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Musica

Ottava stagione concertistica dell'orchestra Polledro

Dettagli sul prossimo programma concertistico

29 Settembre
10:00 2019

 

Presentiamo, in questo articolo, un approfondimento di Clelia Parvopassu, studiosa di storia della musica, relativo alla figura del Compositore astigiano Giovan Battista Polledro.

Seguirà, a cura del Maestro Federico Bisio, la presentazione del programma musicale, relativo all'ottava Stagione di concerti, eseguiti dall'Orchestra Giovan Battista Polledro.

 

Giovan Battista Polledro

  di Clelia Parvopassu - Studiosa 

 

“Nato il 9 giugno 1781 a Piovà Massaia (AT) da un’agiata famiglia di commercianti, Polledro compì i primi studi musicali ad Asti e poi a Torino, dove fu allievo di Pietro Paris e probabilmente anche di Gaetano Pugnani, uno dei più illustri esponenti della tradizione violinistica piemontese. 

Dopo aver suonato per la stagione 1797/98 nell’Orchestra del Teatro Regio, nello stesso 1798, in seguito alla morte di Pugnani e allo scioglimento della Regia Cappella per la partenza della corte, il giovane violinista lasciò la capitale sabauda.

Scarse le tracce di quei primi anni di pellegrinaggio: tra il 1803 e il 1804 suonò come «primo de’ secondi violini» nell’orchestra del Teatro Carcano di Milano, mentre dal 1805 al 1810 fu a servizio del principe Taticev a Mosca, già mèta di una gloriosa tournée di Pugnani con il giovane Viotti.

Se fino a questo punto la biografia di Polledro è simile a quella di tanti strumentisti italiani dei secoli precedenti, attivi come musicisti stipendiati presso una corte italiana o straniera, intorno al 1811 il violinista comincia la carriera moderna del musicista indipendente.

Nei due anni successivi la sua attività di concertista è ben documentata dalla rivista musicale tedesca «Allgemeine musikalische Zeitung», che recensisce le esibizioni di Bratislava, Varsavia, Praga, Lipsia, Vienna, Monaco di Baviera e Berlino documentando una celebrità di dimensione europea.

A Praga Polledro riscuote «un successo di cui nessun musicista oltre a Mozart può vantarsi», ben rispecchiato dal guadagno eccezionale di 7000 gulden.

Suscita particolare eco un concerto di beneficenza a Karlsbad, il 6 agosto 1812, che vede il violinista a fianco di Beethoven al pianoforte, anche se in una lettera all’editore Breitkopf il compositore parla di un «povero concerto per i poveri» accompagnato dal «signor Polledrone, che ha suonato bene dopo aver superato il suo abituale nervosismo».

Come di consueto in quegli anni, Polledro si esibisce insieme ad altri artisti in programmi comprendenti musica vocale e strumentale per diversi organici e quasi sempre propone pezzi di propria composizione, destinati a mettere in luce le sue doti di virtuoso.

Non è un caso, quindi, che la produzione di questo periodo abbia quasi sempre come protagonista il suo strumento (esercizi per violino solo, duetti, trii per due violini e violoncello, cicli di variazioni e concerti per violino e orchestra), mentre in una fase successiva Polledro si dedicherà alla composizione di sinfonie e di musica sacra.

La figura di Polledro, però, non può essere semplicemente accomunata a quella di tanti altri violinisti-compositori itineranti la cui fama sarebbe stata presto offuscata dall’astro di Paganini; forte del successo internazionale, dopo qualche anno il violinista sceglie infatti di tornare al servizio di una corte assumendo una carica di prestigio per unire agli impegni artistici quelli dell’organizzazione di una cappella musicale: dal 1816 al 1823 è Konzertmeister della celebre Orchestra di corte della Sassonia a Dresda, testimone dell’incontro-scontro tra il perugino Francesco Morlacchi, ancora fiducioso nel primato dell’opera italiana, e il fondatore dell’opera tedesca Carl Maria von Weber. Il suo stipendio mensile di 1.500 talleri lo metteva alla pari dei due Kapellmeister rivali.

Nel 1823 fu nominato a Torino «primo violino e primo virtuoso della Cappella e Camera e Direttore generale della musica istrumentale» - titolo un tempo attribuito a Pugnani - e si dedicò alla riorganizzazione dell’orchestra di corte e di quella del Teatro Regio. 

Sin dagli anni Trenta rallentò la sua attività per motivi di salute, facendosi sostituire sempre più spesso alla guida dell’Orchestra di Corte e di quella del Teatro Regio; fu pensionato nel 1845 e morì a Piovà il 15 agosto 1853.

Se i giornali e le riviste musicali dell’epoca documentarono soprattutto la sua carriera di virtuoso itinerante; in tempi recenti la ricerca musicologica ha messo in luce l’importanza della sua opera di organizzatore musicale, specie a Torino.

Grazie all’esperienza maturata all’estero, infatti, Polledro acquistò per la Cappella torinese tra l’altro numerose sinfonie di Haydn, Mozart e Beethoven e, introducendo la musica strumentale dei grandi compositori austro-tedeschi, pose le basi di un interesse destinato a caratterizzare in modo indelebile la vita musicale cittadina.

Di Polledro si conservano due ritratti: un’incisione di Wilhelm Arndt e un olio del pittore di corte dei Savoia Pietro Ayres.”

 

Particolare del viso del ritratto di Beethoven mentre compone la Missa Solemnis, eseguito da Joseph Karl Stieler, 1820, olio su tela, Bonn, Beethoven Haus   

 

 

PRESENTAZIONE OTTAVA STAGIONE -   MAESTRO FEDERICO BISIO - Direttore

 

“Il prossimo anno, il 2020, sarà caratterizzato da una particolare ricorrenza in ambito musicale: i 250 anni dalla nascita di Ludwig Van Beethoven. Il genio di Bonn nacque infatti nel 1770 e, nell'arco della sua esistenza, visse un periodo di grossi cambiamenti politici in Europa, segnato da lunghe e sanguinose guerre che sancirono la fine di un mondo e l'inizio di una nuova epoca.

Ciò nonostante, il suo temperamento e le sue superiori doti musicali ebbero modo di svilupparsi e di raggiungere vette artistiche somme, a dispetto della grave menomazione fisica impostagli da una rapida quanto precoce sordità. Nel corso di questa ricorrenza saranno numerose le esecuzioni delle sue composizioni, dalle più celebri alle più sconosciute.

Ma, al di là della sua eredità musicale, quali elementi hanno contribuito a “creare” Beethoven e quanto il suo lavoro ha influenzato la musica sua contemporanea e successiva?

Sulla base di queste considerazioni, abbiamo deciso di improntare la nostra prossima stagione alla ricerca e alla presentazione di come la musica del compositore dell'Inno alla Gioia, si collochi all'interno di un humus assai fertile, che la stabilizzazione e selezione successiva del repertorio spesso impedisce di cogliere.

La scelta più importante (e, permettetemi, coraggiosa) è risultata quella di non eseguire alcunché del suo catalogo.

Nel corso dei cinque concerti previsti avremo modo di avvicinare i suoi modelli, maestri, colleghi, discepoli e quanti, nei due secoli successivi, si ispireranno a lui.  Naturalmente questa nostra operazione non ha pretesa di completezza.

Tuttavia speriamo che risulti di stimolo alla curiosità del pubblico affinché possa riscoprire, anche attraverso l'unicità esperienziale delle esecuzioni dal vivo, la forza di un mondo musicale poco frequentato.  Saranno nostri compagni, in questo percorso, importanti solisti di fama internazionale: Sebastian Jacot, Carlo Romano, Antonio Valentino, Piergiorgio Rosso e il Trio Debussy.

Come tutti gli anni, proseguendo il percorso di sostegno delle nuove leve, avremo una nostra prima parte impegnata nell'esecuzione di un concerto solistico: Francesca Gelfi, al corno di bassetto.

Nel primo concerto di stagione, il 2 Ottobre, dopo l'esecuzione della Ouverture dell'Opera Lodioska di Cherubini (il cui tema influenzò il Fidelio beethoveniano), Sebastian Jacot, primo flauto dell'orchestra del Gewandhaus di Lipsia, eseguirà un concerto per flauto di Carl Philipp Emanuel Bach.

Il più celebre dei figli di Johann Sebastian esercitò su tutta la musica di fine Settecento, inizio Ottocento una grande influenza, soprattutto per il suo lavoro sulla “Fantasia”.Concluderà il programma la prima sinfonia di Louis Spohr, collega e ammiratore di Beethoven.

Nel concerto del 20 Novembre, in occasione del 170 anniversario del Proclama di Moncalieri e presso la prestigiosa sede del Castello Reale della Città, eseguiremo un programma dedicato alla musica per ensemble di fiati, con capolavori di Enescu e Dvorak.

Ci ritroveremo poi nella Primavera del 2020, il 10 Marzo, per approfondire il mondo musicale nel quale Beethoven si formò: due concerti solistici faranno da perno alla serata.

Nella prima metà ascolteremo la nostra Francesca Gelfi eseguire il concerto per corno di bassetto di Carl Stamitz (esponente di spicco della cosiddetta scuola di Mannheim) e, nella seconda, il celebre concerto per oboe di Haydn; solista Carlo Romano, già primo oboe dell'Orchestra Rai. Aprirà il concerto una breve sinfonia di Joseph Boulogne Chevalier de Saint Georges, il primo compositore mulatto di Francia e, in chiusura, la Sinfonia numero 30 di Mozart, piccolo gioiello di rara esecuzione.

Il 7 Aprile sarà dedicato alla compagine per soli archi. Una sinfonia giovanile di Mendelssohn introdurrà il Concertino per Trio e orchestra d'archi di Martinu eseguito dal Trio Debussy. Il celebre compositore ceco del XX secolo ebbe sicuramente come modello l'organico previsto da Beethoven per il suo Triplo Concerto.

Porterà a compimento della serata una sinfonia cosiddetta “caratteristica”: nella versione per soli archi, la composizione che Paul Wranitzky (primo violino dell'orchestra imperiale nonché direttore delle prime esecuzioni di alcune sinfonie beethoveniane) dedicò alla pace tra l'Austria e la Francia.

La nostra Stagione si concluderà il 19 Maggio, con un concerto inserito nel programma ufficiale dell’OFF SALONE DEL LIBRO 2019 particolarmente importante per nostra orchestra: eseguiremo infatti del nostro Polledro, una sinfonia in prima esecuzione moderna.

La prima parte della serata proseguirà con il concerto per violino e pianoforte di Hummel. Antonio Valentino e Piergiorgio Rosso ci accompagneranno nella scoperta di questo importante compositore, virtuoso della tastiera e divulgatore beethoveniano. Tra tutti i compositori che operarono nella cerchia beethoveniana, non poteva mancare, per importanza, Ferdinand Ries, dalla importante carriera internazionale, della quale Londra costituisce una tappa fondamentale.  

Allievo, amico, confidente, fu uno dei più intimi frequentatori di Beethoven. Eseguiremo la sua Quinta sinfonia. Quinta non a caso; infatti nel suo primo movimento echeggia (pur con le dovute modifiche) il rintocco ritmico della più celebre Quinta del suo Maestro. Un comune battito per un destino unico e irripetibile.”

 

 

PRESS Comunicazione, Relazioni esterne, Progetti speciali:  Monica N. Mantelli press@orchestrapolledro.eu +39 392 7880381

www.orchestrapolledro.eu    FB ORCHESTRA POLLEDRO

 

Fotografie tratte dal Web

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