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Politica Locale

“Una Città e una Regione che hanno un chiaro disegno di sviluppo, in democrazia, non hanno da temere da nessun Governo”.

Solo chi non ha Idee si preoccupa”.

25 Agosto
09:30 2019

In relazione ai possibili impatti che  l’ipotetica soluzione della crisi di Governo, potrà riservare al Piemonte, riceviamo e pubblichiamo una nota di Mino Giachino. Ci asteniamo da ogni considerazione, invitando i lettori ad intervenire nel merito.

“Leggo che molti si stanno preoccupando del possibile Governo giallorosso.

Perché mai? 

In uno Stato democratico chi ha idee e proposte e su queste ci mette la faccia non deve temere nulla.

Abbiamo dimostrato con la TAV che malgrado la posizione fortemente contraria dei 5 Stelle, malgrado la presenza di un forte Movimento NOTAV, siamo riusciti a raccogliere il grande consenso della maggioranza della popolazione contraria alla Decrescita e abbiamo vinto non solo per noi ma per Torino e per il Paese. 

Lo stesso vale per il futuro di Torino e del Piemonte.

Torino e il Piemonte  malgrado il declino hanno un attivo tra importazioni ed esportazioni e ciò per il Bilancio dello Stato vale  oro.

Far ritornare a crescere di più  il Piemonte che da vent’anni cresce meno della media nazionale è interesse del Paese e del Bilancio dello Stato.

Occorre avere un programma chiaro delle cose che servono per Torino e per il Piemonte e su queste farsi valere nella Conferenza Stato Regioni e in Parlamento attraverso i parlamentari piemontesi che debbono farsi sentire molto di più.

Il punto è che manca un quadro condiviso di obiettivi.

Rilancio della Manifattura piemontese (Competence Center ma non solo), Aeroporto, Linea 2 della Metro, Asti-Cuneo, piano delle Autostrade , collegamento ferroviario veloce con Genova, Piano per la Bassa Val SUSA, strade provinciali, Ponte Preti etc.etc.

Un Piano da presentare a qualsiasi Governo per il quale ognuno è libero di tifare.

Torino e il Piemonte hanno perso punti in questi anni rispetto a Emilia e Veneto primo perché non si sono accorti del declino , secondo perché ognuno andava in ordine sparso, terzo perché mancava un Disegno complessivo.

Se si va a recuperare nell’archivio de La Stampa il piano del Prof. Giuseppe Grosso (Piemonte Regione forte d’Europa) o alcune interviste a Garbarino a Mauro o a Sangiorgio di Calleri, Donat-Cattin e Detragiache, si vedrà perché in quegli anni si cresceva di più e otteneva molto di più dallo Stato.”

 

Mino GIACHINO 

SITAV SILAVORO 

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