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L'EDITORIALE DELLA DOMENICA DI CIVICO20NEWS – Sara Garino: Pianeta Terra

La necessità di un nuovo modello di business che si fondi sulla tutela dell'ambiente

22 Settembre
09:00 2019

Il pianeta su cui viviamo si chiama Terra: eppure, visto dallo spazio, essa è una palla azzurra di mari e oceani, inframmezzati qua e là dalla crosta marrone dei continenti.

 

E proprio l'acqua, peraltro, ha rappresentato l'elemento dirimente per lo sviluppo della vita: dagli organismi unicellulari primordiali sino alle forme di vita più complesse, Uomo su tutti.

 

Il tema della salvaguardia ambientale, in specie per quanto concerne le risorse idriche e i bacini marini, si profila sempre più quale asset principale per lo sviluppo di un'Economia consapevole e improntata al futuro. Viviamo ormai in un mondo iperconnesso e veloce, dove la globalizzazione – annullando le barriere fisiche – abbatte a volte anche quei meccanismi di difesa pensati dalla Natura per proteggere gli ecosistemi. E questo pone l'umanità davanti alla scelta di nuovi modelli di business.

 

Perseguire in un'azione invasiva e poco ponderata, capace certo di garantire ampi margini iniziali, ma pure destinata a esaurirsi non appena terminate le risorse disponibili: ciò che si è storicamente fatto sinora.

 

Oppure percorrere la nuova frontiera… Una nuova idea di progresso, che non prescinda dal contesto in cui esso – così come qualsivoglia altro aspetto dell'esistenza umana – deve necessariamente esplicarsi: il pianeta.

 

Sviluppo ecosostenibile significa fare del nostro mondo la principale risorsa su cui fondare le nostre certezze, sapendo che esso non è eterno e immutabile ma sensibile all'influenza e all'interferenza che esercitiamo su di esso.

 

"Nulla si crea e nulla si distrugge", affermava sagacemente Lavoisier. Vale certo per i detriti e soprattutto per le plastiche che riversiamo all'interno degli oceani, dimentichi del fatto che ivi permangano per secoli, avvelenando gli ecosistemi con forti ricadute anche sulla catena alimenare.

 

Vale per gli interferenti endocrini, molecole contenute nei materiali plastici maggiormente inquinanti, che si accumulano nei nostri organismi con danni ad ampio spettro sul metabolismo.

 

Vale per un modello di impresa che guarda all'oggi e alle cause senza contemplare il domani, e gli effetti.

 

Perchè ciò che serve è un vero e proprio New Deal, che faccia Ricerca e Sviluppo coniugando  – con gli strumenti della Scienza – la tutela dell'ambiente e la capacità di fare Impresa.

 

SARA GARINO
Vicedirettore
CIVICO20NEWS

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