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Astrofisica: un balletto agli albori dell’Universo

11 Settembre
09:30 2019

Due occhi vedono meglio di uno solo e, a dirla tutta, tre sono ancor meglio!

Grazie infatti all’impiego congiunto del South Pole Telescope (operante in banda ottica), della rete di radiotelescopi Alma e del telescopio spaziale Spitzer (quest’ultimo sensibile all’infrarosso), gli Astrofisici hanno scandagliato meglio e più a fondo lo straordinario Universo in cui siamo immersi. E là, fra le brume di polverose cortine ancestrali perse in mezzo alle pieghe dello spazio-tempo, è emerso un eccezionale super-ammasso formato da almeno 14 galassie.

La ragione della straordinarietà non risiede nel numero di componenti (di per sé, anzi, abbastanza esiguo) bensì nella prossimità delle galassie, “raggrumate” e in procinto di dar luogo a un gigantesco processo di fusione cosmica.

Un altro dettaglio non trascurabile: l’età. Il vegliardo super-ammasso (etichettato SPT 2349-56) risale ad appena 1,4 miliardi dopo il Big Bang, ovvero si riferisce a un’epoca in cui l’Universo aveva solo un decimo dell’età attuale (circa 13,4 miliardi di anni).

Il balletto cosmico, sulle note del valzer della gravità, trascina un numero di stelle dalle 50 alle 100 volte superiore rispetto a quelle che sono contenute nella nostra galassia, la Via Lattea. E la massa complessivamente racchiusa nell’agglomerato - fra astri, polveri e materia oscura – raggiunge il pachidermico valore di 10 milioni di milioni di volte la massa del Sole!

Numeri colossali, i quali ci restituiscono la limitatezza del nostro essere fisicamente "topolini" qui sulla Terra… Nondimeno, le sinapsi umane sono sbalorditivamente in grado di ricucire ciò che gli anni luce separano. Tant’è che il pensiero, nutrito di conoscenza e di avanzamento tecnologico, ci consente oggi osservazioni straordinarie, le quali, va detto, sono prima di tutto dei veri e propri viaggi nel tempo.

Allacciate le cinture!

 

 

 

(Immagine in copertina tratta da skyandtelescope.com)

 

 

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