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Il Parco Provinciale di Conca Cialancia, in Val Germanasca (TO), festeggia 15 anni di attività

Proseguono le iniziative per celebrare i quindici anni dall’istituzione dei parchi provinciali del Colle del Lys, del Monte San Giorgio, del Monte Tre Denti-Freidour, dello Stagno di Oulx e di Conca Cialancia

Capre al Parco di Conca Cialancia, Val Germanasca (Torino)
21 Settembre
14:00 2019

Fonte: Ufficio Stampa Città metropolitana di Torino.

 

Proseguono le iniziative per celebrare i quindici anni dall’istituzione dei parchi provinciali del Colle del Lys, del Monte San Giorgio, del Monte Tre Denti-Freidour, dello Stagno di Oulx e di Conca Cialancia.

Domenica 22 settembre a Prali (Torino), nell’ambito della Festa della Patata, organizzata dalla Pro Loco, la Direzione Sistemi naturali della Città Metropolitana di Torino allestirà un banchetto informativo sul Parco di Conca Cialancia.

UNA CONCA SCAVATA DAL RIO BALMA E DALLE VALANGHE

Situato in Val Germanasca, nel Comune di Perrero, tra i 1796 e i 2855 metri di quota il Parco naturale provinciale di Conca Cialancia ha un’estensione di 973 ettari.

La punta Cialancia con i suoi 2855 metri, è la cima più alta. “Cialancio”, nell’occitano alpino parlato in Val Germanasca, significa “valanga”. Il territorio è infatti solcato da numerosi canaloni, dai quali scende materiale durante tutto l’anno, rendendo l’aspetto del vallone in costante mutamento.

A Conca Cialancia si arriva percorrendo una strada sinuosa che parte da Perosa Argentina seguendo il corso del torrente Germanasca. Si prosegue su una vecchia pista militare di 25 km (i primi 4 asfaltati e i restanti in terra battuta), che partendo dai 757 metri di quota del Ponte Germanasca attraversa tutto il territorio del parco e raggiunge quota 2447 metri sotto il Passo della Cialancia.

La Conca è frutto dell'incisione fluviale del Rio Balma, corso d'acqua laterale al torrente Germanasca, nel comune di Perrero. La zona ospita alcuni alpeggi che sono ancora utilizzati in estate per il pascolo delle mandrie.

La vegetazione, tipicamente alpina, è caratterizzata da arbusti prostrati e steppe montane: nelle zone pianeggianti umide prevale l'ontano montano, che resiste al passaggio di slavine e valanghe, a cui si affiancano il sorbo degli uccellatori e numerose specie erbacee quali il geranio selvatico, la viola biflora, il veratro bianco, l'acetosella e l'alchemilla volgare. Alle quote superiori si sviluppa il saliceto subalpino acidofilo, accompagnato da bellissime specie pioniere, quali le sassifraghe, la genziana bavarica, l'androsace alpina e il ranuncolo dei ghiacciai.

La fauna è costituita dai tipici ungulati delle Alpi - camoscio, cervo e capriolo - a cui si aggiungono la lepre variabile, la marmotta, la volpe, l'ermellino, la pernice bianca, il gallo forcello, la coturnice, il fringuello alpino, il codirosso spazzacamino e molti altri. Tra gli anfibi è importante ricordare la presenza della salamandra di Lanza, endemica nelle Alpi Cozie, che si è adattata alla vita in quota partorendo, a differenza degli altri anfibi, piccoli già completamente sviluppati.

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