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Cultura

L’antica Arte dell’Alchimia nella mostra curata da Enzo Biffi Gentili a Savigliano.

8 Agosto
09:00 2019

L'arte dell'Alchimia, Arte Regia o Regale è stata tramandata fin dai più lontani secoli dai templi Egizi, spostandosi dall'Arabia, quindi  alla Grecia raggiungendo l'Europa occidentale e centrale, mantenendo da allora intatto l’insegnamento di cui si trova traccia nei testi, sia antichi che moderni. La parola, di derivazione araba, "al-kimia", si riferisce alla preparazione della Pietra Filosofale o elisir da parte degli studiosi che ancora oggi studiano gli antichi misteri.

L’Alchimia sembrerebbe relegata in polverosi anfratti, ormai dimenticata, sostituita da conoscenze moderne che la vorrebbero catalogare fra le chimere di tempi ormai lontani, ma ecco che, a ben cercare, si scopre che l’antica scienza, lungi dall’essere dimenticata, esercita ancora il suo fascino mantenendolo intatto.

Ne abbiamo la prova fornita dalla interessante mostra organizzata da Enzo Biffi Gentili, esperto a livello nazionale di arti applicate, un personaggio ben conosciuto nella Provincia Granda. Ha concluso di recente l’esperienza di direttore artistico del progetto, concluso con successo e promosso da Fondazione CRC, Il cuNeo gotico, che si era posto l’obbiettivo di valorizzare l’architettura neogotica dell’800 nel Cuneese e insieme di riflettere sul lato goth e dark nelle arti attuali.

L'Associazione presenta ora, nell'ambito del suo progetto Ars Regia, la mostra “La Granda Chemica. Carlo Emanuele I di Savoia e la tradizione ermetica subalpina da Pinot Gallizio ad artieri viventi”, arricchita da un "cammeo" storico didascalico sul Duca, l'epoca in cui visse (1562 — 1630) e il suo rapporto con la città di Savigliano.

L'evento è inserito nell' Interreg "I Duchi delle Alpi" (Programma Alcotra 20142020, finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), il cui obbiettivo è quello di incrementare l'attrattiva turistica dei territori alpini attorno ai luoghi storici di Casa Savoia, stimolando i visitatori a riscoprire i luoghi emblematici della più antica dinastia d'Europa: il castello dei Racconigi, il castello della Manta e l'abbazia di Hautecombe.

“La Granda Chemica” è ospitata presso due monumentali beni saviglianesi, Palazzo Taffini, di proprietà della Banca Cassa di Risparmio di Savigliano, e Palazzo Cravetta, di proprietà dell'Amministrazione Comunale, luogo che accolse fino alla morte Carlo Emanuele I.

La scelta di un tema alchemico appare originale e innovativa ma, oltre ad essere la prova della vitalità di uno studio mai dimenticato, è particolarmente coerente con la storia della dinastia sabauda. Le relazioni, a volte pericolose, tra alchimisti ed esponenti di Casa Savoia sono state infatti molteplici, documentate dal 1300 fino agli inizi del 1700.

Nei locali che ospitano la mostra sono presenti anche  altri contenuti di potenziale richiamo nazionale e internazionale. La Granda alchemica permette al visitatore un’immersione culturale e sensoriale in una tradizione ermetica vivente in Piemonte presentando anche, nella seconda delle otto sezioni della mostra Pinot Gallizio, noto pittore e spagirico, termine coniato da Paracelso per definire un'alchimia terapeutica, connessa allo studio di rimedi erboristici che l'eclettico studioso aveva appreso, con il mago Cornelio Agrippa direttamente dall'abate Tritemio fra le mura del convento di Sponheim in Germania. Galizio, fondatore del "Primo laboratorio sperimentale per una Bauhaus immaginista" (Alba 1956) viene spesso definito dalla critica “alchimista” e il termine “alchimia” ricorre per le sue opere di laboratorio e per i suoi studi riguardanti i simboli, e le cattedrali, studi che riprendono e si rifanno agli insegnamenti di Fulcanelli, l’Alchimista che ha donato agli studiosi i suoi monumentali testi “Il mistero delle Cattedrali e Le Dimore Filosofali” (ed.Mediterranee).

La mostra -che resterà aperta fino al 6 gennaio 2020- è articolata in otto sezioni: I. Carlo Emanuele I di Savoia. L’arte regale e la morte; II. Giuseppe Gallizio. Pittore e spagirico; III. San Lorenzo e l’Ars Regis;  IV. Un Oratorio laboratorio;  V. Ricerche dell’oro nell’arte ceramica; VI. Artieri ermetici pedemontani; VII. Alchimia di massa;  VIII. L'aroma del Sacro.

Ognuna di tali sezioni individua il risultato di una dettagliata ricerca del curatore su opere d'arte collegate tra loro non solo dal tema, ma anche dal luogo in cui vengono presentate; sono esposte opere d'arte antiche e contemporanee ed possibile scoprire un nuovo punto di osservazione originale sulle Terre dei Savoia.

La mostra è stata inaugurata il 5 Luglio 2019, e sarà possibile visitarla fino a Lunedì 6 Gennaio 2020  presso lo stupendo Palazzo Taffini d’Acceglio - Via Sant'Andrea 53 - Savigliano (CN)

Orari Venerdì-Domenica  10-13 e 14-18. (Ultima visita un'ora prima della chiusura)

 

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