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Asti - Per onorare i 25 anni della scomparsa di Giovanni Goria la Fondazione lo ricorda con interessanti iniziative editoriali

Pubblicati tre volumi sul territorio astigiano

3 Agosto
08:30 2019

La Fondazione Giovanni Goria ( per ricordare il politico che è diventato nel 1987  il più giovane Presidente del Consiglio  del Ministri è ha mantenuto questa imbattibilità fino al formarsi nel 2014  del Governo  Renzi), ha pubblicato tre splendidi volumi: “ Frammenti di Utopia”, “Secondo Sguardo” e “Aspetti e dimensioni del problema delle cantine sociali astigiani”. Iniziamo con il primo : “Secondo Sguardo”- Asti Monferrato e Langhe da Secondo Pia ad oggi” pubblicato da Scritturapura (pp.223 illustrazioni €25.00),fotografie di Franco Rubino (foto copertina). 

Il primo dei tre  volumi del progetto editoriale della Fondazione Goria è un bellissimo album di fotogrammi di storie dei mondi delle colline del paesaggio e del territorio vitivinicolo del Monferrato Astigiano, che analizza un secolo di trasformazioni di questo paesaggio, mettendo a confronto  una serie di scatti di Secondo Pia con immagini di oggi - nella stessa inquadratura  e nelle stesse condizioni di luce – eseguite  dal fotografo Franco Rabino.

“ E’ stato un lavoro  che ci ha portato – scrive Carlo Cerrato  nell’introduzione - a dialogare con il Museo del Cinema di Torino, che ci  ha concesso i diritti  di riproduzione e ad approfondire alcune ricerche sul patrimonio di immagini lasciato da Secondo Pia. Un patrimonio vastissimo di lastre studiate e classificata  e fruibile finora solo in  piccola parte.

Questo patrimonio è formato di tante lastre fotografiche del Piemonte, Liguria Valle d’Aosta, ma con una particolare attenzione al territorio astigiano  che va dal 1881 al 1933”.

Nel saggio di Franco Rabino, per “Secondo Sguardo”( che bisogna assolutamente leggere per comprendere e capire ogni scatto fotografico  da lui eseguito) ci da qualche ragguaglio per saper “leggere” ogni fotografia riprodotta. Scrive Rabino:” Una riflessione a parte merita l’approccio estetico/stilistico ad un progetto fotografico di questo tipo. Non era mia intenzione sovrappormi all’opera di secondo Pia, copiando semplicemente il suo approccio visivo, né produrre eleganti falsi originali, peggio ancora, che il mio personale stile di lavoro sul paesaggio prevaricasse sul suo”.  

Tutte le riprese sono state eseguite in due sessioni di lavoro ben definiti Agosto/Settembre 2017 e Gennaio/Febbraio 2018. Facendo un primo raffronto tra le immagini realizzate da Secondo Pia  e quelle odierne emergono, differenze sia nei paesaggi rurali che nei paesaggi urbani.

Nei paesaggi rurali si può notare il cambiamento della cuspide dei campanili. Più bassa e piatta in passato, più sottile e a  cuspide oggi, il paesaggio del bosco coltivato del passato ad una macchia boschiva quasi sempre a gerbido oggi; in molti casi cambiano le specie vegetali ad alto fusto intorno agli abitati, sovente con l’introduzione di alberi da palma di fronte agli edifici di prestigio e all’interno degli abitati, spesso con effetti surreali. Sono di dimostrazione le due foto della facciata dell’abbazia di Vezzolano( Foto 1-2). 

Per quanto riguarda il paesaggio urbano abbiamo il comparire di manufatti generalmente vengono ascritti sotto forma di categoria arredo urbano (fioriere, contenitori, di fogge e forme varie transenne fisse, cancelletti fissi, colonnine per parcometri) non presenti in passato.

Il proliferare odierno di cavi, scatole di raccordo, colonnine, targhe, segnaletiche, segnali stradali veri e propri sulle facciate delle abitazioni, anche di quelle con grande pregio storico.

“Questo libro, insieme agli altri due volumi -  Presidente della Fondazione  Marco Goria e il Segretario Generale Carlo Cerrato - rappresenta un esempio del metodo di lavoro che abbiamo scelto per ricordare, evitando ogni retorica, ma in modo produttivo guardando al futuro”. Come - continuano  nella prefazione del testo - sicuramente sarebbe piaciuto a Giovanni Goria con idee proposte, progetti, lavoro, guardando al futuro in modo produttivo”. Il libro riporta anche un saggio di Franco Correggia ( Naturalista consulente scientifico, saggista, curatore dei Quaderni di Muscandia).

Questa pubblicazione è interessante e da prendere in considerazione anche chi non è astigiano, uno dei tanti temi analizzati è quello di richiamare l’attenzione degli studiosi sul ruolo dell’Avvocato Secondo Pia, anche come grande fotografo del patrimonio artistico piemontese. Secondo Pia fu Sindaco della Città di Asti,  uno dei pionieri della fotografia italiana  la sua fama, oseremo  mondiale, è legata ai famosi scatti del 28 maggio 1898 quando il re Umberto I concesse l’autorizzazione a fotografare la Santa Sindone durante l’Ostensione nel Duomo di Torino. Questo progetto della Fondazione Goria ha trovato il sostegno della Compagnia di San Paolo di Torino

“Fondazione Goria “Secondo Sguardo - Asti Monferrato, e Langhe da Secondo Pia ad oggi” fotografie di Franco Rubino”Asti,2019 Scritturapura  €25.00).

Continua  

 

 

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