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Cultura

Torino - La Fontana dei 12 mesi al Parco del Valentino

Arte e cultura, fra storia e leggenda

20 Luglio
10:00 2019
In queste calde sere d’estate, passeggiando per il parco del Valentino, risulta interessante andare a rivedere la “Fontana dei 12 mesi”, il cui restauro è stato giusto terminato nella primavera di quest’anno.
A parte la notevole bellezza artistica, val la pena ricordare che quest’opera è l’unico esempio rimasto del progetto architettonico fatto per l’Esposizione Nazionale del 1898, in occasione dei festeggiamenti dei 50 anni dello Statuto Albertino.
Forse non tutti sanno che, dall'ottocento ad oggi, Torino è stata teatro di eventi espositivi di rilevanza internazionale, che hanno segnato profondamente la vita della città.
Oggi ben poco rimane sul piano materiale a testimoniare l’importanza delle grandi esposizioni subalpine, anche le piu`celebri e frequentate (tre milioni di visitatori nel 1884, altrettanti nel 1898, addirittura sette milioni nel 1911), numeri che devono far riflettere su cosa era Torino più di un secolo fa.
Si trattava però di manifestazioni ospitate in strutture provvisorie, seppure di notevole bellezza, destinate a essere demolite all’indomani della chiusura. 
Infatti, sulle rive del Po, sono di volta in volta sorte vere e proprie città, che oggi possiamo ricordare solamente attraverso le immagini delle cartoline che i visitatori inviavano ad amici e parenti per renderli partecipi del grande spettacolo che la città viveva a quei tempi.
Tornado a parlare della storia della “Fontana dei 12 Mesi”, ricordiamo che la sua progettazione fu affidata a Carlo Ceppi, a cui è dedicato anche uno dei viali del Parco del Valentino.
Come per numerosi luoghi di Torino, anche la storia della “Fontana dei 12 Mesi” è legata ad una leggenda. 
Si narra infatti, che la fontana sorga nel luogo in cui Fetonte, figlio del Dio del Sole, sia caduto dopo essersi impadronito del carro del padre e aver fatto imbizzarrire i cavalli.
Fetonte cadde proprio nel fiume Po, dove secoli dopo i romani fondarono la città di Augusta Taurinorum.
La fontana è composta da una vasca ovale in cui arriva l’acqua da una piccola cascata centrale. La vasca è poi sovrastata da una terrazza su cui si trovano quattro gruppi di statue che rappresentano i 4 fiumi che bagnano Torino.
La Stura (rappresentato da tre nudi femminili ed opera di Luigi Contratti), il Po (rappresentato da una figura barbuta eseguito da Edoardo Rubino), la Dora (raffigurata da una pastorella ed opera di Giacomo Cometti) ed il Sangone (rappresentato da un genio che sorride a due amanti ed opera Cesare Reduzzi). 
La fontana è inoltre arricchita da statue che raffigurano allegoricamente i 12 mesi dell’anno.
L’architettura, il parco e la leggenda legata a questa fontana, ne fanno uno dei luoghi tra i più magici e romantici di Torino. Soprattutto in una calda sera d’estate.

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