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Cultura

L’EDITORIALE della DOMENICA di CIVICO20NEWS – Enrico S. Laterza : Dal punto-di-vista del povero cattivo

Quando il ricco buono salva i naufraghi che ha gettato in mare e li “accoglie” ospitandoli a casa di altri disgraziati

14 Luglio
09:00 2019

Rieccomi qui, a scarpinare sul tapis-roulant della mia palestra di periferia italians free, sbirciando e ammirando – e riflettendo – attraverso la vetrata, che di/vide il freddo polare dell’interno climatizzato dall’afa africana lì fuori, nel plurietnico monoislamico quartiere denazionalizzato di Palace Place, all’incrocio tra i corsi Solimano il Magnifico e Saladino il Mite, presso largo Bokassa Imperatore, in direzione dell’autostrada Rabat-Kinshasa: nella canicola del bollente acquario metropolitano, impregnato dei deliziosi aromi del tipico kebab piemontese, scorgo nuotare – ossia transitare sul marciapiedi o a bordo dei tram-battelli GTT (Gratuiti Trasporti Togolesi) – una variopinta multicolore fauna ittica (pesci piccoli e grossi) indefettibilmente infaticabilmente impegnata a pagare le marchette per le pensioni dei decrepiti semiestinti indigeni subalpini, mentre sfilano schiere di giovanissime donnine pesantemente intabarrate o imburkinate (con 40 gradi all’ombra!), spesso in istato interessante, attorniate da nugoli di chiassosi marmocchi – almeno da tre a cinque, quando non una decina –, destinati a colmare il “gap demografico” dei morenti nativi del nostro Belpaesello del loro Stivaletto (che strano, dove mai saranno finite le sinistre femministe che propugnavano la pianificazione familiare, la sacrosanta autogestione uterina, il controllo delle gravidanze e la maternità consapevole, per affrancare la moglie sottomessa dal giogo del marito-padrone maschilista, boh?!…).

A ben pensarci, la Weltanschauung, la mentalità e le motivazioni dei ricchi buoni e caritatevoli sono facilmente comprensibili: costoro, dopo aver accumulato immense fortune, con fortuna, bravura, intuizione, coraggio, audacia, scaltrezza, spregiudicatezza – e sovente elusiva fiscalità paradisiaca –, magari “agevolando gli scambi” di armi e petrolio, che foraggiano i molti cruenti redditizi conflitti regionali, produttori di milioni di profughi (pochi rimembreranno ancora il compianto Marc Rich, ricchissimo – nomen omenbusinessman-trader belga-elvetico-americano, condannato negli U.S.A., in contumacia, per vari illeciti, una sessantina, tra cui evasione delle imposte federali, frode, racketeering eccetera eccetera, e “perdonato” da Clinton nell’ultimo suo giorno in carica presidenziale, il 20 gennaio 2001), uniscono l’utile al dilettevole, il vil guadagno alla nobile coscienza, sovvenzionando, ad esempio – naturalmente con immancabile detrazione dalle (esigue) tasse da sborsare –, le eroiche o-enne-gi volontarie-professioniste che – completando il duro lavoro di trafficanti di carne umana e scafisti – salvano dai flutti delle fauci del maremonstrum Mediterraneo i naufraghi-migranti che scappano dalle guerre e dalle miserie provocate proprio dai succitati danarosi sostenitori della meritoria causa filantropica e li traghettano sui litorali d’Esperia, per esser sfruttati (pure dalle lucranti onlus “amiche”) e gettati gomito-a-gomito cogli emarginati locali, al limite dell’indegna sopravvivenza; se poi si aggiunge l’apprezzato vantaggio collaterale che, in virtù di tale collaudato sistema di “spontaneo” trapianto di robuste forze-nuove nel Vecchio (in)Continente, si assicurano – senza bisogno di scomodare alcun fantomatico “complotto Kalergi” o castronerie simili – masse di digitale mano-d’opera a bassissimo costo, sorta di dumping sui lavoratori-merce o schiavetti iperprecari (i proletari d’antan, abbandonati dai sedicenti progressisti europei della gauche-caviar radical chic, adepta devota delle élite globalplutocratiche mondialiste e delle megacorporation dominanti nel Reame Mercato), con la desiderabile conseguenza di livellare gli stipendi e elevare i profitti, l’aureo cerchio si chiude. Urrà!

E guardando invece dal punto-di-vista di ’sti cattivoni poveracci sporchi razzisti che non accettano di accogliere gli sbarcati e di s/par/tir/si le bri/cio/le di risorse avanzate, i salari da-fame, gli alloggi fatiscenti e svalutati e i fazzoletti di asfalto lasciati, per pietà pelosa, dai summenzionati squali dell’Alta-Società compassionevole, premurosi signorotti che impastano e infornano, amministrano e somministrano la torta economica, pappandosela tutt’intera, e che non cessano d’invitar ospiti a tavola in casa altrui?… Si arguirà forse perché i già malandati rifiutino chi peggio arriva.

“Che pez-zen-ti puzzoni…, se non han pane, nevvero, che mangino croissant!”

Liberiamoci fraternamente dagli egualitaristi da salotto. Fasulli.

 

Enrico S. Laterza

 

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