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Di tutto un po'

Un rocambolesco evento militare che si meritÚ un posto nella storia

Un fatto díarmi al tempo della rivoluzione francese, unico e poco noto

Cattura della flotta olandese a Den Helder - 23 gennaio 1795
21 Settembre
10:45 2019

La storia ci ha abituati a prendere in considerazione eventi militari che sono sempre rientrati nella fattibilità umana per meritare quella credibilità consacrata poi nella memoria collettiva. Ovviamente questo criterio tende ad essere inevitabilmente più rigoroso per quegli eventi caratterizzati da circostanze eccezionali.

Esempi del genere ce ne sono a iosa. Ad esempio, per restare nella storia contemporanea resta eclatante  l’evacuazione di Dunkerque (Operazione Dynamo, 26 maggio - 4 giugno 1940), l’attacco giapponese a Pearl Harbor (Hawaii – USA,  7 dicembre 1941), la battaglia di Stalingrado (17 luglio 1942 – 2 febbraio 1943), la battaglia di Kursk (Unione Sovietica,  5 - 16 luglio 1943), lo sbarco in Normandia (Operazione Overlord – D-Day, 6 giugno 1944) e ancora tanti altri.

Tuttavia in tutti questi eventi di portata tragicamente cruenta, caratterizzati da devastazione e morte, era sempre emersa la logica del confronto tra forze armate contrapposte, che tenevano conto di strategie e tattiche collaudate in esperienze precedenti, anche se con varianti decisamente innovative e ad alto rischio.

In ogni caso quasi mai furono messe in campo operazioni esclusivamente basate sull’azzardo, che per questo presupposto avrebbero messo in conto anche il possibile disastro immediato, in termini di perdite gratuite di uomini e di mezzi.

Emerge in proposito una domanda precisa: quali potevano essere le motivazioni profonde per giustificare i comandanti a prendere decisioni così rischiose?

Forse intuizioni fulminanti che pochi riuscivano a percepire, il desiderio di assaporare il rischio come esaltazione esistenziale, il narcisismo del protagonismo e della probabile promozione di grado, o altro ancora?

Lasciamo agli “esperti” in materia l’eventuale risposta esaustiva, sempre che possa esistere.

Molto più semplicemente e in via provvisoria potremmo sempre avanzare l’ipotesi che la risposta possa essere la risultante di tutte le aspirazioni sopra enunciate. Oltre a tenere in considerazione la convinzione popolare secondo la quale “la fortuna aiuta gli audaci”.

Infatti l’eccezionalità dell’evento in oggetto si presta a tutte le possibili interpretazioni per l’incredibile arditezza e temerarietà dell’impresa.

Chi poteva immaginare che la carica della cavalleria francese potesse portare alla cattura di una flotta olandese, imbrigliata nei ghiacci, a Den Helder in Olanda?

Ma passiamo alla storia (utilizzando riferimenti di Wikipedia).

La cattura della flotta olandese  a Den Helder da parte dell'esercito rivoluzionario francese il 23 gennaio 1795 ebbe luogo ad opera del generale di brigata Jan Willem de Winter, comandante l'VIII reggimento Ussari, coadiuvato dal battaglione del V reggimento di fanteria leggera, al comando del tenente-colonnello Louis Joseph Lahure.

Il fatto d'arme ebbe luogo durante le campagne militari francesi contro gli alleati della prima coalizione antifrancese (1792 – 1797), che comprendeva il Regno di Gran Bretagna, l’Austria, la Russia, la Prussia, la Spagna e il suo Impero, il Regno di Napoli, il Regno di Sicilia, il Regno di Sardegna, il Regno di Portogallo, l’Assia -Kassel e la Repubblica delle Sette Province Unite, cioè l’Olanda. Da evidenziare che quest’ultima, dopo l’invasione del 1795 passò sotto l’influenza francese con il nome di Repubblica Batava.

L'armata rivoluzionaria, al comando  del generale Jean-Charles Pichegru (Arbois, 16 febbraio 1761 – Parigi, 5 aprile 1804), era entrata in Amsterdam il 19 gennaio 1795 per acquartierarsi per l'inverno.

Il gen. J.C. Pichegru venne informato che a circa 80 km a nord di Amsterdam una flotta militare olandese era bloccata dai ghiacci presso Den Helder

Al fine di evitare l'occupazione della cittadina da parte delle truppe britanniche e la possibile fuga delle navi da guerra olandesi verso l'Inghilterra, una volta liberatesi dai ghiacci, Pichegru inviò il generale di brigata Jan Willem de Winter (Kampen, 23 marzo 1761 – Parigi, 2 giugno 1812), un olandese di nascita che combatteva per la rivoluzione, con un distaccamento di cavalleria dell'VIII Reggimento Ussari ed un battaglione di fanteria, ad occuparsi del problema.

La notte del 23 gennaio, dopo aver provveduto a che i cavalli, con il rumore dei loro zoccoli sulla superficie ghiacciata, non svegliassero i marinai olandesi, i cavalleggeri francesi, appoggiati dal fuoco dei fucilieri della fanteria, si lanciarono all'attacco abbordando le navi.

Essendo queste ultime, impedite nelle manovre di  brandeggio e di elevazione dei cannoni, in quanto  inclinati rispetto al normale piano orizzontale di batteria, questi non poterono essere utilizzati contro gli assalitori di terra.

Da evidenziare le condizioni ambientali estreme: il ghiaccio aveva imbrigliato molte navi rendendole leggermente inclinate e di conseguenza impedendo, per questo effetto, l’impiego delle artiglierie.

Tutti e 14 i vascelli da guerra olandesi (con 850 cannoni), più alcune navi mercantili (utilizzate come supporto logistico) furono così catturati dalle truppe francesi e subito dopo ci fu l’occupazione della cittadina di Den Helder.

Le perdite da parte francese, in questa spettacolare azione, furono definite “trascurabili”.

Fu questo un caso unico, nella guerra sul mare tra la Francia rivoluzionaria e le Province Unite, dove una flotta sia stata catturata con una carica di cavalleria leggera in un contesto ambientale estremo.

Da non sottovalutare l’aspetto e l’impatto “beffardo-propagandistico” di questo evento che permetteva di sbandierare, come potente arma politica, la  superiorità morale  e militare delle armate rivoluzionarie francesi nei confronti di quelle avversarie, espressioni decadenti dell’ancien régime.

Probabilmente questo è stato un evento unico che non si era mai verificato nel passato, anche se non abbiamo notizie che abbia potuto verificarsi in seguito.

In realtà questo evento fu un’azione militare eccezionale, come eccezionale  e curioso resta il fatto di essere stato confinato praticamente in sordina.

 

Tutte le immagine provengono da:it.wikipedia.org

 

 

 

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