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Politica Nazionale

Conte: Il linguaggio mite del Pensiero debole

Migliaia di Sovranisti protestano in piazza Montecitorio

10 Settembre
08:00 2019

Ieri mattina alla Camera dei Deputati, Giuseppe Conte ha esposto il programma del suo secondo Governo.

Pareva di essere tornati indietro di decenni ad ascoltare le parole misurate ed il tono di voce appena sussurrato di Giuseppe Conte, un perfetto doroteo, simulacro di Mariano Rumor, che ha parlato per un’ora e 25 minuti, senza scomporsi e scontentare nessuno. Ha voluto marcare le distanze annunciando  toni ed approcci diversi che osserveranno i suoi ministri, rispetto al governo precedente, senza mai nominare Salvini.

Ha elencato minuziosamente tutti i 26 punti dell’editto di Di Maio, cercando di omaggiare i nuovi compagni di merenda. Un contentino all’uno, una strizzatina all’altro. Si è dilungato a dismisura come dovesse governare per decenni. Non pochi, mentre elencava le innovazioni e gli interventi essenziali: impegno prioritario verso il SUD, finanziamenti per il ruolo ed il “prestigio” di Roma Capitale, lo stop alle trivelle ed  il riferimento a quel che ci attende: “Siamo consapevoli che questa manovra sarà impegnativa” hanno iniziato a preoccuparsi delle conseguenze della ricaduta della Finanziaria sulle tasche degli italiani.

D'altronde se il Governo dovesse realizzare gran parte dell’enunciato (dalla gratuita degli asili nido, al cuneo fiscale, ad interventi speciali nelle zone terremotate, alla neutralizzazione dell’aumento  dell’IVA, sino al rilancio della Sanità pubblica, l’impegno finanziario supererebbe i 50 miliardi  e non sarebbe sufficienti i 4 anni.

Il Professor Conte ha cercato di essere erudito, citando un intervento di Giuseppe Saragat quand’era presidente della Costituente, di Hannah Arendt, sino a voler issare la bandierina sul settimo centenario della morte di Dante Alighieri, che cadrà il 14 settembre del 2021(ma ci sarà ancora?).

Abbiamo trovato un po’ contradditori i molteplici riferimenti all’azione riformatrice del suo governo. Il riformismo include, di norma, i liberali progressisti e i movimenti cattolici sociali fautori di riforme graduali ed è un termine vicino all'area culturale della sinistra. Riformatore è invece colui che attua le riforme ed è fautore di cambiamenti radicali.

E’ un perenne conflitto tra quanti, in buona o cattiva fede, si manifestano favorevoli e, a volte addirittura sinceri fautori dell’attuazione di reali riforme, limitandosi alla teoria e quanti, invece non hanno alcuna esitazione a rimboccarsi le maniche, e sulla base di attente e scrupolose analisi, decidono di impegnarsi direttamente nella non facile opera di consentire che le cose cambino veramente.

Ma, piccolo particolare, tra i supporter di Conte ora spiccano i massimalisti, per cui il riformismo intelligente e fattivo non sarà certo visto di buon occhio e, soprattutto favorito. Parleranno i fatti.

Il clima è mutato decisamente nel tardo pomeriggio. Forse Conte si è stizzito per alcuni interventi dell’opposizione che a gran voce ha ripercorso il suo ruolo di voltagabbana, denunciando la lunga marcia del Conte a capo di un governo Lega M5S, verso i lidi attuali e portando all’interno dell’Aula gli echi della manifestazione del mattino.

Sta di fatto che in sede di replica, il presidente del Consiglio, abbandonando lo stile doroteo si è buttato a testa bassa duellando con i deputati e scendendo anche su polemiche personali.

Accolto da cori da stadio dai banchi della Lega Giuseppe Conte è stato più volte interrotto e ha interloquito più volte con i deputati, richiamati anche dal Presidente della Camera Fico. "Devo fare una premessa che riguarda il passato, in particolare molti interventi della Lega e Forza Italia celano forte reazioni emotive, dei veementi proclami", ha detto il presidente del Consiglio.

"Avete parlato di tradimento ma permettetemi di dire che conosco la vostra abilità comunicativa ma ripetere all'infinito queste parole non potrà cambiare la realtà dei fatti: questa è una grande mistificazione. Il fatto di pensare che una singola forza politica o addirittura il suo leader possa decidere ogni anno a suo piacimento o addirittura a suo arbitrio di poter portare il paese alle elezioni è irresponsabile", dice Conte in aula, rispondendo ai deputati di centrodestra che urlano "elezioni".  Abbiamo visto per la secondo volta dopo l’intervento del 20 agosto in Senato, un Conte rabbioso che, abbandonato lo stile presidenziale si è calato in colpi bassi verso la Lega in particolare, innescando polemiche reazioni in un clima già incandescente. Una brutta partenza decisamente.

Medesimo copione rivolto al passato, nel corso delle dichiarazioni di voto.

Poi in serata  Il governo 'Conte bis', sostenuto dalla maggioranza Pd-M5S-LeU, ha incassato la fiducia della Camera con 343 Sì e 263 No. I deputati presenti erano 609, quelli votanti 606. Tre gli astenuti. La maggioranza è quindi stata fissata a 304 voti, ed è stata superata appunta con 343 Sì.

Oggi si replica al Senato ove i voti a favore saranno più risicati.

Come nasce questo Governo? In modo rancoroso e rissoso, con l’opinione pubblica sconcertata per come si è svolta la crisi e sfiduciata. Dai primi provvedimenti si potrà capire se Conte saprà contenere le spinte disgregatrici enfatizzate da alcuni deputati della maggioranza o se, con un po’ di saggezza saprà conquistare i delusi. Lo attende la finanziaria e quale migliore scadenza!

Fotografie: Camera dei deputati e Libero Quotidiano

 

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