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Il libro e l’affresco di Elva

Il romanzo di Ezio Marinoni presenta personaggi reali e di fantasia in una carrellata che dal 1028 nell'Abbazia di Spigno Monferrato, va nelle Langhe, a Monforte, nell'Abbazia di Pedona (Borgo San Dalmazzo) e si conclude in Val Maira

2 Settembre
10:30 2019

Il recentissimo volume “Il libro e l’affresco di Elva” (Mille, 2019) è il romanzo di esordio di Ezio Marinoni, nato a Torino nel 1962, pubblicista che ha già proposto poesie ed ha partecipato con successo a vari concorsi letterari con racconti di diverso argomento.

Al Salone del Libro di Torino, il 9 maggio 2019, l’Autore ha così presentato l’idea alla base della sua opera: «Un anno fa iniziavo a scrivere un'idea su Elva, 85 abitanti in cima alla Val Maira.

Un viaggio, una scoperta, tante suggestioni...

Elva, gli affreschi di Hans Clemer, il Libro del Comando, una storia che parte dal Medioevo, si incunea nei primordi del Rinascimento ed arriva sino ai giorni nostri.

Giorno dopo giorno, la mia agenda si è riempita di appunti, mentre divoravo altri libri per documentarmi, e ogni libro mi conduceva più a fondo nella storia e nelle emozioni.

La mia voglia di ricercare aumentava mentre mi immergevo e mi immedesimavo in personaggi noti e figure meno conosciute.

Il sogno ha preso lentamente forma ed è diventato scrittura.

Scrivere a mano è un’avventura: sembra che i personaggi si muovano da soli e la penna corra sulla carta, a guidare la mano nella scrittura, i capitoli si amalgamano in un susseguirsi di idee e azioni.

I libri sono la traccia di questo romanzo (libri ricercati, inseguiti, nascosti, distrutti perché i tempi non erano ancora maturi affinché si scoprisse la verità)».

Il romanzo presenta personaggi reali ed altri di fantasia, in una carrellata che inizia nel 1028 nell'Abbazia di Spigno Monferrato, si sposta nelle Langhe, vive il processo ai Catari di Monforte, giunge all'Abbazia di Pedona (l’attuale Borgo San Dalmazzo), si conclude in Val Maira.

Nel 1028, a Monforte, un sacerdote prova a riassumere la sua vita, passati gli entusiasmi degli studi e della gioventù. Dal Capitolo di Alba, alla giovane Abbazia di Spigno (fondata dagli Aleramici nel 991), al sacerdozio a Monforte, dove in quello stesso 1028 sta per accadere qualcosa che passerà alla storia, la prima persecuzione religiosa in Italia.

Novecentonovanta anni dopo, a Torino, un bibliotecario che ha ugualmente visto spegnersi le illusioni in un lavoro ripetitivo incontra un anziano professore di origine francese, che gli narra una storia affascinante...

Il Libro del Comando, Hans Clemer, a lungo chiamato semplicemente “Maestro di Elva”, e il dualismo luce/tenebre condurranno il bibliotecario Adriano sulle tracce di storie e misteri medievali, sul sottile confine del Rinascimento, alla ricerca di una verità che si nasconde, in tutte le epoche.

In questa trama Guglielmo da Volpiano si sposta fra monasteri e Jacopo da Varagine porta in Piemonte, con il suo libro, la “Legenda” o “Leggenda Aurea”, un nuovo modo di raccontare la storia sacra.

Alla fine non tutto si svelerà, Adriano e il professore cercheranno di spiegare insieme il motivo della scomparsa di Hans Clemer, intorno al 1512, quando è all’apice della sua fortuna artistica e umana.

Scrive Francesco Cissello, Dottore di Ricerca in Scienze Storiche Università di Torino, nella sua Prefazione a proposito dell’ambientazione del romanzo: «L’Autore costruisce per noi un Medioevo non per forza in tutto e per tutto ‘autentico’, e però giustamente (e finalmente, verrebbe da dire, osservando l’uso distorto e ‘politico’ che il dibattito pubblico fa dell’Età di Mezzo) restituito alla sua dimensione di magnifico crogiuolo di aspirazioni di rinnovamento, brutalità conservatrici, ansia di recupero del passato e costruzione del futuro».  

E così conclude: «Resta, alla fine, la sensazione di familiarità con luoghi e protagonisti, la dolce nostalgia di un viaggio che si vorrebbe non finisse più. E che infatti non finisce: perché nel libro che Adriano (e con lui Ezio Marinoni) consegnano all’editore, non si trovano le (impossibili) risposte a tutti i quesiti e a tutti i misteri, ma il desiderio (tanto umano) di continuare a porsi domande».

Con “Il libro e l’affresco di Elva” Ezio Marinoni dà valida prova del suo sviluppo delle capacità di approfondimento storico e insieme psicologico di fatti e personaggi, oltre che di impegno di lungo respiro sulla pagina bianca.

 

Ezio Marinoni

Il libro e l’affresco di Elva

Edizioni Mille, Torino, 2019 – pp. 192 - € 18:00

 

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