere…

 

IDPabbia pazienza….ma il mio razionale cerca e vuole spiegare sempre tutto!….anche se non c’entra….

 

… Anzi! Ha tutto il diritto di “entrarci”, ma senza chiudere la porta a tutto il resto! Ha il diritto di chiedersi, chiederci, chiedermi: ma cosa stai dicendo? Pensi a me, quando le persone mi chiedono perché sto facendo questo? Non ho una risposta completamente accettabile, né per il mio “razionale” né per quello degli altri. So solo che lo devo fare, che non posso fare a meno di farlo, se mi è permesso! Ma se devo dare una risposta precisa al perché lo faccio, non posso che rispondere: non lo so! Alcuni possono suggerire che lo faccio per gratificazione; certo, sono sicuro, c’è anche quell’aspetto. Non posso dire che non c’è tutto quello che mi viene detto; ma tutte le ragioni addotte per spiegarlo non sono sufficienti a chiudere l’argomento! Perché comunque sia, sento che la ragione più importante che mi induce a farlo è un’altra!

 

Torniamo al punto in cui si trattava di evitare alla persona di sbattere contro il muro!

 

Con le nostre buone intenzioni facciamo sfracelli!

 

Invece dovremo essere disponibili a dare l’aiuto che ci viene richiesto, così come viene chiesto.

 

Allora il nostro figlio è libero di andarsi a schiantare, né ha tutti i diritti, se quello è il suo percorso! È altrettanto chiaro che, a causa del suo comportamento, noi saremo tirati brutalmente fuori dalla nostra routine e infilati dentro una serie di avvenimenti che avremo volentieri evitato di vivere!

 

Lo stesso comportamento che abbiamo nei confronti dei figli lo teniamo nei confronti di “tutti i nostri figli”, non solo quelli fatti di carne, ma anche quelli fatti di desideri, passioni e pensieri!

 

Il processo con cui generiamo i figli di carne non è diverso da quello con cui prima generiamo e poi difendiamo i nostri desideri, le nostre passioni e i nostri pensieri; persino le nostre più nascoste intenzioni! Solo che di alcuni “figli” siamo parzialmente coscienti, naturalmente abituati alla loro presenza, mentre per altri no!

 

I momenti come questi, in cui si possono dire queste cose, costituiscono una specie di “anomalia” nel programma di protezione del sistema! Di quel sistema strutturato in modo che tutti pensino e si comportino nello stesso modo, che vi siano risposte preconcette, che si ripeta ogni giorno la solita storia, al fine di potersi governare e reggere continuamente! Ma, è ormai evidente, queste protezioni stanno squagliandosi come neve al sole d’estate, a velocità sempre maggiore.

 

Non divaghiamo troppo!

 

Segue nell’articolo 2.6 di n dal titolo:

Un’unica esperienza in circostanze diverse.

 

Foto, schemi e testo

Pietro Cartella

 

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