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L’uomo, i misteri e l’ignoto

Dialoghi sul senso della vita – 4.7 di n.

L’importanza di orientare in modo univoco il proprio essere verso il suo fine.

15 Ottobre
11:00 2019

Prosegue dal precedente articolo dal titolo: Un micro universo da riscoprire.

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Nessuno può dire ad un altro come leggere nuovamente ciò che è sempre stato presente nella propria essenza!

 

Per me tutto è cominciato mentre disegnavo automobili: riportando i punti di una forma tridimensionale nei tre piani necessari a definirla, per quanti sforzi facessi, non riuscivo mai a farli coincidere perfettamente!

 

Questa evidenza mi costrinse ad ammettere che tale perfezione non era possibile!

 

IDPla perfezione non è di questo mondo! …

 

… ma noi ci crediamo perfetti!

Anche quando facciamo i falsi modesti o dichiariamo di non essere perfetti, nel nostro profondo crediamo di essere tali: noi crediamo di sapere cosa è giusto fare; sempre! Tutto il mondo deve essere come lo intendiamo noi perché ci crediamo perfetti al punto tale da non mettere neppure in discussione di non esserlo. Quindi noi conosciamo come deve essere e funzionare un mondo perfetto: esattamente a nostra misura! Noi sappiamo cosa è giusto o sbagliato!

O no?

 

IDPcerto, lo crediamo!

 

Certo che lo crediamo! Al punto tale da cercare di costringere ogni cosa ad andare nella direzione che noi riteniamo essere giusta per il solo fatto di considerarci perfetti ed infallibili! (anche se solo a livello inconscio o superficiale; il risultato non cambia!)

 

Ritorniamo per un attimo al discorso su un possibile significato della croce.

 

Non è che le cose dette da una religione, dalla scienza o dalla medicina siano per forza da buttare via solo perché sono citate in quegli ambiti! Tutto fa sempre parte di un’unica Cosa!

 

Se separiamo le parti di un’unica cosa faremo sempre solo disastri: non si può separare un braccio da un corpo e sperare che tutto continui a funzionare bene!

                                  

Solo se, anziché separarle, le riuniamo all’interno di noi stessi, potremo riuscire a coglierne il senso interamente.

 

Torniamo al simbolo della croce e al momento in cui il nostro normale modo di funzionare incrocia un diverso modo, al momento in cui siamo temporaneamente “illuminati” rispetto ad un qualcosa. Guardiamo cosa succede alle nostre cellule rispetto ad una condizione normale osservando la figura che segue:

 

 

La situazione a sinistra rappresenta la nostra normale condizione: ogni freccia rappresenta la polarizzazione delle cellule del nostro sistema rispetto ad un argomento: figli, educazione, lavoro, famiglia, ideali, etc etc.

Ogni aspetto va in direzione diversa da un altro; si ostacolano a vicenda, si contrappongono; l’intuizione viene impedita!

 

A destra invece vediamo come un processo di purificazione del sistema e “conversione” corretta dei vari aspetti porti ad un medesimo orientamento dei vari comparti e delle cellule che li compongono; essi non costituiscono più un ostacolo all’intuizione!

 

Cellule orientate nella stessa direzione non significa che tutti gli esseri debbano diventare uguali, omologati, ma che in ognuno di loro le cellule siano orientate coerentemente per il perseguimento dell’obiettivo proprio a quell’essere!

 

Nell’istante in cui tutte le cellule sono orientate nella stessa direzione succede che “ho capito!”, capisco senza bisogno di tante spiegazioni.

 

IDPho capito in vita o dopo?

 

Qui e ora! Perché questa condizione può accadere solo in presenza di cellule viventi, di organi funzionali, di tutti i corpi di un sistema che funziona e di una coscienza in grado di recepire l’intuizione e collegarla ad una domanda essenziale pronunciata nel nostro intimo!

 

Per un attimo tutto il sistema dell’essere umano originale e l’organo trapiantato in esso, l’essere umano biologico, si sono trovati orientati nello stesso modo; hanno collaborato anziché ostacolarsi.

 

 

Tutti gli aspetti positivi e negativi di tutti i componenti sono per un istante correttamente al loro posto! L’organo trapiantato non è più soggetto al rigetto, ma si è perfettamente integrato nella sua funzione e l’intero sistema dell’essere umano originale ha dato un chiaro segnale di poter ritornare a funzionare regolarmente!

 

Continua nel prossimo articolo 4.8 di n dal titolo:

Io sono, noi siamo, o quanti siamo?

 

Foto, schemi e testo

Pietro Cartella

 

 

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