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Interviste

Valerio Liboni: questa Ť la mia vita

Brani inediti dal caratteristico sapore cantastoriale per l'ultimo lavoro dell'artista torinese

21 Settembre
09:30 2019

Valerio Liboni, fondatore dei gruppi musicali “I Ragazzi del Sole” e “La Strana Società” (oltre 10 milioni di copie con la hit “Pop Corn”, sigla per anni de La Domenica Sportiva), leader storico dei “Nuovi Angeli” (fra i successi del Gruppo Donna Felicità, Ragazzina, Singapore) racconta la sua vita nell’ultimo lavoro che presenterà martedì 1 ottobre presso il Circolo della Stampa di via Bogino 9.

Possiamo dire che si tratta dell’Opus Magnum il quale propone la raccolta di brani inediti dal caratteristico sapore cantastoriale; ma sarà la serata in cui Valerio Liboni ripercorrerà cinquanta anni di luminosa carriera con i più significativi aneddoti, ricordi e melodie che hanno emozionato il suo pubblico, quello che ama la musica di qualità  che lo ha reso famoso in Italia come pure all’estero.

Valerio Liboni, che ricordiamo batterista di grande intensità interpretativa come pure autore e compositore di indimenticabili composizioni, vanta ugualmente una brillante presenza fra i produttori discografici; importante anche la sua vena di scrittore che si consacrò con “Crash” (edizioni Aereostella) e “Io quella maglia sognavo da Bambino” (Egea Music), due preziose pubblicazioni dedicate alla storia della Musica leggera Italiana ed all’epopea del Grande Torino, degli “Invincibili” che scomparvero nella tragedia di Superga.

Nel corso della serata, Valerio Liboni siederà al pianoforte per riproporre alcuni successi scritti e prodotti per alcuni artisti famosi quali Fiorella Mannoia, Umberto Tozzi, Donatella Rettore, i New Trolls, Mal, Dino, Wilma Goich, Little Tony, gli O.R.O., Gianni Boncompagni, Pippo Franco, Renzo Arbore e moltissimi altri per poi condividere con il pubblico simpatici e storici retroscena dal sapore retrò.  

Ma desideriamo altresì ricordare la militanza granata di Valerio Liboni autore degli inni ufficiali del Torino Calcio, e “Ancora Toro”, realizzato con il polistrumentista Silvano Borgatta, già protagonista al fianco di artisti quali Phil Collins, Renato Zero, Lucio Dalla, Enzo Jannacci e gli Stadio, e Guido Guglielminetti, produttore di Francesco De Gregori e Ivano Fossati, autori a quattro mani con Liboni dell’album che uscirà il prossimo 27 settembre su etichetta “Incipit Records/Egea Music”, casa discografica indipendente piemontese che vanta le incisioni di Andrea Mingardi, Fabio Concato, Sergio Cammariere, Danilo Rea, Gino Paoli ed i Dik Dik.

Lo abbiamo incontrato alla Caffetteria Gerla di corso Vittorio Emanuele 88, uno dei “salotti” storici torinesi più rinomati.

“Questo è il sesto album che faccio da solo – ci ha detto – e mi sto rendendo conto che la musica va in un’altra direzione rispetto a me. Borgatta e Guglielminetti sono dei veri amici ed hanno sempre dato il meglio di loro per aiutarmi a portare avanti questo mio desiderio di esprimermi non solo attraverso i testi ma con la bella musica, quella che io amo, quella un po' diversa da “Sfera e Basta” per essere chiari".

Valerio Liboni ha altresì voluto sottolineare:

"Oggi, con l’editrice Egea di Cervignasco, possiamo ancora produrre i CD del nostro lavoro mentre ormai la divulgazione avviene per la maggior parte attraverso altri canali, di quest’ultimo lavoro uscirà anche il vinile che dal 27 prossimo sarà in duecentoquaranta negozi digitali in tutto il mondo. Ormai, per come la penso, la musica è liquida, ma io non ci credo; ai nostri tempi si andava dal “Discobolo” di via San Tommaso ed aspettavamo con ansia l’uscita dei Led Zeppelin per vedere la copertina ed ascoltarli".

Per poi esporre con velata critica:

"Penso che oggi i giovani non siano stati istruiti in tale modo, bensì alle Up ed alla Chiavetta; non hanno quella preparazione di base che consente di suonare, di conservare la melodia che fa parte del nostro patrimonio musicale. Noi siamo italiani, la nostra è quella napoletana: cosa c’entriamo con il Rap, con gente che usa la musica solo per protestare usando parolacce irripetibili. Ho letto dei testi da inorridire!".

Per questo ultimo lavoro Valerio LIboni ha scritto pezzi che trasudano poesia e sono dedicati alla vita di tutti noi:

"Sono molto contento di questo lavoro, lo porterò in teatro e lo presenterò al pubblico a Torino al Circolo dei Lettori il primo di ottobre dove incontrerò anche gli amici più cari. Suonerò e canterò il presente ed il passato.”

Ed il futuro, diciamo noi, che ripercorrerà quell’itinerario che ha giustamente consegnato a Valerio Liboni onore, gloria e stima da parte di tutti. Complimenti, questi, che l’artista ha accettato volentieri in quanto, come ci ha detto, "si sente che vengono dal cuore".

“Penso che sia l’ultimo lavoro - ha aggiunto - perché sento che occorre dare spazio agli altri, gli artisti giovani che produco e vediamo cosa succederà. In questo mestiere abbondano i “sola”, detto alla romana, abbonda cioè la disinformazione. Molti giovani non pensano nemmeno di cercare un produttore che si occupi di loro perchè non hanno la dote fondamentale per crescere e diventare famosi: l’umiltà. Troppi, e non solo i cantanti, se la tirano e pensano di essere dei personaggi mentre non lo sono; si costruiscono una personalità che non è tale con l'aiuto di qualche discutibile trasmissione che li sfrutta per poi metterli spesso da parte".

Liboni, a questo proposito, si ritiene fortunato

"perché ho avuto dei maestri importanti primo di tutti mio padre, e poi Erminio Macario con il quale si passavano delle serate a farci raccontare degli episodi che sono rimasti chiusi nel mio cuore. Una in particolare, che non ho mai scordato, ricordava che il pubblico è bambino e deve sognare durante lo spettacolo, ragione per cui non amava la “Bomboniera” di via Maria Vittoria, con la prima fila a ridosso del palcoscenico che toglieva la profondità dell’ascolto, e quindi del sogno. Come pure un insegnamento prezioso: non farsi mai vedere troppo in giro perché la gente pensa subito che non hai lavoro e quindi sminuisce il tuo vero valore”.

Riflessione importante che Valerio Liboni ci ha trasmesso in questa che è la prima intervista rilasciata ad un giornale sulla panoramica della vita, della sua vita, che ritroviamo fra le note dell'ultima composizione.

La discrezione, per essere chiari, la cui mancanza porta anche alla deformazione dell’immagine di un artista in qualunque genere si esprima.

Valerio Liboni è sempre rimasto testimone del suo modo di fare musica, un messaggio che ha trasmesso anche in occasione dell’ultima tournee estiva con un gruppo di otto elementi formato da due coriste, due violiniste e quattro musicisti con cui ha ripercorso le varie fasi della luminosa carriera.

I prossimi appuntamenti saranno a Roma, all’Isola d’Elba ed altre località di cui terremo informati i nostri lettori.

Ritornando alla serata al Circolo dei Lettori, l'introduzione è affidata  a Giulio Graglia, autore e producer TV regista de “La Partita del Cuore”, ed alla giornalista e scrittrice Sabrina Gonzatto.

Modera l’incontro Maurizio Scandurra, critico musicale nonché giornalista radiotelevisivo e scrittore.

L’evento è promosso ed organizzato dalla “Fondazione Circolo dei Lettori” in collaborazione con “Linguadoc Communication”.

info@circololettori.it 011/43.26.826

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