Reg. Stampa num.22 del Tribunale Ordinario di Torino - 11 Marzo 2011

redazione@civico20news.it

Recensioni
Libri

Torino - Immagini commoventi, allegre raccontate con l’obbiettivo di Sergio Solavaggione

Fotografo professionista per più di trent’anni al servizio dei quotidiani La Stampa e Stampa Sera

23 Luglio
11:00 2019

Nella sua carriera, Solavaggione ha fotografato i personaggi più importanti che sono transitati a Torino dai Presidenti della Repubblica Leone, Pertini, Cossiga, Scalfaro, al Pontefice San Giovanni Paolo II, ai  cantanti  Mina, Adriano Celentano, il ballerino Rudolf Nureyev, il violinista Salvatore Accardo.

Le fotografie di questo libro non sono famose, sono nate per vivere un solo giorno, insieme al loro compagno di sempre : il quotidiano”.

Sono le parole che Sergio Solavaggione (torinese di nascita) esordisce nell’introduzione di un memorabile e commovente racconto (dall’assunzione presso lo studio fotografico Moisio, al passaggio al quotidiano La Stampa) attraverso il suo obbiettivo della macchina fotografica.  

Sergio Solavaggione con il libro:Obbiettivo sensibile” edito dalla casa editrice Daniela Piazza Editore (pp. 255 fotografie bianco e nero € 18.oo), ci regala trent’anni di foto su episodi che hanno cambiato la città di Torino.

E’ tutto un radicale cambiamento dall’approccio di eseguire una fotografia ai personaggi dai loro sguardi, nel modo di vestire, all’arte di ripresa delle lenzuola diventate funi per evadere dalle carceri “Le Nuove”, ogni  racconto  ci riporta indietro nel tempo, e ce li fa  rivivere come fossero accaduti ieri. Gli episodi che Sergio racconta, quasi tutti  li abbia vissuti sia attraverso i giornali, o vissuti personalmente come colui che sta scrivendo queste note. 

Ricordo quando noi studenti liceali e poi universitari transitavamo in Galleria San Federico (in centro di Torino) per vedere  le memorabili indimenticabili foto nella vetrina di Foto Moisio, accanto ad ogni scatto vi era la dicitura, del fotografo che li aveva eseguite e molte portavano il nome di Sergio Solavaggione, ovviamente noi ragazzi gli occhi cadevano sulle azioni della partita di “Juve o Toro” a secondo dei nostri idoli calcistici del tempo. Il volume  riporta, poi  altri racconti emozionanti come  quello  dell’assunzione di  Sergio Solavaggione alle dipendenze di Moisio avvenuto il 2 Agosto 1964.

Riportiamo un breve passo del racconto. Il Signor Moisio si rivolge   a Sergio Solavaggione:

”Lei dovrà sviluppare e stampare velocemente e inviare  subito le prime foto  in cronaca per l’edizione del giornale. Come vede, niente di eccezionale. Ma Lei prima cosa faceva?”,

Solavaggione, spiegando tutto il lavoro che faceva prima di essere assunto da Moisio, risponde:

"Stampavo migliaia di foto, ma  so a mala pena tenere in mano un apparecchio fotografico. Per farla breve: sono uno stampatore, non un fotografo”.

Moisio lo guardò con uno sguardo severo con una punta di ironia e disse:

”Qui i fotografi non li assumiamo: qui li formiamo. E le assicuro che, quando arrivano  ad esserlo, lo sono veramente".

Avrà modo di vederlo con i suoi occhi.

"E si ricordi – sentenziò – se saprà guardarsi intorno, avrà molto da apprendere: nessuno le dirà niente, ma da tutti potrà imparare qualcosa”.

Bei tempi quando non si parlava di lavoro, ma il  lavoro si faceva e si sapeva cosa era,  e come si praticava. Il risultato della formazione che ha avuto Sergio, si vede dalla realizzazione dei suoi servizi  fotografici nel testo.

Altra vicenda emozionante: la visita di Francesco Cossiga da Ministro dell’Interno in un comizio pre  elettorale al teatro Alfieri. Solavaggione  mentre stava facendo il suo lavoro di fotografo all’arrivo di Cossiga,  viene acciuffato da un agente della sicurezza romana bloccandolo, impedendogli di continuare il suo lavoro. Il Ministro Cossiga (allora non era ancora Presidente della Repubblica) sentendo le proteste del fotografo le viene in difesa facendolo mollare dalla preda di questo poliziotto. Poi, nel silenzio generale Cossiga sentenzia:”Anche loro devono fare il loro lavoro”. Solavaggione, con uno scatto lo supera e lo ringrazia.

Ed esclama:

“Sono esterrefatto che un Ministro dell’Interno democristiano che prende le difese del fotografo!”.

Anche la documentazione fotografica sportiva, lascia il segno al lettore,   come quella che immortala la stretta di mano tra Orfeo Pianelli (Presidente del Torino, e l’Avvocato Gianni Agnelli (Presidente della Juventus) durante una partita di un derby della Mole; segue  la foto di un altro grande campione: Diego Armando Maradona mentre si allena a Torino (l’immagine venne scattata quando “el pibe” giocava nel Napoli).

Scrive Solavaggione:

“Sempre a proposito di calcio, devo onestamente ammettere che io l’ho sempre vissuto più come spettatore puro che come tifoso: se vedo una bella partita non importa chi la gioca, l’importante è vedere giocare un bel calcio”.

Così dovrebbe sempre essere interpretato lo sport, in generale.

Il testo narra  poi ancora il commovente racconto della chiusura del quotidiano della Stampa Sera, la ricca documentazione fotografica dell’attesa visita pastorale di Papa Giovanni Paolo II  a Torino avvenuta  il 13 aprile 1980 ( un  papa nella città subalpina non si vedeva da 171 anni. L’ultima era stata quella di Pio VII). Il Cardinale Woytla era già venuto a Torino nel settembre 1978 ( un mese prima che venisse eletto Papa) per venerare la Sindone.

Le foto definirle “del quotidiano” scattate da Solavaggione non le definirei proprio così: sono forse più importanti di tante  di altrettanto affermati fotografi; le foto di Sergio  raccontano il passato,  in ognuna si leggono tante definizioni, molte sono attuali da tenerle presenti per affrontare il futuro.

Ci facciamo proprie le parole che, Solavaggione  conclude la narrazione del racconto del 18 aprile 1992 quando chiudeva definitivamente l’edizione del pomeriggio di “Stampa Sera”(quotidiano nato nel 1930):

Quando si spegne una voce dell’informazione (qualunque essa sia) è sempre un lutto per la democrazia e la libertà, che si alimentano e vivono proprio della pluralità delle opinioni”.

Un libro molto interessante non solo da leggere, ma da sfogliare di tanto in  tanto per non dimenticare, quanto è successo negli anni raccontati da Sergio Solavaggione. Perché, se dimentichiamo il passato, non ci sarà futuro. Sergio Solavaggione:”OBBIETTIVO SENSIBILE”, Daniele Piazza Editore (pp.255 riccamente illustrato € 18.00)

   

 

 

Condividi l'articolo

Autore dell'articolo

Commenti all'articolo