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Cronaca

Piemonte, dove l'artigianato è artistico

I dati dell’Ufficio Studi di Confartigiantato Imprese

7 Agosto
11:30 2019

L'artigiano pensa con le mani e, con esse, realizza spesso oggetti che esprimono bellezza. In Piemonte, in particolare, l'artigianato artistico è un player di prima grandezza.

 

Questo risulta evidente dall'oggettiva fotografia che ci presenta una recente analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte per le MPI, con i dati UnionCamere-Infocamere del primo trimestre 2019. Da questa indagine si rileva che “sono 24.356 le imprese artigiane dell’artigianato artistico del Piemonte che, con i loro 61.210 addetti, realizzano, prevalentemente con tecniche manuali ad alto contenuto professionale, prodotti di elevato valore estetico. Rappresentando il 21,1% di tutto il comparto artigiano del Piemonte e il 26,2% dei dipendenti, l’artigianato artistico riunisce il capitale umano delle imprese che, creando valore economico, culturale e sociale, realizzano prodotti ad alto contenuto identitario ed esprimono la cultura del popolo, rappresentando simboli della tradizione e della creatività”.

 

A livello nazionale il Piemonte occupa la quarta posizione come numero di imprese. Al primo posto la Lombardia (53.448 aziende), seguita dall’Emilia Romagna (30.162 aziende) e dalla Toscana (25.379 aziende). A livello provinciale la nostra provincia conta 3.676 imprese con 10.969 addetti. In Piemonte le più consistenti numericamente sono le imprese della lavorazione dei metalli (6.607 imprese), seguite dalle aziende che si occupano di strumenti musicali e occhialeria (3.693 imprese), quelle del legno (2.203 imprese) e del restauro (1.790 imprese), dell’alimentare (2.006 realtà), fotografia e design (1.872 unità).

 

Una realtà che ha dimensioni importanti, quindi. Dimensioni osservando le quali non si può non concordare con Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, quando evidenzia che “la tutela delle professionalità nel settore avrebbe bisogno di fondi, che servirebbero a riequilibrare economicamente l’attività, ovvero a renderla competitiva dal punto di vista commerciale, affinché mantenga la propria identità artigianale”.

 

D.C.

 

 

(Immagine in copertina tratta da radiogold.it)

 

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