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Interviste

Principato di Monaco. Una straordinaria occasione per le imprese italiane

Civico 20 News intervista il Presidente dell’A.I.I.M. Giovanni Paolo Risso

28 Agosto
08:30 2019

Civico 20 News prosegue l’indagine sui rapporti che legano l’Italia con il Principato di Monaco, intervistando Giovanni Paolo Risso, Presidente dell’A.I.I.M. (l’Associazione degli Imprenditori Italiani nel Principato di Monaco).

Anche in questo caso Monaco emerge come una Nazione frizzante e propositiva, fortemente dinamica (pur nell’esiguità del proprio territorio) e sempre improntata al raggiungimento di nuovi ambiziosi obiettivi. La multiculturalità del Principato, il contesto paesaggistico idilliaco e il prestigio di cui gode a livello internazionale lo rendono una straordinaria cassa di risonanza per aziende e idee di successo, che qui trovano nuovi spunti, nuovi interlocutori e soprattutto nuove importanti occasioni di visibilità. E quando si parla di fare (e di fare bene), l’Italia gioca un ruolo di assoluta protagonista, non solo per la vicinanza geografica al Principato e il comune substrato culturale ma in primis per la levatura delle imprese e degli Imprenditori che qui ci rappresentano. Con l’orgoglio e la fierezza di essere i portabandiera di un brand, il “made in Italy”, che non ha eguali al mondo.

 

Presidente Risso, Lei è Genovese. Le origini del Principato affondano le radici proprio nel rapporto con la città ligure, che sul finire del XIII secolo si trovava lacerata fra le fazioni dei Ghibellini e dei Guelfi. Questi ultimi, sotto la guida di un Grimaldi, espugnarono la rocca monegasca e lì vi si installarono, dando avvio a una dinastia che oggi è la più longeva d’Europa. Quali sono i tratti distintivi del Principato, visti da una persona nata sotto la Lanterna?

Direi soprattutto l’intraprendenza, l’ordine, la pulizia e la sicurezza. Monaco è la Genova che vorrei: certo in questo le modestissime dimensioni del Principato (sviluppato su di una superficie di appena due chilometri quadrati) aiutano. Tutto è vicino e accessibile, i servizi e le infrastrutture sono efficienti e all’avanguardia, l’amministrazione organizzatissima, il clima – inteso in senso meteorologico – eccezionale. Così come, del resto, quello che si respira in mezzo alle persone che vivono e lavorano qui: c’è davvero tanta voglia di fare, e di farlo al top, davanti a tutto il mondo che a Monaco è rappresentato. Viaggio molto nel corso dell’anno tuttavia in nessun altro luogo, come qui, mi è mai capitato di ritrovarmi a pochi passi da Russi, Americani, Arabi, oltre che ovviamente da Europei di ogni Nazione. Nel Principato il melting pot è una realtà quotidiana e fruttuosa, uno dei suoi tratti distintivi più importanti e significativi.

Presidente, Lei è un imprenditore storico dello shipping che oggi opera a livello europeo nel mercato immobiliare. Che cosa significa essere stato chiamato alla guida dell’Associazione che raccoglie e rappresenta gli imprenditori italiani operanti nel Principato di Monaco?

È prima di tutto un grandissimo onore. Penso che Monaco rappresenti una straordinaria “macchina da guerra”, capace di generare continuamente nuove formidabili occasioni per fare business. Come Presidente dell’A.I.I.M. sto cercando di impostare per l’Associazione una rotta “smart & young”, che rispecchi la frizzantezza del Principato e, soprattutto, la briosità dell’imprenditoria italiana.

Può tratteggiarci quelli che sono gli scopi dell’A.I.I.M.?

L’Associazione, fondata a Monaco nel 2003, si prefigge l’obiettivo di valorizzare gli scambi economici e culturali fra il Principato e l’Italia, promuovendo il nostro lavoro, i nostri progetti e il nostro “savoir faire” presso le autorità monegasche e gli stakeholders internazionali che qui hanno sede. In particolare, cerchiamo di “allineare le richieste di domanda e offerta”, portando i risultati e le idee dei nostri imprenditori là dove possono essere più fruttuosamente colte e apprezzate. In questo, molto importante è l’organizzazione di eventi, oltre alla sinergica cooperazione portata avanti con l’Ambasciata, che oggi così autorevolmente rappresenta le istituzioni italiane nel Principato.

Presidente Risso, Lei è anche membro del C.E.S. (Conseil Économique et Social de Monaco). L’organo, composto da 36 membri (tutti bénévoles, ovvero volontari), si compone di tre Collegi. Uno in rappresentanza degli Imprenditori, uno degli Impiegati e il terzo di emanazione governativa: Lei fa parte di quest’ultimo, in virtù del merito e delle competenze che Le sono state riconosciute dal Governo monegasco. Quanto di quest’esperienza riesce a trasfondere all’interno dell’A.I.I.M.?

Io sono del parere che non sia sempre necessario inventare nuove cose e nuovi format: a volte basta semplicemente copiare le idee di successo che già sono in circolazione, adattandole poi allo specifico contesto di appartenenza. Il C.E.S. è un’Assemblea consultiva, che rappresenta i principali protagonisti sociali ed economici del Principato: per farlo, la sua attività è stata suddivisa in 7 tavoli di lavoro, ciascuno dedicato a una o più tematiche (dalla Finanza al Turismo, dal Commercio all’Ambiente, senza dimenticare la Cultura, le Tecnologie e la Qualità di vita). All’interno dell’A.I.I.M. abbiamo pensato di replicare i medesimi ingredienti, ripartendo le attività all’interno di 5 commissioni: Finanza/Investimenti, Shipping/Yachting/Assicurazioni, Immobiliare, Eventi/Turismo/Ristorazione e Lusso/Moda/Arte/Gioielli. In questo modo ciascun nostro socio può dare il meglio di sé, spendendosi in primis su quelle tematiche per cui – in virtù della propria esperienza professionale e di vita – più ha da dire. È questo ciò che ho in mente: costruire un ambiente ancor più vivo e dinamico, che faccia trasparire l’entusiasmo dei nostri iscritti. E che, ovviamente, sia in grado di richiamarne altri, anche attraverso l’organizzazione di cene ed eventi in cui ciascuno si senta attivamente protagonista. Queste occasioni, poi, sono altresì utili per fare foundraising.

Quanti soci conta al momento l’A.I.I.M.?

All’incirca 200. Continuiamo però ad aver fame di crescita, per offrire nuovi servizi agli Associati e, come detto, creare per loro situazioni che siano utili e produttive, ma al contempo anche piacevoli e divertenti.

Presidente, uno dei prossimi eventi internazionali che avranno luogo nel Principato sarà il “Monaco Yacht Show”, giunto ormai alla XIX edizione. Dal 25 al 28 Settembre Monaco accoglierà nuovamente il top del diporto mondiale di alta gamma. Questa sarà un’altra eccezionale vetrina per le aziende italiane che operano nel settore: può parlarcene?

Assolutamente sì, e le nostre imprese e imprenditori sapranno coglierla al meglio. In più, quella di quest’anno sarà un’edizione da record: infatti l’esposizione a mare di 125 superyachts rappresenterà, in termini di metri lineari cumulati, la flotta più lunga mai presentata. E con l’acquisizione per i prossimi ottant’anni del porto di Ventimiglia, si apriranno per Monaco (e dunque per le aziende italiane che nel Principato si occupano di nautica) nuove promettenti possibilità.

Oltre allo yachting di lusso, il Principato è però in prima linea anche per quanto concerne lo sviluppo di nuove tecnologie nautiche ecosostenibili.

Verissimo. Lo scorso Luglio lo Yacht Club di Monaco ha infatti ospitato la VI edizione del “Monaco Solar & Energy Boat Challenge”, in collaborazione con la Fondazione Principe Alberto II e l’Unione Internazionale Motonautica. Questo evento consente ogni anno a brillanti giovani Ingegneri di immaginare nuovi sistemi di propulsione per la nautica da diporto, derivanti da fonti rinnovabili e dunque rispettosi degli ecosistemi terrestre e marino. Il vantaggio è dato dal fatto che queste innovazioni possono essere promosse subito presso l’industria navale, direttamente in loco, grazie all’esperienza e all’interesse dei professionisti che operano qui nel Principato.

Dunque un altro progetto pionieristo, tipico di Monaco, che ha abituato il mondo a essere sempre un passo avanti. Come da Lei sottolineato non rinunciando all’Ecologia, di cui S.A.S. il Principe Alberto II è un paladino e strenuo sostenitore. In conclusione, come definirebbe poter fare impresa nel Principato?

Eccezionale. Monaco è una Nazione seria, rigorosa e trasparente, dove gli stimoli e gli sproni mancano mai. Se si sviluppa una buona idea e si hanno le risorse e la determinazione per portarla avanti, qui è possibile testarla e magari vederla germogliare. Tutte le possibilità sono aperte. Del resto io sono un grande appassionato di libri e di taccuini e, come afferma il grande scrittore francese Daniel Pennac, è bello che un uomo e un lettore riescano a spaziare rincorrendo i propri sogni e visioni.

Quindi, riprendendo la Sua citazione letteraria, potremmo dire che il Principato di Monaco è un po’ “come un romanzo”?

Sì. Un romanzo vero, però. Dove gli Italiani sono annoverati fra i principali protagonisti.

Perfetto. Presidente, La ringraziamo molto per la Sua disponibilità e cortesia. Buon proseguimento di lavoro.

Grazie ai Lettori di Civico 20 News.

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