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L’uomo, i misteri e l’ignoto

Dialoghi sul senso della vita – 4.6 di n.

Un micro universo da riscoprire.

12 Ottobre
11:00 2019

Prosegue dal precedente articolo dal titolo: Temporaneamente protetti dalle fasce di Van Allen come dentro un utero materno prima di nascere ad un’esistenza autonoma.

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L’essere umano assimila le forze vitali, le trasforma e, dopo averne utilizzate una parte per il proprio sostentamento, ne restituisce una parte all’ambiente circostante, senza che possano disperdersi nello spazio infinito perché trattenute magneticamente entro le fasce di Van Allen. Ne risulta che una parte di ciò che è stato emesso si combina con la materia circostante modificandola e una parte ritorna al mittente rinforzandone le caratteristiche sia in positivo che in negativo.

 

Queste funzioni di irraggiamento dell’essere umano sono note agli scienziati che ben conoscono i campi magnetici del cervello e del cuore!

 

Tutti questi pensieri sono creati attraverso di noi, stimolati dalla situazione che noi stessi abbiamo contribuito a realizzare! Ciò che abbiamo creato per proteggerci ci si sta rivoltando contro!

 

IDPè autolesionismo!

 

… creiamo inconsapevolmente dei mostri!

 

IDPmeno male che non siamo nel medioevo altrimenti lei finirebbe bruciato!

 

Già fatto, grazie! (risate). Solo che oggi, in questa parte del mondo non si usano più i roghi, ma la denigrazione!

 

IDPma almeno lei è qui a parlarne! …

 

IDPe ne è consapevole! …

 

Consapevole di ciò … mi gioco al meglio che posso gli ultimi istanti della mia vita! (risate).

 

IDPalmeno fa ciò che le piace! …

 

… proprio così! Visto che devo morire prima o poi …

 

IDPvisto che alla fine del mondo manca meno di un mese …

(ricordo ai lettori che questi incontri si sono svolti nel 2012)

 

IDPe che la sua ultima lezione coincide proprio con quella data (12.12.2012)… (risate) … cosa faremo?

 

Festeggeremo insieme comunque! (risate).

 

Dicevo poco fa che i roghi sono stati sostituiti da altre forme di annientamento. Tra queste alcune sono estremamente efficaci: per esempio quella di parlare continuamente di un argomento fino a farlo diventare un rumore di fondo a cui ci si abitua fino a non sentirlo più, oppure quella di trasformarlo in una emozione auto appagante, fine a se stessa.

 

Per questo si sente molto, si scrive molto, ci si incontra molto sui temi della spiritualità; “molto fumo, poco arrosto!”. Settimane di incontri sulla spiritualità … e si vedono i risultati! Vengono mandate in fumo le già poche possibilità di comprendere, perché parlandone molto si crede di aver già fatto tutto quello che occorreva fare! La coscienza si riaddormenta serena! E se qualcosa la rimorde ancora, basta fare un po’ di volontariato o pregare per rimettere le cose a posto.

 

Ovviamente non è tutto così, non si può generalizzare assolutamente, ma questo è ciò che avviene per la grande massa (pellegrinaggi, conversioni, gruppi di preghiera e guarigione, gruppi di aiuto sociale etc etc), che si presta a queste attività senza conoscere quali forze gestiscono tutto ciò e per quale scopo. 

 

Certo che con queste osservazioni non attirerò molta benevolenza, né simpatia, né quattrini, ma lo scopo di queste osservazioni è sollecitare la coscienza di ognuno di noi a non farsi trascinare in meccanismi di distruzione o autodistruzione camuffati dietro buone intenzioni! Se poi, dopo attenta riflessione, desideriamo veramente farci trascinare in quel vortice, almeno saremo coscienti della corresponsabilità delle conseguenze!

 

Ecco uno schema in cui possiamo vedere distintamente il nostro intero corpo materiale (completo di parti fisica, energetica, emozionale, mentale), la banca dati costituita dal sé superiore, inserite nel “contenitore”; un micro universo di circa 16 metri di diametro.

 

 

IDPe quando siamo seduti vicino cosa succede?

 

IDPci sommiamo e moltiplichiamo la nostra forza! …

 

… ci trasferiamo informazioni costantemente e indipendentemente da quello che facciamo in modo cosciente; per questo trasferimento basta che esista una sintonia tra le varie persone presenti!

 

IDPe quando non c’è sintonia? …

 

… viene trasmesso e ricevuto ugualmente tutto ciò che è in sintonia con le parti di cui siamo composti anche se crediamo che non lo siano semplicemente perché non ne siamo coscienti! In altre parole, posso pensare di essere in un modo, ma in realtà essere diverso; allora mi chiedo perché mi succedono sempre queste cose, incontro sempre persone che mi danno fastidio! Perché queste cose sono in sintonia con la mia parte più profonda e vera anche se io non voglio ammettere di essere così come tali fatti evidenziano!

 

È una legge di attrazione che attira a noi tutto ciò che è in sintonia e serve per farci “comprendere” come siamo realmente. Tale legge magnetica agisce per analogia, attraendo ciò che è in sintonia o contrapponendo, respingendo, quello che non lo è! È una legge estremamente precisa che non sbaglia mai!

 

Quindi inutile pensare che ciò che ci accade non sia attratto da noi stessi e prendercela con qualcosa di esterno a noi come se ce l’avesse con noi! È solo un puerile tentativo di allontanarne o rifiutarne l’evidenza!

 

Solo un avaro può riconoscere un avaro! Altrimenti non potrebbe sapere che tipo di comportamento esprime la persona che sta osservando! Potrebbe essere una persona che ha perso il borsellino o non ha denari sufficienti per pagare o agire così per mille altri motivi. Ma solo un avaro conosce tutte le caratteristiche dell’avaro da riconoscerle perfettamente in un altro! Così chi conosce la lingua inglese quando sente parlare una persona straniera riconosce se sta parlando in inglese; per chi non conosce l’inglese quella persona sta solo parlando in una lingua straniera non identificata!

 

IDPè vero! Ha ragione! … (indicando la sorella) … lei frequenta un’avara ed è diventata avara (risate!)

 

IDP(la sorella) … ma vahhh! … 

 

IDPchi va con lo zoppo impara a zoppicare!

 

… ciò che vediamo negli altri è ciò che possiamo riconoscere di noi stessi!

 

IDPquindi (rivolta al fratello) dici a me che sono avara perché lo sei anche tu! … (risate!)

 

… attenzione ai giudizi … finiscono per ritornarci contro e smascherarci! Vediamo negli altri, come in uno specchio, ciò che non possiamo vedere di noi stessi direttamente! Quando siamo riuniti, come ora, tutto ciò si accentua nel bene e nel male! Avete presente ciò che accade alle persone normali che si trovano all’interno di uno stadio e diventano imprevedibili e incontrollabili? Prese singolarmente sembrano tranquille, ma appena si fondono nella massa dei tifosi cambiano totalmente! Noi siamo uguali anche se manifestiamo comportamenti diversi a causa del contesto diverso! Se chiedete a mia moglie vi svelerà di me aspetti che si manifestano solo nel contesto familiare e che difficilmente potreste osservare in questo frangente!

 

IDPdopo i suoi discorsi sull’equilibrio si dà per scontato che lei lo sia in ogni situazione! …

 

… però sapete bene che non può essere così, perché nessuno di noi è perfetto e infallibile! E soprattutto non si mostra mai completamente così come è per ragioni diverse, conosciute e sconosciute.

 

IDPsiamo umani!

 

IDPneanche in quella situazione è tutto a posto!

 

… ci tocca passare attraverso la nostra imperfezione per conoscere la realtà della situazione che abbiamo creato di conseguenza a tale imperfezione!

 

Se ricordate, perfino Gesù il Cristo fu sottoposto alla prova delle tre tentazioni nel deserto, e poté uscirne vincitore perché il suo essere era ormai diventato quasi del tutto di altro tipo!

 

IDPnoto che questo anno tira sempre in ballo il Cristo; come mai?

 

… l’ho fatto anche altre volte durante gli anni scorsi …

 

IDPsì, però quest’anno ricorre più spesso! …

 

… ha ragione! Di solito evito tale riferimento per non generare malintesi; però alcuni di voi ascoltano queste cose da cinque anni e quindi mi permetto di farlo con più tranquillità perché sapete che non ne sto parlando in termini consueti; e anche coloro che sono qui per la prima volta conoscono molti di voi con cui si possono confrontare anche fuori di qui per meglio comprendere quello che può restare oscuro.

 

Comunque sia, sarà bene ricordare che Gesù il Cristo rappresenta il prototipo di un qualunque essere umano senza distinzione di nazionalità, razza, religione, sesso, cultura, che attraverso un processo di purificazione e preparazione del proprio essere ha potuto ricevere in sé quella forza chiamata Cristo, di cui abbiamo già parlato in precedenza, e quindi non fa necessariamente riferimento all’omonimo stereotipo adottato da una specifica religione.

 

IDPsì però … più sento dire alcune cose e più sento di avvicinarmi alla religione!

 

Certo! Perché per certi versi ognuno di noi rappresenta per se stesso il sacerdote della propria religione! Infatti egli è l’unico che può assumere tale funzione, nell’unico modo che gli è proprio, per poter “tornare ad unirsi all’Uno, all’Origine”; se egli non lo fa per sé stesso nessuno potrà farlo al suo posto! È fondamentale! Ed è anche l’equivoco che tiene i fedeli delle chiese più lontani da tale obiettivo; più sono devoti all’autorità che mostra il modello da seguire, o al modello stesso, anziché realizzare responsabilmente in sé stessi ciò che il modello indica, più si allontaneranno dall’obiettivo nonostante le migliori intenzioni!

 

Ognuno di noi è chiamato a realizzare tale processo in sé stesso e per sé stesso, partendo dalla condizione in cui si trova! Solo così ha senso la “religione” ovvero tornare a “ri-legare” ciò che è separato all’Uno, oppure “ri-legere”, leggere nuovamente, ciò che è sempre stato presente nella propria essenza. In tal senso Yoga e Religione hanno la stessa valenza! 

 

Nessuno può dire ad un altro come farlo!

 

Se penso come è cominciata per me questa avventura, a chi potrei proporne il modello come esempio da seguire?

 

Per me tutto è cominciato mentre disegnavo automobili: riportando i punti di una forma tridimensionale nei tre piani necessari a definirla, per quanti sforzi facessi, non riuscivo mai a farli coincidere perfettamente!

 

Questa evidenza mi costrinse ad ammettere che tale perfezione non era possibile!

 

 

Continua nel prossimo articolo 4.6 di n dal titolo:

L’importanza di orientare in modo univoco il proprio essere verso il suo fine.

 

Foto, schema e testo

Pietro Cartella

 

 

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